«Chiediamo al ministro Salvini un incontro urgente, perché non è più rinviabile una soluzione: da troppo tempo si sta isolando sempre di più l’Umbria, danneggiando in primis chi lavora, i nostri pendolari, e l’immagine stessa della Regione». A dirlo sono la presidente Stefania Proietti e l’assessore ai Trasporti, Francesco De Rebotti, in una nota in cui si torna a parlare dei disservizi subiti da lungo tempo dai pendolari umbri. Migliaia di cittadini affrontano quotidianamente quello che Palazzo Donini definisce un vero e proprio «calvario» per raggiungere Roma. Una situazione di «completa inaffidabilità» caratterizzata da ritardi pesanti e mancanza di informazioni puntuali, che l’amministrazione non intende più tollerare.
I lavori Il quadro è destinato a farsi più critico da lunedì, quando partirà il blocco più rilevante della rete ferroviaria regionale degli ultimi mesi. Il calendario dei cantieri, legati agli interventi del Pnrr sulla direttrice Orte-Falconara, prevede l’interruzione totale della linea tra Terni e Foligno fino al 14 giugno. In questo periodo, la circolazione sulla principale dorsale ferroviaria umbra sarà sospesa per permettere a Rfi di installare il sistema digitale di controllo Ertms, eseguire potenziamenti alle infrastrutture e procedere con le manutenzioni straordinarie. Gli effetti per i passeggeri saranno pesanti: molti treni regionali e Intercity saranno cancellati o subiranno limitazioni, sostituiti da autobus. Questo comporterà tempi di viaggio più lunghi, coincidenze meno affidabili e cambi obbligatori, specialmente nelle fasce orarie di punta. Il piano dei lavori non si ferma alla Terni-Foligno. Nello stesso periodo sono previsti interventi di manutenzione sulla Terontola-Foligno e nell’area di Orte. Quest’ultimo cantiere, attivo fino al 25 maggio, provocherà modifiche agli orari e sostituzioni con bus sulle linee verso Firenze, Ancona e l’aeroporto di Fiumicino.
Carne da macello Proietti e De Rebotti sottolineano come la gestione tecnica di Rfi e Trenitalia sia ormai insufficiente e accusano il Governo di disattenzione: «Si sta generando una prospettiva che abbandona territori e cittadini senza che il Governo ponga un minimo di attenzione a questo grave problema delegando di fatto il tema alla gestione tecnica di Rfi e Trenitalia». «Si sta facendo – aggiungono – carne da macello di un servizio essenziale per lavoratori, studenti, cittadini e decisivo per le regioni e il futuro delle loro aree interne». Sotto accusa finisce anche il mercato dell’Alta velocità, che esercita un ruolo troppo predominante rispetto ai servizi essenziali. Sul punto la Regione esprime preoccupazione per le nuove norme sulla linea direttissima Orte-Roma, che sembrano ridurre ulteriormente gli spazi per il trasporto pubblico locale.
Interventi urgenti In assenza di risposte dal ministero delle Infrastrutture, la Regione si dice pronta a iniziative di protesta per difendere i diritti degli utenti, «a partire dalla limitazione dei nuovi treni regionali, in origine e nella destinazione Roma, al solo territorio regionale». Oltre al confronto con il ministro Salvini, l’amministrazione chiede un intervento corale dei rappresentanti umbri in Parlamento per dare impulso alla risoluzione di un disservizio che colpisce l’accessibilità e il futuro delle aree interne della regione.
