Rafforzare il servizio sanitario nazionale e garantire maggiori tutele ai lavoratori in appalto: questi sono i due obiettivi al centro delle proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil, che venerdì mattina ha ufficialmente avviato a Perugia e Terni la raccolta firme. È possibile aderire anche online, sul sito del ministero della Giustizia e in tutte le sedi della Cgil. «Necessario – spiega la sigla sindacale – reinvestire sul pubblico e sui diritti».

Costituzione «Il servizio sanitario nazionale è fortemente impoverito a causa dei tagli alle risorse, con conseguente limitazione nel diritto alla cura dei cittadini e criticità anche per gli stessi operatori sanitari del pubblico» spiega l’organizzazione sindacale. Una proposta di legge chiede il pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e prevede di portare il finanziamento del fondo sanitario nazionale al 7,5 per cento del Pil – oggi poco sopra il 6 per cento -, la valorizzazione economica e professionale del personale, lo sviluppo dell’assistenza territoriale, il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti mirati, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e il miglioramento di quella residenziale e semiresidenziale.

Appalti «Stesso lavoro, stesso contratto» è lo slogan della proposta di legge sugli appalti. L’obiettivo è ottenere, per chi lavora in appalto, lo stesso salario e gli stessi diritti dei dipendenti del committente. Il testo prevede inoltre maggiori tutele per i lavoratori autonomi, più responsabilità dei committenti privati su salute e sicurezza, l’assunzione diretta del lavoratore in caso di appalto illecito accertato e limiti alle catene di subappalto, con divieto nei settori o territori esposti al rischio di infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata. Nelle aziende con più di 15 dipendenti si prevede l’obbligo di momenti informativi tra azienda e sindacato, affinché i lavoratori e i loro rappresentanti sappiano quali attività vengono appaltate, per quale ragione e a quali condizioni.

Investimenti «Queste due leggi – ha affermato Simone Pampanelli, segretario generale Cgil Perugia – si pongono l’obiettivo di aprire una grande mobilitazione, generalizzata e popolare, per dare una spinta e un’inversione di marcia. Bisogna reinvestire sul pubblico e sui diritti andando a reperire le risorse laddove esse sono, e cioè dai grandi patrimoni, non dai lavoratori». Il diritto alla salute, chiarisce il sindacato, va tutelato attraverso l’investimento pubblico nel territorio, nelle strutture, nel personale e nei servizi.

Appuntamenti La raccolta firme proseguirà con banchetti e gazebo in diversi punti del territorio. Le iniziative in programma sono fissate per sabato dalle 9 alle 12 contemporaneamente al mercato di Pian di Massiano a Perugia, in piazza Matteotti a Città di Castello e a Umbertide, in piazza Martiri della Libertà a Gualdo Tadino, in largo Giosuè Carducci a Foligno, in piazza della Vittoria a Spoleto, nel piazzale del centro commerciale Coop a Castiglione del Lago e in strada dell’Osteria 87 a Collepepe.







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