Il rugby
Piccoli rugbysti crescono

di Francesca Torricelli

«Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da selvaggi, il rugby è uno sport da selvaggi giocato da gentiluomini», recita uno dei protagonisti di Invictus, uno dei più straordinari film che gli sono stati dedicati. E hanno dimostrato di esserlo davvero i ragazzi del Terni Rugby, squadra umbra attualmente seconda nella classifica di serie C Elite.

Una filosofia di vita Spalle larghe, fisicità possenti, è quello che richiede questo sport. Ma sotto a quei caschetti, a catturare l’attenzione è la passione negli occhi di persone che fanno del rugby una vera e propria filosofia di vita.
 Perché alla base della formazione di questi sportivi, oltre che quella di portare a casa il risultato – certo si gioca per vincere – c’è soprattutto la volontà di trasmettere loro il valore di aggregazione, di passione comune, anche con chi indossa una casacca dai colori diversi. Anche fuori dal campo. Soprattutto, fuori dal campo.

Impegno nel sociale I ragazzi del Terni Rugby questi valori li hanno dimostrati. Grazie alla disponibilità del carcere di Terni e in collaborazione con l’associazione ‘Ora d’aria’, stanno cercando di recuperare un campo da gioco esistente che permetta, con tutte le precauzioni del caso, di far passare, anche all’interno di una realtà problematica, un messaggio di riscatto personale tramite la riscoperta di se stessi in una comunità collettiva.
 Con l’obiettivo di veicolare valori pro-sociali, tramite l’utilizzo dello sport, in particolare il rugby, a ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 8 e 20 anni, educandoli allo stare insieme ed al rispetto delle regole giocando con una palla ovale; sono impegnati nel progetto ‘Ka Mate Ka Ora’ (ispirato dalla celebre danza maori, che gli atleti della nazionale neozelandese – gli All blacks – eseguono prima di ogni partita). Una cosa di cui non parlano volentieri, invece, è la decisione presa in ‘mischia’ di donare il proprio sangue per un giovane tifoso alle prese con una partita ben più importante.

A scuola di sportività È servita una lunga serie di incontri tra Terni Rugby, insegnanti di educazione fisica e genitori di studenti delle scuole medie Marconi e De Filis di Terni e Valli di Narni Scalo. Il primo passo, dopo aver sfatato stantii, se pur comprensibili luoghi comuni, è stato inserire il rugby nelle attività scolastiche. Con una serie di ‘allenamenti’ pomeridiani, senza distinzione di sesso: oltre ad imparare uno sport, che magari non sarà quello che sceglieranno nella vita, ai ragazzi arriva il messaggio di appartenenza ad un gruppo e di solidarietà reciproca, a prescindere dalle differenze di genere.
 Il secondo passo lo faranno tutti insieme, a partire dalle 14,30 di sabato, al campo di San Carlo, dove daranno vita ad un ibrido tra il gioco e la competizione, mettendo in pratica quanto imparato in questo periodo.

Turno di riposo Ma in mezzo a tutto questo movimento, i ragazzi del Terni Rugby trovano anche il tempo per giocare? Intanto domenica 20 osservano il turno di riposo previsto dal calendario e torneranno in campo domenica 27 all’Arcoveggio di Bologna, contro l’Emil Banca 1928, formazione che attualmente occupa una posizione di centro classifica.

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