«I dati sull’attività di contenimento dei cinghiali nella provincia di Terni raccontano una storia diversa da quella rappresentata dal vicepresidente della Provincia Ferranti. Aumentare gli abbattimenti è una nostra priorità, ribadita fin dall’inizio: per tutelare il lavoro e il reddito degli agricoltori, ridurre i rischi per le persone e i danni provocati dagli incidenti stradali, contribuire alla prevenzione della peste suina africana. È su questi obiettivi che stiamo lavorando e sui risultati deve misurarsi il confronto tra istituzioni». L’assessore regionale alla Caccia Simona Meloni interviene sulle dichiarazioni del vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti.
Nel territorio dell’Atc3 Tr, riporta la Regione, «gli abbattimenti di cinghiali in regime di controllo sono passati da 1.144 nel 2024 a 1.737 nel 2025: 593 capi in più, con un incremento del 51,8%. Nello stesso ambito, i danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole sono diminuiti da 328.000 euro nel 2023 a 204.000 euro nel 2025, con una riduzione di 124.000 euro, pari al 37,8%».
«Questi numeri documentano un aumento significativo dell’attività di controllo e una diminuzione dei danni agricoli – sottolinea Meloni. Le criticità restano e richiedono ulteriore impegno, soprattutto per la sicurezza delle strade e dei centri abitati. Proprio per questo dobbiamo rafforzare il lavoro di chi interviene sul territorio, riconoscere i risultati raggiunti e individuare con precisione dove occorre fare di più».
La Regione richiama anche «la necessità di rappresentare correttamente le responsabilità istituzionali. L’articolo 19 della legge 157 del 1992 disciplina il controllo della fauna selvatica da parte delle Regioni e assegna agli agenti dei corpi di polizia regionale o provinciale il coordinamento dei piani, prevedendo anche la possibilità di avvalersi della polizia locale. Gli Atc concorrono alle attività di controllo secondo le disposizioni regionali. Le convenzioni sostengono e rafforzano questo sistema operativo, nel rispetto delle competenze già previste dalla legge».
Sul versante finanziario, gli uffici regionali segnalano «le difficoltà della Provincia di Terni nella rendicontazione del contributo di 20.000 euro già concesso dalla Regione». Precisano inoltre che, «allo stato attuale, non risulta adottato alcun atto regionale di impegno per l’erogazione alla Provincia di un contributo di 200.000 euro destinato alla gestione del cinghiale».
«Quando si discute una convenzione, le cifre devono corrispondere a un programma di attività, a risorse effettivamente disponibili e alla capacità di realizzare gli interventi – afferma Meloni. Servono obiettivi chiari, responsabilità definite e rendicontazioni puntuali. Con la Provincia di Perugia siamo partiti da una dotazione di 40.000 euro per il 2025, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la collaborazione. Siamo disponibili a seguire un percorso di potenziamento anche con la Provincia di Terni, definendo insieme attività, fabbisogni e risorse sostenibili. Chiediamo alla Provincia di esercitare pienamente le proprie funzioni e di contribuire alla costruzione di questo percorso. Agricoltori e cittadini hanno bisogno di interventi tempestivi, strade più sicure e una presenza efficace sul territorio: è questa la responsabilità comune sulla quale dobbiamo lavorare», conclude l’assessore.
