di Federico Bobbi

«Io non ne ho sentito proprio parlare, fra noi l’abbiamo commentata ma non con i calciatori perché abbiamo avuto da fare.» Esordisce così il tecnico rossoverde Aurelio Andreazzoli alla viglia del match di domani (ore 14.00) contro la Reggina in riferimento alle brutte vicende riguardanti il patron rossoverde Stefano Bandecchi. «Ho rivisto la partita di Ascoli dove abbiamo sofferto su qualche situazione di calcio piazzato ma ce lo aspettavamo. Sotto il punto di vista dei miei principi vedo la squadra crescere e credo non sia una mia opinione bensì un dato oggettivo. So però che la strada è ancora lunga, qualcosa di buono si è visto ma molto c’è da fare. Nella mia testa c’è una squadra che riesce ad imporsi e difendersi con la palla tra i piedi, questo processo di crescita richiede diverso tempo».

Sulla sfida di Reggio Calabria «I calciatori disponibili sono sempre più di sedici, numero minimo di giocatori impiegabili. Defendi e Ghiringhelli sono out ma non è spostare un calciatore da un posto all’altro che gli cambia l’orizzonte. I principi di gioco sono quelli, se a livello fisico sono ok al massimo gli si potranno dare delle indicazioni diverse. Chiaramente – continua l’allenatore toscano – è sempre preferibile scegliere ma possiamo fare di necessità virtù. È stata una settimana buona, simile a quella passata ma con un giorno in meno. Abbiamo un gruppo di ragazzi ottimo che si mette sempre a disposizione ma in maniera positiva, i lavoro è più o meno lo stesso. Uscire da una vittoria sicuramente dà più morale, così come dopo una sconfitta dove c’è ovviamente dispiacere. Gli atteggiamenti sono da persone serie e non vorrei più tornare sopra l’argomento. La Reggina è una squadra forte che gioca in un ambiente che spinge molto, mi piace vederli giocare e hanno elementi di spicco. Pochissime sono le situazioni negative, cercheremo di essere noi stessi facendo di più rispetto a quanto abbiamo fatto la settimana scorsa».

Eccesso di partecipazione del gruppo «I ragazzi si allenano sempre bene, facciamo delle proposte in cui si devono dare da fare. Da quando sono qua non mi è mai successo di riprendere qualcuno perché si impegnasse poco. Anzi, mi sono arrabbiato con Ghiringhelli perché ha voluto fare troppo. A volte è meglio che un giocatore vada in infermeria o si alleni con il preparatore atletico, preferisco che non si alleni due giorni ma averlo a disposizione. Luca aveva già un problemino, ci ha giocato sopra poi ci si è allenato ed era preferibile fare il contrario. Il suo è stato un eccesso di partecipazione».

 

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