di Mattia Farinacci

Si è presentato alla città nel primo pomeriggio di venerdì il Comitato di iniziativa popolare ‘La Ternana Siamo Noi’, che nella location del ‘PalaSì’ di Terni ha illustrato il proprio progetto e le prossime mosse per rilanciare il calcio a tinte rossoverdi in città dopo il fallimento della Ternana Calcio. Presenti alla conferenza il presidente del Comitato Carlo Taddei insieme ai membri del direttivo Anacleto Petigliani e Fabio Biscetti. A moderare l’incontro l’addetto stampa del club rossoverde Edoardo Desiderio. L’obiettivo emerso dalla conferenza è chiaro: rilanciare il calcio ternano il prima possibile e partendo dal basso, con l’aiuto imprescindibile di tifosi, associazioni di categoria e soprattutto imprenditori locali mossi solo e solamente dall’amore per la Ternana

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Parla il presidente Ad ‘aprire le danze’ il presidente Carlo Taddei: «Gruppi di tifosi che non si parlavano da anni hanno capito che era il momento di iniziare a ragionare per cercare di fare un passo in avanti o uno indietro e due in avanti per non aspettare che gli eventi diventino irrisolvibili. Da qui inizia il tentativo di approfondire il concetto di azionariato popolare che ci intrigava e che nessuno ci può togliere perché è individuato in tutti noi. Una tradizione che si tramanda di padre in figlio. Abbiamo studiato la norma e in Italia ci sono delle realtà che funzionano molto bene, come L’Aquila e il Sud Tirol. Questa associazione nasce per riunire i tifosi ternani, perché vuole bene a Terni e accoglie tutte le persone che vogliono essere propulsive».«L’attività – illustra Taddei – è di raccogliere fondi tramite attività ed eventi in modalità capillare. Oltre ai tifosi si sono unite associazioni di categoria e ci stanno fornendo valido supporto che è essenziale per essere efficaci. Il capitale lo vogliamo investire nella Ternana, che nascerà e potrà assumere l’eredità popolare reinserendola dall’Eccellenza. È vero che è calcio dilettantistico, ma questo ci permette di avere un’organizzazione che parte dal basso. Vogliamo fare una piattaforma accessibile a tutti per prendere e votare decisioni. Se necessario servirà ad acquistare capitale della società, ma questo dipende da quanti saremo e dalla forza che riusciremo ad ottenere. Potremmo essere interessati ad acquistare il marchio e gestirlo insieme ad altre aziende interessate. Noi ci vogliamo provare con responsabilità e serietà».


I contributi del direttivo In un dibattito partecipato (circa un centinaio i presenti tra addetti ai lavori e tifosi interessati) e animato, importanti e chiarificatori anche gli interventi del direttivo del Comitato: «Siamo nati con la speranza di riuscire a salvare il titolo sportivo – dice Anacleto Petigliani – cercando di contattare imprenditori ternani ma non c’è stato il riscontro che speravamo. Noi saremmo stati disposti a collaborare con chi l’avesse comprata. Non è stato possibile e da subito abbiamo detto che ci saremmo adoperati per ripartire subito con gli imprenditori locali. Il nostro sogno è avere una società sana, che parta dal basso. Il nostro progetto è riuscire a mettere insieme un gruppo di imprenditori locali eterogenei e insieme alla tifoseria riuscire ad avere la forza economica per tornare in categorie superiori». «Se Terni non avrà la forza il nostro sforzo sarà vanificato ma non dipenderà da noi – chiosa Fabio Biscetti -. Se la città ha imparato qualcosa dagli anni passati invece di dividersi dovrebbe unirsi. Ci auspichiamo che invece di disperdere le energie le 4-5 cordate che hanno manifestato interesse possano unirsi perché così si raggiungono obiettivi, divisi no. Noi abbiamo fiducia nel nostro territorio. Noi vogliamo costruire. Esponendo bene il nostro progetto ad altri imprenditori che hanno avuto la stessa idea in maniera virtuosa si potrebbe unire e dare vita a qualcosa di prezioso per la città. Noi non vogliamo ostacolare nessuno, dall’inizio abbiamo detto che saremmo ripartiti dall’Eccellenza. Avremo potuto fare un accordo con il Terni Fc in caso di promozione. Ma non vogliamo fare polemica con nessuno». Intanto, ad unirsi sono stati i gruppi che hanno dato vita al Comitato: C.C.T.C., Rocca Rossoverde, Brigata Gagarin e Vecchio Stampo. Mentre l’inizio della raccolta fondi è prevista nei prossimi giorni.

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