Attimi di terrore nella notte tra il 13 e il 14 maggio in via Oberdan a Terni. Un 32enne italiano con indosso una tunica scura e un copricapo bianco ha aggredito un passante che passeggiava con la sua famiglia con un cacciavite urlando frasi inneggianti la guerra. L’uomo, italiano e residente in città, è ritenuto responsabile del reato di resistenza a pubblico ufficiale ed è stato denunciato per tentate lesioni aggravate. «All’esito del giudizio direttissimo – si legge nel comunicato diffuso dal comando provinciale dei carabinieri di Terni che riporta la vicenda -, l’autorità giudiziaria ha disposto per il soggetto la misura di sicurezza della libertà vigilata con obbligo di residenza e cura presso una Rems».
Il 32enne ha tentato di colpire il passante al collo e alle spalle. «L’aggressione è stata scongiurata grazie ai pronti riflessi della vittima e all’immediato intervento di alcuni passanti, che hanno indotto il malintenzionato alla fuga – riprende il comunicato -. L’attivazione della sezione radiomobile a quel punto ha fatto scattare una tempestiva indagine sul campo. Attraverso la visione dei filmati della videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali della zona e le testimonianze raccolte, i militari sono riusciti a identificare l’autore in meno di un’ora».
«Individuata l’abitazione del sospettato, le forze dell’ordine hanno eseguito una perquisizione d’urgenza – continua la nota -. Al momento dell’irruzione, l’uomo si è scagliato contro i militari, spintonandoli nel tentativo di opporsi alle operazioni e reiterando minacce e proclami di ostilità contro le istituzioni nazionali. Una volta immobilizzato e messo in sicurezza, i militari hanno trovato e sequestrato sia il cacciavite utilizzato per l’aggressione (della lunghezza di ben 31 centimetri), sia gli indumenti indossati in via Oberdan».
Considerata «la gravità dei fatti e l’elevata pericolosità sociale, l’uomo è stato arrestato e trattenuto presso le camere di sicurezza fino all’udienza di convalida richiesta dal pubblico ministero, conclusasi con il provvedimento del giudice di trasferimento presso una struttura Rems».
A differenza di quanto riportato nella nota dal comando provinciale dei carabinieri di Terni, l’avvocato difensore dell’uomo, Michele Porcacchia del Foro di Terni, precisa: «Il mio assistito non è stato affidato ad una Rems nonostante io abbia avanzato questa richiesta in sede di udienza di convalida, questo poiché è nota la mancanza di struttura Rems nel distretto di Corte di Appello di Perugia. Pertanto è stata adottata la misura di sicurezza della libertà vigilata».
