I candidati pd nella nuova sede durante la presentazione (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo quella che è ormai passata alla cronaca politica come la notte dei lunghi coltelli, ovvero quella in cui il Pd ha dato il via libera alle liste, il partito prova anche in Umbria a dare un segnale di unità; poi dopo il 5 marzo, sulla base di quale sarà il risultato, si riaprirà la partita e si faranno i conti. Per il momento però tutti ventre a terra a caccia di voti. Mercoledì nella nuova sede di via Bonazzi il Pd umbro ha riunito per la foto di gruppo tutti i candidati alle politiche, ovvero i perugini Giacomo Leonelli ed Emanuela Mori, gli altotiberini Anna Ascani, Walter Verini e Giampiero Giulietti, la ternana Simonetta Mignozetti e quello ‘acquisito’ Cesare Damiano («ma ormai a San Gemini – precisa lui – sono cittadino da quasi 10 anni»), Gianpiero Bocci (nato a Cerreto di Spoleto ma da molti anni residente a Perugia), i sindaci di Fabro (Maurizio Terzino) e San Gemini (Leonardo Grimani) e dal Trasimeno Simona Meloni. Una squadra a nettissima trazione renziana.

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Damiano A fare gli onori di casa sono Leonelli, Verini e Damiano, con il secondo che prova a chiudere le polemiche: «La formazione delle liste – dice – è alle nostre spalle, le fibrillazioni sono comprensibili e ci sono sempre state, ora guardiamo avanti». «Nei prossimi 30 giorni – dice invece il segretario – anima e corpo nell’agone elettorale». Al terzo è invece affidato il ruolo di portabandiera di alcune battaglie sociali: «È una figura importante – dice di lui Verini – che da ministro ha fatto cose importanti; qui dovremo affrontare molte crisi aziendali e avere la possibilità di eleggere uno come lui è tutto un programma: la sua presenza testimonia la centralità del tema lavoro». «Conosco i temi concreti del territorio – spiega l’ex ministro – e la prima crisi della TkAst ci vide presenti attivamente quando ero ministro». Le parole d’ordine di Damiano saranno «lavoro, pensioni, povertà e non solo. Farò una battaglia molto forte per un’Ape sociale strutturale, per la salvaguardia degli esodati, per portare avanti Opzione donna e per un lavoro stabile che deve costare meno di quello a tempo. Oggi è troppo facile licenziare. L’uguaglianza è il nostro grande obiettivo da centrare».

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Lo spettro scissione Quanto allo strappo tra l’area Orlando e la maggioranza renziana, l’ex ministro rispondendo ai giornalisti ha detto che «le liste sono state un parto molto difficile. È evidente che abbiamo avuto una compressione, una diminuzione della nostra rappresentanza, ma ora è il tempo dell’unità; non c’è più maggioranza o minoranza, ci batteremo insieme e io ho scelto di stare nel Pd, non ho mai cambiato bandiera. Vorrei un partito che rispetti la dialettica e credo che ciò sarà consentito anche per il futuro». Insomma, l’ex ministro allontana lo spettro della scissione post 5 marzo nel corso di una presentazione dove le parole d’ordine, obbligate, erano zero polemiche e unità; tutto è rimandato al post voto, Umbria compresa. Nella regione i dem devono affrontare anche i socialisti sul piede di guerra per l’esclusione di Silvano Rometti (giovedì parleranno i vertici del partito, e non saranno carezze), con Leonelli che nei prossimi giorni prenderà ago e filo per ricucire: «Io penso – risponde il segretario – che il Psi sia un partito leale alla maggioranza, governiamo insieme in tante città» e hanno pure un assessore in giunta regionale, fanno notare dal Pd.

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Coscienza pulita Il segretario ha ribadito che «non abbiamo messo veti, e anche se fosse non sarebbero stati efficaci dato che la composizione è stata fatta dal nazionale. Noi abbiamo la coscienza pulita». Per rimostranze, citofonare Renzi. Nel pieno della campagna elettorale il Pd deve affrontare anche il caso di Terni, ovvero le dimissioni del sindaco Leopoldo Di Girolamo: «Non ci sorprendono – risponde Leonelli – dato che erano state annunciate. Lui è persona seria e di parola e la posizione era condivisa con il partito. E credo anche che sarà un voto politico: la gente voterà per il governo». L’operato di Palazzo Chigi sarà al centro della campagna elettorale dem: «La squadra – dice Leonelli – racconterà quello che il governo ha fatto per il paese e per l’Umbria, dato che a volte non è emerso a sufficienza». In preparazione c’è poi un documento della segreteria regionale «con quelle che sono le priorità per l’Umbria per i prossimi cinque anni: su quelle i candidati si impegneranno». Leonelli ha parlato di persone «radicate che possono essere un valore aggiunto, conosciute e riconoscibili».

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La squadra «Hanno esperienze sia amministrative che nel rapporto coi territori – gli ha fatto eco Verini – ma anche professionali. Non è una squadra improvvisata bensì solida». Verini ha ricordato l’impegno di Bocci come sottosegretario «sia sul fronte della sicurezza che nel rapporto costante coi territori. Mignozzetti (ex dipendente della Prefettura di Terni, ndr) è un segno di apertura a temi come la legalità e Renzi per noi è un segnale importante di attenzione dei vertici del partito per i destini di questa piccola ma significativa regione». Poi c’è stato un «ringraziamento non formale» a quelli che sono rimasti fuori, a chi ha fatto un passo indietro una volta fiutata l’aria (Marina Sereni) e ai silurati della corrente Orlando, ovvero Valeria Cardinali e Gianluca Rossi: «Non ci sono state le condizioni per candidarli – dice Verini – ma sono sicuro che saranno con noi e che ci daranno una mano per far vincere il Pd».

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Pd, i candidati provano a chiudere le polemiche. Damiano: «Nostra area compressa, ma ora serve unità»”

  1. Salva mia svista, non leggo il nome di Nadia Ginetti tra i candidati, nonostante sia in bella vista nella foto e sia praticamente la capolista al Senato. Dimenticanza?

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