«Liste d’attesa in miglioramento, più prestazioni erogate e un rafforzamento degli organici nei settori più critici». Lo dice la Usl Umbria 2 tirando le fila dell’attività del primo quadrimestre del 2026, in cui emerge la buona performance della diagnostica per immagini, che ha registrato «un aumento di quasi il 9 per cento» dei volumi rispetto al 2025. In questo quadro il direttore generale Roberto Noto sostiene che «i risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro collettivo e della capacità di fare squadra tra professionisti, strutture e istituzioni».

I dati Stando ai dati sulle liste d’attesa pubblicati nei giorni scorsi da Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), che a livello regionale hanno segnalato miglioramenti, pur restando l’Umbria in bassa classifica, nel territorio della Usl 2 «le prestazioni hanno raggiunto quota 76.490, con una crescita del 5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 e di oltre il 10 per cento rispetto al 2024», si legge in una nota. Le «prestazioni recuperate nel corso dello scorso anno sono oltre 212 mila e già nei primi quattro mesi del 2026 ne sono state prenotate circa 120 mila, inserite nei cosiddetti percorsi di tutela», viene specificato nel bilancio. La Usl 2 sostiene, poi, che «la quasi la totalità delle richieste accumulate negli ultimi mesi del 2025 è già stato soddisfatto e la quota residua, inferiore al 2 per cento, è in fase di completamento».

Gli ospedali Tra le realtà che hanno registrato i «risultati più significativi figurano gli ospedali di Foligno e Spoleto», dove l’estensione delle attività nelle fasce serali e festive, la revisione delle agende e il recupero degli slot inutilizzati hanno consentito di «aumentare la capacità produttiva e migliorare i tempi di accesso agli esami diagnostici», afferma sempre la direzione dell’azienda sanitaria.

Personale Definito «uno degli elementi più importanti in questa fase di crescita» anche il «rafforzamento del personale», che ha riguardato «l’area radiologica con l’inserimento di nuovi medici specialisti e tecnici sanitari». In questo quadro annunciato «anche il potenziamento della Radiologia dell’ospedale di Orvieto», dove «l’assunzione di nuovi medici radiologi contribuirà a garantire una maggiore stabilità organizzativa della struttura».

Case della Comunità Per migliorare l’accesso alle cure nei piani dell’azienda ospedaliera ci sono anche le Case di comunità, previste dal decreto ministeriale 77 del 2022 e finanziate in larga parte con le risorse del Pnrr, su cui però pende l’incognita del personale da assegnare, ossia medici e infermieri. Questi presìdi territoriali, pensati per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, offrono un punto unico di accesso a medici di medicina generale, infermieri, specialisti e assistenti sociali. Le Case di comunità lavorano inoltre in collegamento con le Centrali operative territoriali e gli Ospedali di comunità, contribuendo a costruire una rete sanitaria più integrata e capillare.

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