Foto Giuseppe Malvetani sindaco

Musica, poesia e pittura per parlare della quotidiana sfida alla sindrome di Pkan. Questo il tema al centro dell’appuntamento che si terrà domenica 26 luglio, alle 18.30, nella suggestiva cornice del sagrato della Chiesa di Santa Maria ai Prati a Stroncone.

​L’evento, patrocinato dal Comune di Stroncone, vedrà la presentazione di “Naamansu” un progetto artistico curato da Giuseppe Lavermicocca (Jeb) insieme a Jury e Loris Giglio. La realizzazione dell’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione e al sostegno della Farmacia Brancali di Stroncone. Modera l’incontro Alessandro Cavalieri.

​Attraverso un intreccio sincero tra musica, poesia e pittura, il progetto nasce per dare voce al legame profondo e fraterno che unisce l’artista a Jury e Loris nella loro quotidiana sfida alla sindrome di Pkan. Un’ora di emozioni in cui 50 componimenti tradotti in latino ed esposizioni di opere pittoriche si trasformano in un inno alla speranza e alla vita.

La Sindrome di Pkan (Neurodegenerazione con accumulo cerebrale di ferro) è una malattia rara, progressiva e complessa che colpisce il sistema nervoso centrale, privando gradualmente il corpo del controllo dei movimenti. Di fronte a una realtà fisicamente provante, “Naamansu” propone un cambio di prospettiva fondamentale: laddove la patologia impone limiti e barriere, l’espressione artistica apre uno spazio infinito di libertà, comunicazione e riscatto.

​In questa visione, l’arte — sia essa in note musicali, versi poetici o pennellate su tela — smette di essere un semplice strumento estetico e diventa un vero e proprio linguaggio universale per l’anima, capace di superare la fragilità della materia e restituire centralità alla dignità, alle emozioni e alla forza espressiva dell’essere umano.

​«Siamo orgogliosi e profondamente toccati nel patrocinare un’iniziativa di così alto valore umano, sociale e culturale – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Stroncone, Annalisa Spezzi -. Sensibilizzare su patologie rare e poco conosciute come la Pkan è un dovere, ma farlo attraverso la bellezza della cultura è un dono per tutti noi. “Naamansu” ci dimostra come la musica, la poesia e l’amicizia autentica sappiano trasformare il dolore in speranza e riscatto. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di condivisione e profonda riflessione».

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