sabato 7 dicembre - Aggiornato alle 01:47

Terni, il sindaco Di Girolamo firma le dimissioni: «Mai stato attaccato alla poltrona»

Passo indietro formalizzato dopo l’avvio del dissesto e delle contestazioni in consiglio Le reazioni

di Mas. Col. e Mar. Ros.

«Ho formalizzato le mie dimissioni in una lettera inviata al presidente del consiglio comunale». Sono le 17.13 di martedì pomeriggio quando il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, davanti ai giornalisti convocati per una conferenza nel suo ufficio, si dimette. «Do seguito a quanto avevo annunciato nel giugno scorso, ossia che mi sarei dimesso al termine del percorso sul piano di rientro. E oggi tengo fede a quelle parole». Il passo indietro era stato già comunicato ai consiglieri di maggioranza, convocati nel primo pomeriggio a Palazzo Spada. Le dimissioni del primo cittadino arrivano, dunque, all’indomani della lettera con cui il prefetto ha avviato la procedura di dissesto, seguita alla bocciatura della Corte dei Conti sul piano di rientro, ma anche all’indomani di una seduta di consiglio comunale infuocata, con la giunta duramente contestata dai cittadini e dalle forze di opposizione, che poi hanno occupato l’aula.

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L’addio del primo cittadino Alla stampa Di Girolamo parla nel suo ufficio, al primo piano di Palazzo Spada, con i rappresentanti dell’esecutivo al seguito, ossia Moreno Rosati, Sandro Corradi, Tiziana De Angelis e la vice Francesca Malafoglia: «Ho trasmesso poco fa la lettera delle dimissioni secondo l’articolo 53 del Tuel. Non sono attaccato alla poltrona, come qualcuno sta sostenendo in questi giorni, se sono qui è perché sono stato eletto dai cittadini e ho fatto il sindaco solo per interessi pubblici». Il sindaco poi ha ripercorso l’ultimo difficile periodo amministrativo segnato dal tentato riequilibrio, dalle vicende giudiziarie e ora dal dissesto: «Il consiglio comunale non è lo stadio: ho visto scene (nella seduta di lunedì pomeriggio, ndr) di violenza verbale e non, sono rimasto in silenzio per rispetto delle istituzioni». Il sindaco ha poi ringraziato tutta la maggioranza e in modo particolare «chi si è messo a disposizione dell’esecutivo in extremis, ovvero il consigliere Giuliano Rossi e l’assessore Rosati».

La lettura del piano Ripercorrendo poi gli ultimi sviluppi della vicenda del piano di riequilibrio Di Girolamo ha messo in evidenza «come in altre amministrazioni il piano è stato rimodulato per cifre molto più alte rispetto alla nostra e spalmato su un periodo molto lungo (Napoli, ndr). Noi abbiamo provato in tutti i modi ad evitare il dissesto, ma i nostri progetti, come noto, sono stati respinti». Sulle polemiche politiche: «Mi è dispiaciuto apprendere dalla stampa del rifiuto di Giorgio Finocchio ad entrare in consiglio. E non comprendo neanche certi attacchi lanciati sulla stampa quando invece ci sarebbero i luoghi per confrontarsi».

Le polemiche interne Il riferimento è ovviamente alle uscite delle correnti interne al Pd, in particolare all’area Pardini-Brega delle ultime ore. Nei giorni scorsi proprio all’interno del Pd le diverse anime hanno anche discusso sui possibili scenari: alla fine è passata la linea che prevedeva di ridare la parola ai cittadini tramite il voto a primavera 2018, mentre la parte riferibile e Brega e Pardini avrebbe spinto per allungare al 2019. Scenario dunque che a questo punto appare più lontano. Come si sarebbe discusso anche sulla necessità di una maggiore discussione in merito ai nomi da presentare, all’interno del Pd, in vista delle Politiche: in molti lamentano la mancanza di una discussione su proposte, prima della scelta dei nomi su cui puntare. Anche questo un tema che ha acceso gli animi.

Le ultime ore e i venti giorni Ora da tenere sotto osservazione ci sono i tempi tecnici: le dimissioni del sindaco, secondo quanto stabilisce il Tuel, possono essere ritirate entro venti giorni da oggi. Su questa ipotesi il sindaco ha chiosato: «Io oggi annuncio le dimissioni, poi chi parla di altro vuole tirarmi in un terreno, quello delle liti, che non mi appartiene». Il primo cittadino già da giorni aveva preso la decisione di dimettersi, ma ha poi aspettato che la prefettura notificasse il documento per avviare il dissesto «per non creare una empasse politica», dovuta anche alla mancanza del numero legale in giunta per via delle dimissioni di Piacenti con la conseguente nomina di Rosati con deleghe assessorili. A questo punto c’è da attendere che tutti i consiglieri comunali ricevano la comunicazione della prefettura, a quel punto scatteranno i venti giorni di tempo per la convocazione del consiglio comunale. Nel frattempo la giunta nei prossimi giorni stilerà la delibera sul dissesto, che sarà necessariamente seguita da una relazione del collegio sindacale, da passare poi al voto del consiglio. Con il voto poi si aprirà la via del dissesto, con una commissione ministeriale che per cinque anni si occuperà del bilancio di Palazzo Spada e la giunta, quindi anche quella nuova nel voto eventuale di maggio 2018, che proseguirà nel resto dell’amministrazione.

Le altre partite La situazione per Palazzo Spada dunque potrebbe a breve rivelarsi anche per certi versi paradossale: ossia con il dissesto innescato ma con le casse rimpinguate dalle risorse che a breve entreranno, o sono già entrate, dai diversi progetti messi in piedi con Europa, Governo e Regione: «Agenda urbana – ha spiegato il sindaco – e poi il Piano delle Periferie, l’Area di crisi complessa: sono tutte partite per cui abbiamo lavorato e che ci hanno portato frutti importanti. Se si fermeranno? No, saranno portate avanti».

 

7 risposte a “Terni, il sindaco Di Girolamo firma le dimissioni: «Mai stato attaccato alla poltrona»”

  1. Vincenza ha detto:

    Dignità ZERO!!!

  2. Giannisiena ha detto:

    Era ora tutti a casa .terni va ripulita dalla a alla z.

  3. Giannisiena ha detto:

    Era ora tutti a casa .terni va ripulita dalla a alla z. Basta con persone nn capaci.cambiare aria dopo anni. E chi a sbagliato paghi.

  4. io ha detto:

    Bene,il Sindaco si e’ dimesso,oramai un po’ tutta la citta’ non aspettava altro.Ma siamo sicuri che negli interessi della citta’ sia stato il prologo migliore?Come va la citta’ e’ sotto gli occhi di tutti,ma,questo suo silenzio assordante cosa lascia intendere….forse non era meglio pretendere delle ragionevoli spiegazioni?Pensate veramente che le responsabilita’ di tutto cio’ siano solo ed essenzialmente sue?E’un uomo di scienza,non credo sia uno stolto,forse e’ semplicemente un uomo come tanti che ha commesso errori.Forse senza tante pressioni serebbe riuscito a pulire la citta’ da tanti cani rabbiosi ma certa sinistra ha fatto cartello e pressione e certa destra,concedendo il suo assenso,ha tradito quello che in partenza era un tacito accordo di collaborazione.Io non sto dalla parte di chi non fa i miei interessi,ma neanche di chi sfascia tutto senza tentare di aggiustare il possibile.Ora attendiamo l’alba dei vostri propositi rivoluzionari,perche’ il risorgimento ternano,dopo la caduta di Palazzo Spada,e’cosa fatta,o sbaglio.Ma vi avviso di un fatto.Mettete pure tutti in conto una cosa….ora e’ la mia pazienza che non c’e’ piu’,percio’ chiunque voi siate e vogliate prendere il posto di chi ha lasciato fate in modo che al di sopra di tutto ci sia Terni e noi Ternani,perche’ l’alternativa questa volta non saranno solo due strilli nel consiglio comunale.La pazienza e’ morta,accomodatevi,e dimostratevi all’altezza.

    • Alessandro dottor massarotti ha detto:

      Verissimo!Il discorso impeccabile,molto pacato!Vogliamo vedere se levoposizini hanno le capacità morali,intellettuali per rifondare Terni!

  5. alberto ha detto:

    Piena solidarieta a Leopoldo DiGirolamo come uomo.dottore.impegni in politica e come sindaco.altrettanto non posso dire per le persone al Suo fianco e il suo partito di appartenenza che secondo il mio modesto modo di vedere non lo ha sostenuto bel suo difficike mandato.Vorrei rivolgere a chi nell.aula del consiglio si e lasciato andare a urla.schiamazzi .sakuto fascista ripugnante.che wuedti modi non rispecchiano e non rispecchirtanno mai il modo di contestazione.tutt.altro.Ora la”palla ” passa ai cittadini i quali con il loro voto .il nostto voto decideremo democraticamente da chi questa citta dovra essere governata.Democrazia e voto no a ibsulti e saluti cge tutto hanno fuorche una ligica.Auguri caro DiGirolamo pet il tuo proseguo pokitico che farai.

  6. Viliam ha detto:

    Oltre 70 mil di debiti in 7 anni! Non è mica facile fare un mil di debiti al mese. Grande manager sicuramente, basta fare il contrario di quello che ha fatto l’amato sindaco e si diventa ricchi in poco tempo!
    Complimenti!

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