L'area del laghetto longobardo di Madonna di Lugo

Stallo sull’edificabilità dei 10 mila mq di Madonna di Lugo (Spoleto). Il consiglio comunale, infatti, lunedì ha deciso a maggioranza di proseguire la discussione in un’altra seduta assembleare, che ora dovrà essere convocata.

A causare la nuova impasse sull’osservazione urbanistica è stata, prima, la sospensione sollecitata e accordata alla consigliera Vania Buffatello (Pd) per “conferire” con le forze del campo largo, che sarebbe dovuta durare 10 minuti ma si è protratta per circa un’ora, e, poi, l’organizzazione dei lavori assembleari, che avrebbero dovuto concludersi per le 14, ma che a quell’ora erano ancora in alto mare.

In questo quadro, si è inserita la proposta del consigliere di opposizione Paolo Piccioni (Insieme per Spoleto), il quale, al fine di permettere a tutti i consiglieri di poter partecipare alla discussione sulla potenziale edificabilità di Madonna di Lugo, ha chiesto di rinviare la pratica al prossimo consiglio comunale. Messa ai voti la mossa di Piccioni è stata approvata da 12 consiglieri (Buffatello, Calabresi, Filippi, Lleshaj, Lucentini, Maso, Panetti, Sisti e Trippetti di maggioranza più Cintioli, Loretoni e Piccioni di opposizione) e respinta da 10 (Bececco, Catanossi, Cretoni, Dottarelli, Grifoni, Imbriani e Profili per le opposizione più Bonanni, Coltorti e Morganti di maggioranza). Da segnalare anche l’uscita dall’aula del consigliere di maggioranza Alleori.

In questo quadro, martedì mattina, Legambiente e Italia Nostra parlano di «desolante spettacolo», col rinvio alla prossima seduta del consiglio definito «il segnale di una grave inadeguatezza della politica e di una inaccettabile debolezza di fronte alle pressioni di alcune conventicole e, probabilmente, dei loro personali bacini di voto», è scritto in una nota. Quindi di nuovo l’appello: «Non possiamo che esortare vivamente i consiglieri, in particolare della maggioranza, ad aprire gli occhi: assecondare le aspettative di pochi privati, a scapito del bene collettivo, rischia di creare una frattura insanabile con i cittadini, che si aspettano risposte concrete sulla salvaguardia del patrimonio».

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