Sull’edificabilità dei 10 mila mq di Madonna di Lugo a Spoleto i due consiglieri del M5s, Samuele Bonanni ed Enrico Morganti, annunciano voto contrario. La presa di posizione arriva a tre giorni dal consiglio comunale dell’8 giugno, quando la pratica sarà discussa, e segue l’appello rivolto ai componenti della massima assise cittadina da Legambiente, Italia Nostra e Cai.
La posizione del M5s sulla pratica non è una sorpresa. Nel marzo 2025 Bonanni e Morganti hanno già bocciato la riclassificazione urbanistica dei circa 10 mila mq di Madonna di Lugo a Spoleto, confermando il proprio no anche a fronte della mozione Filippi, con cui si è tentato da una parte di mitigare il nuovo consumo di suolo e dall’altra di ricompattare la maggioranza per centrare l’approvazione, che al primo tentativo era finita in parità.
Più di un anno fa, comunque, a compensare i tre voti mancanti alla coalizione del sindaco Andrea Sisti ha pensato il gruppo di opposizione Insieme per Spoleto con Giancarlo Cintioli, Donatella Loretoni e Paolo Piccioni. Una posizione, questa, di fatto confermata mercoledì scorso in Terza commissione, quando la pratica di Madonna di Lugo ha incassato il parere favorevole col sì di Cintioli. Da capire, invece, se la riclassificazione urbanistica dei 10 mila mq possa diventare l’occasione per nuove imboscate del Pd al sindaco Sisti, assenze strategiche comprese.
Nella nota con cui annunciano voto contrario alla pratica per l’edificabilità di Madonna di Lugo, Bonanni e Morganti dicono che «la vicenda che non nasce da questa amministrazione, ma affonda le radici in scelte urbanistiche del passato: ragione in più per non perseverare oggi negli stessi errori. Per noi – è la loro posizione – non ci sono le condizioni per consumare altro suolo agricolo in una città segnata da un costante calo demografico, dove la priorità deve essere la riqualificazione del patrimonio esistente».
In questo quadro, i due consiglieri di Spoleto 5 stelle dicono di «accogliere positivamente le istanze sollevate in questi giorni da Legambiente, Italia nostra e dal Cai», mentre sulla mozione Filippi ricordano che «lo scorso anno l’abbiamo votata favorevolmente, apprezzendone lo spirito di tutela: resta per noi una garanzia preziosa, ma da intendere come argine da far valere solo qualora la pratica dovesse comunque passare: la tutela più efficace resta non trasformare l’area».
