La Regione Umbria aderisca alla rete nazionale Ready, che riunisce le pubbliche amministrazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. È quanto chiede una mozione presentata dalla consigliera regionale del Pd Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa, e sottoscritta anche da Fabrizio Ricci (Avs). L’atto sarà discusso in Aula giovedì. La proposta è stata illustrata a Palazzo Cesaroni nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo del Pd al consiglio comunale di Perugia e firmatario di una mozione analoga in Comune, e Roberto Mauri, segretario regionale di Omphalos Umbria.
Rafforzamento Al centro dell’iniziativa c’è il rafforzamento delle politiche pubbliche contro episodi di omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia, oltre che contro le forme di esclusione, emarginazione e violenza legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. «Le istituzioni non devono commettere l’errore di pensare che “ben altri” siano i problemi della Regione e del Paese. La presenza di altri problemi – ha spiegato Bistocchi – non sostituisce o cancella quelli legati alle discriminazioni. Anzi essi vanno a sommarsi. Allo stesso modo però si possono sommare i diritti, che possono essere aumentati senza sottrarli agli altri». Nella mozione si sottolinea che le discriminazioni possono verificarsi in diversi ambiti, dalla vita sociale a quella lavorativa, educativa e sanitaria, fino ai rapporti con le istituzioni.
La Rete L’adesione alla rete, secondo i proponenti, consentirebbe di rafforzare gli strumenti di prevenzione attraverso iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, favorendo anche la collaborazione tra Regione, enti locali, associazioni e società civile. La Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) è nata nel 2006 e riunisce Regioni, Province autonome e amministrazioni locali. La rete promuove lo scambio di esperienze e buone pratiche per prevenire e contrastare le discriminazioni.
Il principio Nel corso dell’incontro, Zurlo ha richiamato il ruolo degli enti locali nella tutela dei diritti: «Questo atto di indirizzo riafferma un principio importante: gli Enti locali sono al fianco di tutti i cittadini, al di là dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere». Il capogruppo Pd ha ricordato anche la legge regionale approvata nel 2017, con cui l’Umbria ha introdotto norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. «Oggi la Regione compie un altro passo in quella direzione – ha aggiunto Zurlo – lanciando un messaggio importantissimo a tutto il Paese: i diritti delle persone LGBTQIA+ devono essere riconosciuti e tutelati anche dalle istituzioni locali».
I diritti di tutti A sostegno della mozione è intervenuto anche Mauri, che ha ricordato la funzione della rete nella condivisione delle esperienze amministrative: «La rete RE.A.DY condivide le buone pratiche delle amministrazioni locali per arginare e prevenire gli episodi di omo e transfobia». «I diritti di tutti devono avere lo stesso valore e non essere messi in discussione – ha aggiunto il segretario di Omphalos – La mozione favorisce la diffusione delle azioni di tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ e di promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze».


