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Un momento della conferenza stampa

Il Pnrr in Umbria, ormai esaurito come tempistiche, deve ancora incidere in merito alla ricaduta sul territorio. Per questo motivo l’obiettivo della Regione è dare continuità ai progetti, che il 30 giugno si sono conclusi e per i quali «sono stati raggiunti tutti i target all’interno delle 7 missioni totali», mettendo ora in relazione le progettualità del Pnrr con le altre linee di finanziamento, europee e regionali, «per non vanificare gli sforzi fatti».

La presentazione Nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia, è stato presentato martedì il report conclusivo dei progetti del Pnrr, con un focus sulla sanità territoriale e le Case di comunità a titolarità della Regione. Sono 2,102 miliardi di euro le risorse del Pnrr che si sono riversate sull’Umbria attraverso progetti diretti a regia e titolarità della Regione (609,7 milioni, di cui il 40 per cento per la sanità), più gli altri che sono stati consegnati dai vari enti, primi tra tutti i Comuni (7.897 i progetti totali). Un bilancio «di peso» per la presidente della Regione: «Abbiamo preso in carico tutta la progettazione enorme del Pnrr – ha detto Stefania Proietti – portandola a buon fine nei tempi previsti, cosa non scontata. Sono tante le risorse atterrate e dopo aver conseguito integralmente tutti i progetti per la scadenza del 30 giugno, ora stiamo facendo il punto per non fermarci qua».

Il volto dell’Umbria Ora quindi, secondo l’assessore regionale con delega al Pnrr Simona Meloni, «dobbiamo trasferire i fondi Pnrr dal piano ideale al piano della concretezza, con la capacità di cambiare la vita dei cittadini, perché queste sono risorse che avrebbero potuto cambiare il volto della nostra regione e in parte lo hanno fatto». «Ora – ha aggiunto Meloni – la politica deve comprendere se quel volto dell’Umbria è stato cambiato veramente e se quei progetti che stanno dentro il Pnrr hanno bisogno di altri finanziamenti perché questo grande contenitore di opportunità e progettualità va capito bene. Insomma, c’è un lavoro fatto che segna un punto per il raggiungimento degli obiettivi ma che non può finire oggi. L’importanza del Pnrr la valuteremo anche nella capacità di integrarsi con gli altri fondi europei e regionali. Un lavoro – ha concluso Meloni – che andava sicuramente fatto all’inizio del percorso da chi ha avviato la progettazione per dare gambe ancora più forti alle varie progettualità legate al Pnrr».

La sanità A fare il punto sulle Case di comunità e non solo è stata poi la presidente Proietti, con delega alla sanità regionale: «Su 609 milioni di euro di progetti diretti regionali, oltre 243 milioni, ben il 40 per cento, sono stati di missione 6, quella dedicata alla sanità, con le Case e gli ospedali di comunità, l’assistenza domiciliare, le centrali operative territoriali, la telemedicina». «Va anche dato merito alle nostre strutture perché aver conseguito in così poco tempo 170 progetti senza fermare i reparti e senza fermare la sanità è stata una bella sfida», ha ancora aggiunto Proietti. «Abbiamo preso in mano progetti pensati dalla precedente amministrazione regionale con i pro e i contro – ha poi sottolineato la presidente della Regione – anche perché alcune Case di comunità mancavano. Rimedieremo a questo con quella di Foligno per la quale ci stiamo dando da fare per trovare risorse extra perché la terza città dell’Umbria, che non era in questa mappatura, deve avere la propria Casa di comunità».

Case di comunità L’obiettivo inizialmente era di 17 Case di comunità, come è stato infine ricordato, ma ora la Regione è arrivata a 20, di cui 18 già operative: 9 sul territorio dell’Usl Umbria 1 (Città di Castello, Umbertide, Tavernelle, Magione, Marsciano, Ponte San Giovanni, Bastia Umbra, Todi, Monteluce) e 11 su quello dell’Usl Umbria 2 (Nocera Umbra, Montefalco, Trevi, Spoleto, Norcia, Cascia, Amelia, Orvieto, Fabro, Narni). All’incontro con la stampa sono intervenuti anche la direttrice regionale alla Salute e al Welfare della Regione Daniela Donetti, il direttore regionale dell’area Governo del territorio e coordinamento del Pnrr Gianluca Fagotti e il dirigente all’area Francesco Zepparelli, il direttore generale della Usl 1 Emanuele Ciotti e quello della Usl 2 Roberto Noto.