Entra nel vivo il percorso di partecipazione e concertazione promosso dalla Regione Umbria per la definizione di “Umbria 2030: patto per il futuro dell’Umbria” e del Defr 2027-2029, il Documento di economia e finanza regionale. Il confronto punta a raccogliere le proposte del territorio sulle priorità di sviluppo della regione e sulle strategie da mettere in campo nei prossimi anni. Tra i temi indicati, il calo demografico, la modernizzazione del sistema produttivo e la capacità di attrarre nuovi investimenti.
La politica Nel corso della prima riunione a Palazzo Donini, mercoledì 9 settembre, sono intervenuti i rappresentanti di diversi enti regionali e territoriali, tra cui anche la presidente di Regione, Stefania Proietti, e il vice presidente Tommaso Bori. Servono «pochi obiettivi chiari e raggiungibili entro il 2030» secondo Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, oltre ad una «maggiore collaborazione istituzionale per intercettare investimenti nazionali». Più attenzione alle difficoltà dei piccoli Comuni e la necessità di risorse adeguate per trasformare le esigenze dei territori in progetti concreti, sono invece le priorità per il capo di gabinetto della Provincia di Terni, Raffaello Federighi.
Comuni e territori Il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, ha richiamato invece i problemi legati a spopolamento, invecchiamento e desertificazione dei servizi, insieme alla necessità di sostenere i Comuni nella fase successiva al Pnrr attraverso reti, digitalizzazione e competenze. Sul fronte dei servizi sanitari e sociosanitari, ad esprimersi è il presidente del Consiglio delle autonomie locali, Erigo Pecci, che punta il dito sulle conseguenze del calo demografico. Tra gli altri temi indicati anche la tutela dei talenti, la plusdotazione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e il progetto Comuni d’Europa 2.0.
Giovani e università Spazio anche alle politiche per i giovani e l’università. L’amministratore unico di Umbria Ricerche, Marco Damiani, ha sottolineato la necessità di «rafforzare il collegamento tra istituzioni, università e imprese», mentre il presidente di Adisu, Giacomo Leonelli, ha posto l’accento sul diritto allo studio e sul sostegno agli studenti anche dopo la laurea, attraverso percorsi di specializzazione e alta formazione.
Ambiente Focus anche sull’ambiente. Cambiamento climatico, prevenzione degli incendi boschivi, l’importanza di condividere competenze, professionalità e infrastrutture tra le agenzie regionali, con particolare attenzione alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, sono i punti sollevati da Afor e Arpa Umbria, mentre l’amministratore unico di 3A-Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Devis Cruciani, ha indicato tra le priorità l’innovazione delle imprese, l’agricoltura di precisione, il risparmio energetico, la certificazione e la tracciabilità.
Digitalizzazione La digitalizzazione regionale è un altro dei punti cruciali da affrontare, con riferimento a infrastrutture, data center, dati e intelligenza artificiale, ma anche alla formazione del personale delle amministrazioni. Sul lavoro, è il direttore di Arpal, Paolo Sereni, che richiama la necessità di rafforzare formazione e accompagnamento per i giovani maggiorenni privi di qualifiche immediatamente spendibili, oltre agli strumenti destinati alle persone più fragili e a quelle interessate dalla legge 68.
Infrastrutture e lavoro E ancora infrastrutture, con le prospettive dell’aeroporto umbro, e i diversi interventi previsti nei prossimi tre-quattro anni. L’amministratore delegato di Sase, Umberto Solimeno, ha inoltre chiesto di inserire lo scalo nei tavoli dedicati a trasporti e intermodalità e di rafforzarne il collegamento con le politiche turistiche. Il confronto ha anche riguardato la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale e la progettazione europea, temi affrontati da Sviluppumbria, mentre il direttore generale di Gepafin, Marco Tili, ha chiesto di rendere la concertazione parte integrante anche della predisposizione dei bandi regionali, con procedure e linguaggi più uniformi e semplici.
Il percorso proseguirà ora con i tavoli tematici settoriali e con l’approfondimento delle osservazioni raccolte durante il primo incontro.




