Dopo che il Tar, lo scorso marzo, ha dato ragione alla giunta regionale sullo stop alla determina di Palazzo Spada sul progetto stadio-clinica, il Comune rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato. A darne notizia è la giunta di Palazzo Donini: «Il percorso – dichiarano la presidente Stefania Proietti e i suoi assessori – è stato riportato sui binari della legalità e legittimità».
Proprio in questo senso il servizio regionale ha risposto in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente, concludendo l’adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell’iter relativo al permesso di costruire. Ad ogni buon conto, la giunta regionale sottolinea due questioni non secondarie: da un lato parla di ‘atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica’, dall’altro specifica che l’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa. Da ultimo, ma non certo per importanza, Proietti e i suoi assessori ricordano che è in dirittura d’arrivo il nuovo Piano socio sanitario regionale e concentrano l’attenzione sulla sanità pubblica: «La Giunta regionale ha già avviato – conclude la nota – le attività per il dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Terni, la partecipazione dei cittadini è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l’ospedale pubblico di alta qualità che merita».
In merito alla battaglia legale, Palazzo Donini rivendica le proprie scelte: «La rinuncia del Comune di Terni ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar in merito al progetto Stadio-Clinica conferma la legittimità delle iniziative intraprese sin dall’inizio della vicenda. La legalità e la legittimità vincono sempre ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina comunale del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima».
«Rivolgiamo un doveroso ringraziamento alla Presidente Stefania Proietti e alla Giunta regionale per aver impresso la svolta attesa dall’intera comunità» commenta il consigliere comunale ternano di Alternativa popolare Claudio Batini. «Vedere finalmente confermata la validità di un percorso che rappresentava l’unica soluzione di diritto e di merito per dare a Terni un’infrastruttura moderna come il nuovo Liberati costituisce un risultato di grande rilievo per la città. Prendiamo atto che sono stati necessari due anni di approfondimenti per giungere a quella che si è rivelata una conclusione naturale e inevitabile. Comprendiamo che ciascuna amministrazione operi secondo i propri tempi e con gli strumenti a propria disposizione, ma ciò che conta oggi è l’esito: il riconoscimento di un diritto e di un’opportunità di sviluppo per il territorio ternano».
«Per un anno Stefano Bandecchi ha raccontato che la Regione volesse bloccare il progetto – commentano da gruppo territoriale del M5s Terni -. Ha trasformato una questione amministrativa in una guerra politica, gridando al complotto e insistendo sulla legittimità della determina comunale del luglio 2025. Oggi quella narrazione crolla. Il Comune di Terni ha rinunciato a impugnare la sentenza con cui il Tar ha annullato quella determina e ha finalmente seguito il procedimento previsto dalla legge. Esattamente quello che la Regione e il Movimento 5 Stelle chiedevano dall’inizio. Se questa strada fosse stata seguita subito, Terni avrebbe evitato mesi di contenzioso, tensioni e scontro istituzionale. Dopo l’annullamento della determina comunale da parte del Tar, quell’operazione è saltata. La stessa proprietà della Ternana ha collegato pubblicamente il venir meno delle certezze sul progetto alla decisione di non immettere ulteriori risorse nella società. Poco dopo il Tribunale ha dichiarato la liquidazione giudiziale della Ternana».
Poi nel merito delle iniziative odierne: «Il via libera alla realizzazione della clinica non significa assegnare a Stadium gli 80 posti letto convenzionati con il Servizio sanitario regionale. Quegli 80 posti non diventano automaticamente di Stadium. L’eventuale accreditamento e il successivo convenzionamento sono passaggi distinti, che verranno affrontati secondo la programmazione sanitaria e le procedure previste dalla legge. Oggi rimane un dato politico molto semplice: dopo un anno di scontro, il Comune ha finito per fare quello che gli era stato chiesto fin dall’inizio. Bandecchi dovrebbe trarne una lezione: governare significa far funzionare le istituzioni, non trasformare ogni procedimento amministrativo in una guerra politica e ogni contraddittorio istituzionale in un complotto contro Terni. La clinica privata faccia il suo percorso secondo le regole. Noi lavoriamo perché Terni abbia finalmente il nuovo grande ospedale pubblico che merita».
