Quasi 50 milioni di euro tra lavori, cantieri e progetti per le scuole, 815 bambini nei nidi e 25 nuove assunzioni. Equità, attenzione alle diversità e contrasto all’isolamento sociale sono «i punti chiave», con particolare riguardo alla disabilità e ai bisogni educativi speciali. Così, a pochi giorni dal ritorno sui banchi, fissato per lunedì 14 settembre, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e l’assessora Francesca Tizi hanno presentato l’anno scolastico 2026-2027.
I numeri delle scuole di Perugia Si conferma il calo della popolazione scolastica: nei 15 istituti superiori del territorio sono 12.595 studenti, quasi 400 in meno rispetto al 2025. Nelle scuole dell’infanzia sono 2.348 (118 in meno), alle primarie 6.006 (111 in meno) e alle medie 4.241 (158 in meno). Per gli asili nido invece, a settembre, a entrare negli spazi educativi saranno 815 piccolissimi, 26 in più rispetto allo scorso anno. Sale il numero di alunni e studenti che necessitano di assistenza per autonomia e comunicazione, passato da 600 a 656. Le risorse dedicate all’istruzione salgono a 3,6 milioni, contro 1,8 nel 2021, di cui 2,2 a carico del Comune. A rafforzare i servizi anche 25 assunzioni: 19 tra educatrici e insegnanti più sei ausiliari.
Ampliamento dei servizi Per l’anno scolastico 2026/27 a Perugia sono previste diverse attività, alcune già attive in passato, altre che partiranno proprio in questi giorni per la prima volta. Proseguirà la Consulta dei genitori delle scuole dell’infanzia comunali, istituita nel 2025 come strumento di confronto e coinvolgimento delle famiglie nei processi educativi. In più, dopo il progetto apripista al polo Il Tiglio, tornano anche le esperienze intergenerazionali, che fanno incontrare bambini e anziani nelle scuole e nelle strutture socio-sanitarie. Per la formazione del personale, sempre nelle scuole dell’infanzia, c’è una novità: da quest’anno nel piano formativo anche un percorso dedicato all’educazione affettiva ed emotiva per riconoscere i bisogni dei più piccoli, favorire ambienti inclusivi e rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglie.
I nidi Case Bruciate avrà di nuovo il suo nido, Kosmos, che riapre dopo lo stop ai lavori dovuto ai problemi con un appaltatore inadempiente. Finanziato con fondi Pnrr per oltre 3 milioni di euro, il nuovo centro è stato dotato di nuovi arredi interni ed esterni e potrà accogliere fino a 90 bambini. In più, con la fine dei lavori di riqualificazione nell’ambito del programma Pinqua, il nido Arcobaleno si trasferirà, a gennaio 2027, nella nuova sede di Ponte San Giovanni; trasferimento, che permetterà anche il potenziamento del servizio pomeridiano, raddoppiando i posti disponibili, fino a 32.
Servizi ausiliari per le famiglie A ottobre è prevista anche l’apertura a Case Bruciate della seconda sede, dopo quella a Colle Umberto, del centro di riciclo e riuso creativo “CiRigioco”, con laboratori e momenti di formazione. Arriva, poi, una nuova sezione Primavera all’istituto comprensivo 13 di Ripa, che potrà accogliere fino a 7 bambini tra 24 e 36 mesi. E ancora: riapre il centro “Albero di tutti” a Case Bruciate, con un servizio pomeridiano gratuito per bambini dai tre mesi ai tre anni. Potenziamento da 95 mila euro, infine, per il progetto Scuole Aperte, che lo scorso anno ha già coinvolto quattro istituti comprensivi e 365 alunni.
Trasporti, mensa e Piedibus Il trasporto scolastico, invece, conta circa 1.600 utenti, 77 scuole e 121 linee, per 990 mila chilometri coperti, mentre la mensa garantisce migliaia di pasti attraverso il centro di preparazione di San Sisto, le cucine-polo e quelle gestite direttamente dal Comune. Si amplia anche il Piedibus con un nuovo percorso per gli alunni della primaria XX Giugno: dal parcheggio Bonfigli, attraverso l’orto medievale e il complesso di San Pietro, fino alla scuola.
Edilizia scolastica Quasi 50 milioni per gli edifici: tra opere concluse, cantieri, manutenzioni e progettazioni, il Comune quantifica in 49,5 milioni di euro le risorse impiegate o programmate. Di questi 12,9 milioni riguardano cantieri conclusi, tra cui la primaria di San Martino in Campo, il centro per l’infanzia di Case Bruciate, il nuovo plesso di Ponte Pattoli e la primaria Mazzini di Ponte San Giovanni. Altri 600 mila euro riguardano lavori in via di conclusione e circa 7 milioni i cantieri attualmente aperti, per gli interventi, tra gli altri, alle scuole Da Vinci e Lombardo Radice, alla primaria di Sant’Erminio e alla palestra di Ferro di Cavallo. Nell’ultimo anno sono stati inoltre realizzati 831 mila euro in manutenzioni: dagli interventi antincendio alla sostituzione degli infissi, passando per coperture, pavimentazioni e abbattimento delle barriere architettoniche. La maggior parte delle risorse riguarda però opere ancora in fase di progettazione, per complessivi 28,1 milioni. Tre gli interventi principali: 6 milioni per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico della primaria Fabretti e della succursale San Paolo in piazza del Drago; 12,7 milioni per la demolizione e ricostruzione del plesso Cena-Calvino; e 9,4 milioni per l’adeguamento sismico ed energetico della scuola Volumnio di Ponte San Giovanni.
Ferdinandi: «Impegno enorme» «Non c’è modo migliore per inaugurare l’anno scolastico se non raccontando l’enorme impegno che la squadra del Comune di Perugia sta mettendo in campo per il mondo dell’educazione e dell’istruzione», ha detto la sindaca, rilevando «un chiaro trend di costante crescita in ogni settore che è stato illustrato: sappiamo – ha sottolineato – che ciò non è mai abbastanza, ma per un Comune come il nostro, con spese correnti “strozzate”, ciò rappresenta uno sforzo enorme e racconta una scelta politica chiara e definita, perché per noi la scuola è la più grande infrastruttura democratica della comunità».
Tizi: «A scuola costruiamo il futuro» A dire che «per noi la scuola rappresenta uno dei luoghi fondamentali nei quali una comunità costruisce il proprio futuro» è stata Tizi, che considera le aule «il luogo in cui bambine e bambini crescono, incontrano gli altri, scoprono le proprie capacità e imparano a riconoscere e valorizzare le differenze». In questo quadro, per l’assessora «il compito delle istituzioni è creare le condizioni perché tutto questo possa avvenire in ambienti sicuri, accoglienti, inclusivi e capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie».
