di Ester Pascolini
Che il comprensorio dell’Alto Chiascio fosse un territorio litigioso era cosa nota, ma i risultati della tornata elettorale delle regionali sembrano restituire una situazione estremamente frammentata e affatto semplice da decifrare. Partendo dal dato generale, Gubbio, Sigillo e Costacciaro si allineano al resto della regione, con Stefania Proietti che vince in tutti e tre i comuni.
AFFLUENZA: COS’È SUCCESSO NEI COMUNI TRA 2024 E 2019
IL VOTO NEI QUARTIERI DI PERUGIA: L’ANALISI
Gubbio A Gubbio, tuttavia, salta agli occhi la grande dispersione del voto di centrosinistra e si conservano tracce evidenti delle divisioni relative alle amministrative di giugno. Il Partito democratico, capitanato dal reggente Ubaldo Casoli e da Marco Cardile, capogruppo in consiglio comunale, ottiene solo il 18,59% dei consensi con il candidato “ufficiale”, Paolo Barboni, che conquista 583 preferenze (734 in tutta la regione). Per Giuseppina Bonerba, altra candidata Pd del territorio, le preferenze sono 72, seguita da Tommaso Bori con 64 voti, Sarah Bistocchi 53 e Michele Bettarelli 41.
LA MAPPA: I RISULTATI IN TUTTI I COMUNI
I numeri Il 17,74% degli elettori di centrosinistra, invece, ha deciso di votare per i Civici Umbri, in particolare per Jacopo Cicci, giovane ingegnere eugubino che ottiene ben 1.883 preferenze solo in città (2.047 in tutta la regione). Buon risultato anche per Sara Staffaroni (1.089 voti), ma la lista civica in cui entrambi sono candidati non riesce a superare lo sbarramento, ottenendo solo l’1,56% dei voti regionali. Dietro al risultato dei due giovani sembra esserci anche lo “zampino” di Leonardo Nafissi, candidato sindaco alle elezioni amministrative dello scorso giugno per la lista “Gubbio Futura” e già candidato (non eletto) alle elezioni regionali del 2019. Come non notare, poi, gli 84 voti giunti da Gubbio in aiuto di Oriano Anastasi, candidato con la lista Umbria Domani? La sua candidatura, a un’attenta analisi, sembrerebbe aver sottratto voti al Pd in tutta la fascia appenninica (e non solo, viste le 243 preferenze di Perugia). Si mormora, infatti, che l’ex sindaco di Valfabbrica avrebbe ottenuto, in diverse zone, l’aiuto fattivo di membri del Pd in aperta polemica con la gestione del partito portata avanti da Tommaso Bori. Per il centrodestra eugubino si annota il buon raccolto di Federica Monarchi (858 voti), giornalista molto amata in città, candidata con la Lista Tesei e anche quello dei due candidati più forti del territorio appenninico, Simona Vitali per Fdi, con 299 voti e Roberto Morroni per Fi, con 174 voti.
COSA SUCCEDE DOPO IL VOTO E IL TOTOGIUNTA
Sigillo A Sigillo vince Proietti con il 50,37%, contro il 46,73% di Tesei. Il Pd si attesta sul 28,35%, con Giuseppina Bonerba che ottiene 23 voti e i candidati di altri territori Fratini-Betti-Meloni-Lisci, che ne ottengono 27, 15, 15 e 15. Buon risultato di Verdi-Sinistra, con Gloria Severini (38 preferenze). E poi di nuovo Staffaroni-Cicci dei Civici Umbri (27 e 21 voti). Anche qui Oriano Anastasi pesca 11 voti. Nel centrodestra il risultato migliore è del sempiterno Morroni (51 voti, Fi 9,26%) seguito da Vitali-Giambartolomei (entrambi 35 preferenze, Fdi 21,43%).
L’ANALISI: IL CONTRAPPASSO DELLA DESTRA
Costacciaro e gli altri A Costacciaro Proietti ottiene il 59,05% contro il 39,17% di Tesei. Il Pd è al 24,45% (Bonerba 11, Barboni 10, Lisci 10), i Civici Umbri al 20,93% (Staffaroni 87, Cicci 46). Morroni pesca 42 preferenze (FI 14,76%) e Vitali 17 (Fdi 11,23%). Il resto della fascia appenninica si mostra in grande controtendenza rispetto al trend umbro, Donatella Tesei, infatti, vince a Gualdo Tadino, a Nocera Umbra, a Fossato di Vico, a Scheggia e Pascelupo.
IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE E IL PESO DEI TERRITORI
Gualdo Tadino A spiccare, su tutti, è il voto di Gualdo Tadino, amministrata dal centrosinistra, dove si registra un 58,72% di voti in favore di Tesei. Per il centrodestra è il risultato migliore di tutta la regione tra i comuni medio-grandi (quelli con oltre diecimila aventi diritto al voto), dunque il peggiore per il centrosinistra, con Stefania Proietti che raccoglie solo il 39,58% delle preferenze. Il sindaco Presciutti, però, non sembra toccato dal dato e si lascia fotografare vittorioso insieme alla presidente. Nel resto della regione Gualdo se la batte solo con Todi, dove Tesei ha raggiunto, tuttavia, un risultato più contenuto, il 50,07%.
IL VOTO NEI TERRITORI: L’ANALISI
I dati A Gualdo Tadino, a fare da traino sono stati certamente i due candidati cittadini, Roberto Morroni per Forza Italia (26,02%) e Simona Vitali per Fratelli d’Italia (24,85%). Si registra, dunque, qualche incertezza nel centrosinistra, incluso il Pd che ottiene solo il 21,74% dei voti. Balza all’occhio anche il mancato sostegno alla candidata “ufficiale” della fascia appenninica, Giuseppina Bonerba, che a Gualdo conquista appena 79 preferenze (569 in tutta la regione, con un voto disseminato in molti comuni, frutto, probabilmente, della sua lunga militanza nel Pd e della sua professione di docente universitaria). Nel caso di Bonerba, si vocifera che il Pd gualdese, in rotta con Tommaso Bori per la candidatura mancata di Giorgio Locchi, avrebbe convogliato qualche voto verso due candidati che nulla hanno a che vedere con la fascia appenninica: Cristian Betti e Simona Meloni, che ottengono, infatti 183 e 221 voti in città. Ed ecco spuntare di nuovo anche Oriano Anastasi, che raccoglie ben 256 preferenze, alimentando ulteriormente le voci di uno spostamento “scientifico”di voti dal Pd alla lista Umbria Domani. Nel centrodestra Morroni mostra la sua forza, ottenendo 1.230 voti contro i 952 di Simona Vitali, che però riuscirà a superarlo nella regione, risultando la prima dei non eletti di Fdi con 3.430 preferenze (Morroni primo dei non eletti di Fi con 3050).
La città, negli ultimi anni si è resa protagonista di guerre intestine sia nel centrosinistra che nel centrodestra. A dimostrazione di ciò è interessantemettere a confronto i risultati delle amministrative di giugno con i risultati delle europee (tenutesi sempre a giugno) e delle regionali dei giorni scorsi. Il centrodestra aveva celebrato le primarie per scegliere il candidato sindaco. Queste avevano poi generato una rottura mal celata tra Simona Vitali, risultata vincitrice, e lo sconfitto Erminio Fofi, appoggiato da Roberto Morroni. L’esito della “guerra” interna si era palesato con la rielezione di Massimiliano Presciutti, divenuto per la terza volta sindaco di Gualdo Tadino. I rumors di un assist a Presciutti da parte dei “morroniani” si era fatto sempre più insistente in città già dai giorni precedenti alle elezioni. In effetti Vitali non era risultata eletta, alimentando l’ipotesi di un “tradimento” di parte del centrodestra, sommato a un alto consenso, forse più personale che politico, nei confronti di Presciutti. Ad accrescere ulteriormente i sospetti di un “aiutino” da parte di qualche esponente del centrodestra era stato anche il risultato delle europee, in cui era molto evidente, al contrario, l’orientamento della città: Fdi 36,6%, Fi 11,47%, Lega 8,05%. Al contrario il Pd aveva ottenuto il 22,16% voti (contro il 26,38% regionale), risultato, a ben guardare, molto vicino a quello ottenuto dal Pd gualdese alle elezioni dei giorni scorsi (21,7%). Questo parrebbe certificare, in ultima analisi, una relativa fragilità del Pd locale, condizione forse sfuggita agli occhi poco attenti poiché oscurata dall’elezione a sindaco di Presciutti, conquistata però, si può pensare, anche grazie ai voti della destra che aveva “abbandonato” Simona Vitali. Insomma, se tutto il territorio è in fermento, Gualdo lo è ancora di più.
Nocera A Nocera Umbra il risultato sembra in linea con quello che ci si aspettava, Caparvi è un sindaco amato e il 54,44% di Tesei non sorprende. Proietti si ferma al 42,99%. Simona Vitali conquista ben 263 voti (Fdi 25,15%), mentre Roberto Morroni si attesta sui 51 (Fi 9,47%). Qui si fa sentire anche la Lega: 13,04%, con Paola Fioroni (106 preferenze) e Fabrizio Gareggia (50). Proietti ottiene il 42,99% dei voti, con Flagiello (48), Bori (42), Bistocchi (26). Bonerba anche qui non sfonda, 8 voti soltanto (Pd 17,63%). Nel centrosinistra è Monica Muzzi a fare il pieno di voti, 208 per l’esattezza, con la lista Umbria Futura all’11,37%.
Fossato di Vico A Fossato di Vico Tesei si porta a casa il 52,44% dei voti. Proietti si ferma al 45,01%. Qui il risultato è di nuovo trainato dai candidati locali. Vitali e Morroni conquistano 48 e 79 voti (Fdi 21,13%, Fi 14,47%). Nel centrosinistra Bonerba fa il pieno nella sua città, con 112 voti, regalando al Pd un 30,08% (unico dato della fascia che si avvicina al risultato regionale). Anche qui Oriano Anastasi ottiene un discreto sostegno, con 23 voti e il 5,05% alla lista Umbria Domani.
Scheggia e Pascelupo Qui il centrodestra si attesta al 52,81% contro il 44,19% di Proietti. Fdi ottiene il 23,54%, Lega 9,86, Fi 8,85%. Le preferenze sono 32 per Vitali e 19 per Morroni. Bonerba ottiene 10 voti, Barboni 6, contro i 16 di Betti e i 13 di Meloni (Pd 19,92%). Staffaroni 27, Cicci 26 (Civici Umbri 7,85%), Oriano Anastasi ben 23 preferenze (Umbria Domani 7,65%). Nella fascia appenninica il Movimento 5 Stelle si attesta su percentuali che vanno dal 3.04% di Gualdo Tadino (altro record negativo) al 6,25% di Sigillo (miglior risultato). Alleanza Verdi-Sinistra va dall’1,21% di Scheggia al 6,36% di Sigillo. Sanità Pubblica raggiunge a stento la media dell’1% in tutti i comuni. Nel centrodestra la Lega va dal 13,04% di Nocera Umbra, al 4,58% di Gualdo Tadino.
Spaccature Insomma, le elezioni regionali nel comprensorio dell’Alto Chiascio sembrano mostrare uno scollamento dall’andamento generale umbro. Tesei vince in ben tre comuni amministrati da sindaci provenienti dal centrosinistra (Gualdo, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo). Anche negli altri comuni amministrati dal centrosinistra il Pd ottiene percentuali notevolmente più basse che altrove, con una media appena sopra al 20% contro il 30% della regione. Le liste civiche (che ospitano molti profughi del Pd) non sfondano, contribuiscono all’elezione della presidente Proietti ma sembrano sottrarre voti al Pd stesso, suggerendo una strategia per il futuro che passa necessariamente dalla ricostruzione di questo partito per ricomporre il complesso quadro del centrosinistra dell’Appennino. Nel centrodestra questa elezione mette Roberto Morroni di fronte a un fatto chiaro e incontrovertibile: l’ascesa di Simona Vitali nel panorama politico regionale. Anche qui, dunque,un’opera di ricomposizione sembra l’unica strada possibile per il futuro. Il dato di fatto, cui sembrerebbe essere giunti prima di tutto a causa dei litigi e delle divisioni politiche interne a tutti gli schieramenti e alla conseguente disaffezione dei cittadini mostrata dal forte astensionismo, è che per la prima volta in decenni il territorio non avrà una voce a rappresentarlo in consiglio regionale e questo non giova di certo a un’area, quella appenninica, afflitta da una crisi economica e sociale senza precedenti.
