di Daniele Bovi
E ora che succede? Chiuse le urne e acquisiti i risultati delle elezioni regionali, a Palazzo Cesaroni si è messa in moto la macchina amministrativa che lavorerà in vista dell’insediamento del nuovo consiglio regionale. In primis toccherà alla Corte d’Appello di Perugia proclamare gli eletti: atto formale dopo il quale la neo presidente Stefania Proietti entrerà nella pienezza dei suoi poteri. Una data precisa entro la quale ciò deve avvenire non c’è, e molto dipenderà dalla complessità del quadro che in realtà pare definito e senza incertezze: tutto dovrebbe chiudersi nel giro di pochi giorni.
I passaggi La proclamazione è la base sulla quale Proietti potrà nominare i suoi cinque assessori e, anche in questo caso, non ci sono termini perentori. La cosa certa è che il regolamento del consiglio regionale prevede che la prima seduta sia convocata entro 60 giorni dal voto, quindi entro la metà di gennaio; realisticamente, dovrebbe avvenire ben prima. A convocarla sarà il consigliere più anziano di età e durante la prima seduta saranno eletti il presidente dell’assemblea e i due vice, uno di maggioranza e uno di opposizione; Ufficio di presidenza che rimarrà in carica per metà consiliatura, con possibilità di rinnovo.
PROIETTI PROMETTE TERAPIA D’URTO PER LA SANITÀ
L’ANALISI: IL CONTRAPPASSO DELLA DESTRA
In consiglio Lo scrutinio è segreto e nelle prime tre votazioni servirà la maggioranza dei quattro quinti. Se non dovessero bastare, l’assemblea sarà convocata per il giorno seguente dove sarà sufficiente la maggioranza semplice. Nei cinque giorni precedenti poi andranno formati i gruppi consiliari che dovranno essere collegati a una delle liste presentate; nelle settimane seguenti toccherà invece all’elezione dei vertici delle commissioni. Tra i nomi papabili c’è sicuramente quello di Simona Meloni, prima degli eletti per il Pd e già vicepresidente del consiglio; in caso avesse vinto Tesei invece nel centrodestra si parlava di Andrea Romizi per questo ruolo. Da risolvere anche i casi di incompatibilità che riguardano le sindache Proietti, Letizia Michelini (Pd, Monte Santa Maria Tiberina) e Laura Pernazza (Fi, Amelia), alla guida di Comuni che verranno traghettati verso il voto.
TUTTE LE PREFERENZE DEI 457 CANDIDATI
Niente dimissioni Per tutta la giornata di martedì si sono rincorse poi le voci su possibili dimissioni da consigliere di Tesei; eventualità che aprirebbe le porte del consiglio alla lista con i resti più alti, cioè a Noi moderati e al sindaco di Deruta Michele Toniaccini. Dallo staff dell’ex presidente però si assicura che Tesei rimarrà al suo posto. Tesei che in giornata ha riunito la sua squadra e ha mandato un messaggio a Proietti, complimentandosi e spiegando di essere a disposizione per il passaggio di consegne.
IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE E IL PESO DEI TERRITORI
Palazzo Donini Tornando in aula chiuso il capitolo presidenza, nella seduta successiva toccherà a Stefania Proietti presentare la sua giunta e illustrare «il programma di governo, che deve contenere – recita lo statuto – l’illustrazione degli obiettivi strategici, degli strumenti e dei tempi di realizzazione». Proietti come i predecessori dovrà muoversi tra regole scritte e non. Dopo il taglio del numero di assessori (e dei consiglieri) voluto dal governo Monti l’esecutivo è composto da cinque membri più il presidente; il che comporta necessariamente la creazione di maxi assessorati. Da rispettare ovviamente il vincolo delle quote di genere, mentre tra le regole non scritte c’è anche quella che riguarda l’equilibrio fra i diversi territori.
IL VOTO NEI TERRITORI: L’ANALISI
La giunta Il toto giunta dopo la vittoria è già partito e lo schema, visti i risultati, potrebbe essere questo: due assessorati al Pd più la presidenza del consiglio e uno a testa a M5S, Avs e Umbria domani. Proietti in campagna elettorale ha parlato di un mix di eletti ma anche di esterni, ribadendo martedì la necessità di inserire tecnici competenti. Tra i nomi possono esserci quelli di Tommaso Bori per la sanità (ma altre ipotesi sono già sul tavolo, a partire da una delega tra le mani di Proietti), dell’ex sindaco di Narni Francesco De Rebotti e di Simona Meloni in caso la presidenza venga affidata a qualcun altro, di Thomas De Luca per i 5 Stelle, del professor Luca Ferrucci (candidato con Umbria domani e terzo della lista con quasi 900 voti), dell’assessora del Comune di Assisi Veronica Cavallucci (fedelissima di Proietti), di Fabrizio Ricci per Avs e non solo. Una partita che è però appena all’inizio. E a proposito di sanità, tra i nomi circola anche quello di Gigliola Rosignoli, già direttore ai tempi di Maria Rita Lorenzetti e che il centrodestra avrebbe voluto riportare in Umbria.
Il primo giorno Nel frattempo la prima giornata da presidente per Proietti è iniziata ad Assisi, andando anche a rendere un omaggio a San Francesco. La sindaca ha ricevuto troupe e giornalisti e risposto alle tante telefonate di messaggi e auguri.
