Una crepa su una delle pareti dell’asilo nido di viale Martiri della Resistenza a Spoleto, provocata dal «cedimento differenziale del terreno (probabilmente dovuto alla grande siccità e alla conformazione del terreno)», causerà il trasferimento «parziale e temporaneo» di alcuni dei circa 70 piccoli iscritti nei locali dell’oratorio di San Venanzo (Spoleto), dove l’amministrazione comunale ha attivato quest’anno il micronido “Piccoli passi” con 8 nuovi posti. Questa la sostanza della comunicazione inviata sabato alle famiglie dei bimbi, che il sindaco Andrea Sisti e l’assessora Luigina Renzi hanno convocato per una riunione fissata martedì pomeriggio a palazzo Mauri. La novità è poi stata confermata da una nota dell’ente.
In base a quanto emerso nelle ultime ore, al momento della «riapertura» dell’asilo nido di viale Martiri, che dal post sisma ospita sia “Il girotondo” che “Il carillon”, sono state «rilevate alcune criticità localizzate» in «due stanze libere e non utilizzate per l’accoglienza dei bambini». Come detto, si tratterebbe di una crepa riscontrata in una parete «del lato Nord» dell’edificio, che è stata oggetto di una girandola di approfondimenti e valutazioni tecniche, poi sfociate «nell’ordinanza con cui in via precauzionale sono stati resi temporaneamente non accessibili» i due ambienti in questione: «La situazione – è scritto nella nota diffusa domenica mattina dal Comune di Spoleto – richiede attenzione e approfondimento, ma non deve essere interpretata come motivo di allarme».
Tuttavia, in attesa degli approfondimenti tecnici, sindaco e assessore hanno maturato la decisione di liberare parzialmente la struttura, trasferendo parte dei piccoli del nido in un altro spazio. Un’operazione, questa, particolarmente delicata, considerata la tenera età degli iscritti e su l’amministrazione assicura «un’organizzazione attenta» a seguito del «confronto con le famiglie interessate» al fine di «tenere in considerazione le loro esigenze logistiche e organizzative», ma anche «gli aspetti educativi», affinché il «cambiamento possa avvenire nel modo più ordinato e sereno possibile». Per ora di certo c’è «il trasferimento temporaneo e parziale di una parte del servizio al micronido di San Venanzo» così da «assicurare le migliori condizioni di sicurezza durante monitoraggi e approfondimenti» tecnici sull’edificio.
Quanti bimbi dovranno traslocare dal centro alla frazione resta da capire, così come andrà compreso se i moduli scolastici di San Martino in Trignano, recentemente liberati dagli studenti della scuola media di San Giovanni di Baiano, potranno essere impiegati per far fronte all’inattesa criticità che ha colpito lo stabile di viale Martiri della Resistenza. Qui comunque, ha ricordato la nota del Comune, era già «previsto un intervento di adeguamento sismico, che ora è in fase di progettazione e che si prevede di avviare nella primavera 2027, salvo diverse esigenze progettuali e amministrative». In altre parole la delocalizzazione in altre sedi del nido di viale Martiri che verrà definita a stretto giro, potrebbe restare operativa fino alla fine dei lavori, quindi approssimativamente per almeno due o tre anni, se non di più.
Domenica mattina sulla delicata vicenda si è espresso anche il sindaco Andrea Sisti, dicendo che «la sicurezza delle bambine e dei bambini viene prima di tutto, motivo per cui abbiamo scelto di intervenire con prudenza e tempestività: non vogliamo creare allarmismi, ma dare un segnale preciso di responsabilità, perché quando si tratta di bambini e bambine, anche di fronte ad una situazione che necessita di ulteriori verifiche, è doveroso adottare tutte le cautele necessarie. Abbiamo scelto di intervenire ora – ha concluso – proprio perché riteniamo che la prevenzione e la prudenza siano il modo migliore per tutelare i bambini e le bambine, le famiglie e il personale».
