Gianpiero Bocci

di Daniele Bovi

Entro fine anno la segreteria e poi, all’inizio di un 2019 fondamentale per il Pd, l’insediamento dell’assemblea regionale che sarà trasformato in un momento di dialogo con la società umbra e le altre forze di centrosinistra. Martedì mattina Gianpiero Bocci ha tenuto la sua prima conferenza stampa da nuovo segretario regionale del partito; in sala alcuni di quelli che l’hanno sostenuto come i mariniani Carla Casciari e Antonio Bartolini oltre a Maurizio Manini e altri ancora.

PRIMARIE: ANALISI DEL VOTO

Sfida per il nazionale Prima di parlare del futuro però Bocci ha voluto sottolineare il dato relativo alla partecipazione, certamente influenzata dalla maggior livello di competizione rispetto al 2014: «Chi ha vinto ha un valore relativo, il valore più importante è quello della partecipazione. È aver ritrovato, anche al di sopra delle aspettative, il popolo delle democratiche e dei democratici. Quasi 20mila umbri hanno scelto i gazebo, 1.500 volontari li hanno tenuti aperti per più di 12 ore in una giornata natalizia e col clima inclemente in molte città dell’Umbria, quale altro partito riuscirebbe in questo?». In Piemonte, regione con qualche milione di abitanti, nella stessa giornata come ha ricordato il neo segretario hanno votato in 13 mila: «Dall’Umbria – dice Bocci – parte una sfida per il nazionale».

TUTTI I RISULTATI

Segreteria e vice Quanto all’immediato futuro, entro la fine dell’anno arriverà la nuova segreteria: «La gestione – dice – sarà collegiale. Mi vedrete molto poco, saranno più visibili gli altri dirigenti. Serve un’immagine fresca e forte». Rispondendo ai giornalisti il nuovo segretario ha spiegato che potrebbe nominare anche più di un vice, che potrebbero essere il sindaco di Corciano Cristian Betti, che ha sostenuto Bocci, e la veriniana Simona Meloni. All’inizio di gennaio poi bisognerà pensare all’insediamento dei 250 delegati che formeranno la nuova assemblea regionale; un organismo importante dal quale passeranno decisioni importanti per la vita del partito, come le candidature. Stando ai primi calcoli (i risultati saranno ufficializzati solo nelle prossime ore), a Bocci dovrebbero andare quasi 160 delegati e a Verini 92. L’insediamento però «non sarà una cosa burocratica, occorre dare subito un profilo forte e politico. Chiameremo tutte le forze del centrosinistra, del lavoro, delle imprese, della ricerca: sarà una giornata allargata all’Umbria».

LE REAZIONI E I COMMENTI

Ricambio Bocci ha poi confermato quanto spiegato durante la campagna congressuale, e cioè che non ha intenzione di rimanere in carica per tutti e quattro gli anni: «Il mandato – dice – durerà il periodo necessario per uscire dalle difficoltà; consegnerò il partito a una nuova classe dirigente». L’intenzione è dunque quella di «dare vita a un vero ricambio generazionale, che si fa con i fatti, non scegliendo ciò che conviene ma esclusivamente tenendo conto di merito, competenze e studio». Rendendo l’onore delle armi a Verini Bocci sostiene che «non è stata una gara ma un contributo dato da entrambi. Volevo ricostruire una coscienza democratica». Dal nuovo segretario arriva poi un messaggio di unità («dobbiamo dimostrare che non ci saranno più ragioni per dividersi»), e di apertura anche in tema di alleanze: «Noi siamo un solo partito, dove tutti sono utili e protagonisti, una casa dove non ci sono più uscite ma persone che entrano. Non siamo autosufficienti e la solitudine non ci ha mai portati troppo lontano: serve campo progressista riformista che si apre alla società civile».

LEGA SOSPENDE ASSESSORE DI DERUTA

La Lega Questo partito ha di fronte la sfida delle amministrative di maggio, con 62 comuni al voto, e delle europee che saranno «importantissime, perché ci sono partiti dall’altra parte come la Lega che seminano odio e divisione nel paese, che vogliono destabilizzare l’Europa e isolare l’Italia; sarà una contrapposizione culturale». Quanto alla vita interna, «il partito deve recuperare autorevolezza: servono un po’ di ordine, sintonia, regole e un grande sforzo sul piano progettuale, in special modo sui problemi che angosciano imprese e famiglie». E a proposito di Lega, a chi gli chiede del caso di Deruta, dove un assessore leghista (ora sospeso dal partito) ha votato alle primarie del Pd, Bocci risponde con una battuta: «Visto che molti voti del Pd sono andati alla Lega, bisogna che tornino a noi. Se poi alla prossima occasione mi raccontate che cinquemila cittadini sono tornati nel Pd, offro una bottiglia».

Twitter @DanieleBovi

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