di Daniele Bovi
L’accordo tra Gianpiero Bocci e Catiuscia Marini, i due dominus del Pd umbro che hanno portato con loro buona parte dei vertici del partito, passa con oltre il 60 percento dei voti. Potrebbe essere questo il senso delle primarie di domenica che hanno visto trionfare l’ex sottosegretario con un 63% dei voti bagnato da una grande partecipazione. Sì perché il secondo dato che va sottolineato, vittoria di Bocci a parte, è proprio l’affluenza. In pochissimi erano pronti a scommettere in una partecipazione superiore a quella di quattro anni fa quando un altro accordone, ancora più vasto rispetto a quello di domenica, portò a trionfare Giacomo Leonelli. Alle urne sono andati quasi 20 mila umbri (19.772 per la precisione), 7 mila in più rispetto al 2014, anche se in quell’occasione la competizione era meno accentuata; un elemento di certo da non sottovalutare, dato che arriva nel momento di peggior difficoltà per il Partito democratico.
DIRETTA: PRIMARIE MINUTO PER MINUTO
I numeri Un segno della capacità di mobilitazione dei due schieramenti nei diversi territori, anche se non sono mancati episodi anomali come l’assessore leghista al voto a Deruta e il gruppo di indiani avvistato a Terni al seggio di piazza Tacito. Walter Verini non conquista nessuno dei tre collegi: a Perugia 1 (che comprende il capoluogo di regione, Città di Castello, Gubbio, Umbertide, Assisi, Gualdo Tadino e altri comuni più piccoli) il deputato ottiene 2566 voti contro i 4245 di Bocci; a Perugia 2 (che comprende Trasimeno, Foligno, Spoleto, la Media valle del Tevere e la Valnerina) 2402 contro 4730 e a Terni 2268 contro 3433. Una vittoria molto ampia che rispecchia tutto sommato le diverse forze in campo e che ha nel collegio di Perugia 2, dove ci sono alcuni dei ‘feudi’ più importanti di Bocci, quello dove è stata registrato lo scarto maggiore.
Nelle città Ma cosa è successo nelle città più importanti? A Perugia Verini, dove poteva contare tra gli altri su Valeria Cardinali, Sarah Bistocchi (capolista per l’assemblea) e Tommaso Bori, si ferma al 38%; a Terni (dove lavoravano il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli e molti segretari di circolo) è pareggio mentre a Spoleto vince Verini (474 a 329). Quasi pareggio anche a Città di Castello (491 voti Verini, 512 Bocci), patria del deputato ma anche dell’assessore Cecchini, mentre a Gubbio Bocci dilaga (81%) così come a Foligno (83%, patria dell’assessore regionale alla sanità Barberini) e nella Umbertide di Guasticchi e Giulietti (83%); a Gualdo Tadino invece, dove il sindaco è il boccianissimo Presciutti, tocca ‘solo’ il 73%. Bocci bene anche ad Assisi (67%), nella Marsciano di Todini (73%) e a Corciano (qui il grande sponsor era il sindaco Betti) dove ottiene il 70% mentre nella Todi di Catiuscia Marini conquista il 57%.
Le zone Il Trasimeno era una delle aree dove Verini sentiva di potersela giocare con più chance: a Magione vince di un soffio (127 a 117), a Città della Pieve dilaga (165 a 32) così come a Piegaro (166 a 41) e Panicale (182 a 45), a Castiglione (dove con Bocci era schierato il sindaco Batino) ottiene quasi il 40%, mentre a Tuoro vince Bocci. Quanto alla provincia di Terni, l’ex sottosegretario si impone a Orvieto (275 a 107) mentre nella Narni dove il grande sponsor di Verini era il sindaco De Rebotti, il deputato vince 308 a 180. Tra i Comuni più piccoli, record assoluto di Bocci nel suo comune, Cerreto di Spoleto (97,8% pari a 180 voti, più dei 121 presi dal Pd alle politiche di marzo) e a Cascia dove ha potuto contare sul sindaco De Carolis (97%, in termini assoluti quasi gli stessi voti ottenuti dai dem alle politiche). Con il segretario vengono eletti anche i 250 membri dell’assemblea regionale, l’organo dal quale passano scelte importanti come quelle sulle prossime candidature.
