Agabiti accanto al simbolo del movimento

di Daniele Bovi

Dopo quello tratteggiato da Enrico Letta per il centrosinistra, anche il centrodestra lancia il suo «campo largo» nel tentativo di allargare il bacino di consensi al mondo del civismo. Dopo diverse indiscrezioni, sabato mattina all’hotel «Cenacolo» di Santa Maria degli Angeli l’assessore regionale Paola Agabiti ha presentato «Civitas», la nuova ‘gamba’ del centrodestra regionale che reagisce così ai movimenti – tra civismi più o meno puri e alleanze – in atto in un centrosinistra che viene percepito in ripresa.

FOTOGALLERY: CHI C’ERA ALLA PRESENTAZIONE

Cos’è Civitas si colloca «saldamente nel centrodestra» e «vuole essere un campo largo aperto e innovativo – ha detto Agabiti – per rafforzare la spinta della coalizione». Presidente è la sindaca di Orvieto Roberta Tardani, mentre i vice saranno i sindaci di Acquasparta (Giovanni Montani) e Castel Ritaldi (Elisa Sabbatini). Un movimento «di sindaci e amministratori» che «non vuole essere in contrapposizione coi partiti», rappresentati in prima fila da Virginio Caparvi (Lega), Franco Zaffini (FdI) e Raffaele Nevi (FI).

AGABITI TESSE LA SUA TELA ANCHE A PERUGIA

In sala Ad aprire la giornata è stata la presidente Donatella Tesei, mentre in sala tra gli altri erano presenti i sindaci di Deruta, Citerna, Bastia e Preci (Michele Toniaccini, Enea Palladino, Paola Lungarotti e Massimo Messi), lo spoletino Sergio Grifoni e la perugina Francesca Renda, passata tra le fila di Agabiti dopo aver lasciato Blu. Diverse volte nel corso della mattinata sono risuonati in modo chiaro alcuni messaggi: la necessità di comunicare più e meglio l’attività e i risultati di una giunta regionale che va supportata, un percorso separato dai partiti pur senza mettere in discussione la collocazione nel centrodestra e la sensazione che, visti gli ultimi risultati elettorali e i movimenti su diversi fronti, il centrosinistra si stia riorganizzando per tornare competitivo.

L’APPELLO DI ARCUDI ALLE FORZE CIVICHE

Agabiti «Partiamo oggi con un gruppo importante di sindaci e amministratori – ha detto Agabiti – per dare un supporto alla Regione». Civitas «vuole porre le basi affinché la società civile diventi protagonista. I partiti sono fondamentali tanto quanto il mondo civico. Raccoglieremo idee e istanze dei territori mettendo in rete non solo sindaci ma anche associazioni e comitati nell’ambito di una politica concreta del fare». Il tutto «saldamente nel centrodestra, che va arricchito. Vogliamo rappresentare una nuova visione dell’Umbria, attenta alle imprese e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini».

CIVICIX, FORA LANCIA TESSERAMENTO E CONGRESSO

La spinta «Non siamo in conflitto con i partiti ma serve una spinta in più» ha detto l’ormai ex forzista Tardani, «e non possiamo permettere che il processo di cambiamento si interrompa». «Vogliamo essere il cuore di una coalizione – ha aggiunto – e questo luogo di confronto serviva». Con sindaci e amministratori l’obiettivo sarà «quello di far fruttare le esperienze quotidiane, mettendo sul tavolo idee e concretezza». Concetti ribaditi anche da Montani e Sabbatini, che hanno predicato coesione e sinergia sottolineando che Civitas potrebbe raccogliere il consenso di quel mondo di centrodestra che non si riconosce nei partiti.

VIDEO – DALLE ALLEANZE AD ARCUDI, INTERVISTA A FORA

Tesei A ‘battezzare’ il movimento è stata Tesei che ha parlato di un progetto «che si basa sui principi in cui crediamo». «È il momento di farci sentire perché rappresentiamo una parte importante della regione. Dobbiamo guardare ai civici di centrodestra e allargarci a quelle tante persone e comunità che si riconoscono nel nostro modo di fare e in quello che vogliamo realizzare». La presidente ha poi rivendicato i risultati su pandemia («non siamo zona bianca per un colpo di fortuna») e ripresa sostenendo che «su sanità ed economia non accettiamo lezioni da nessuno». «È vero – ha ammesso – che il programma prevedeva cambiamenti radicali in termini di miglioramenti, ma purtroppo qualcuno fa finta che la pandemia non ci sia stata. Ora tutti dobbiamo cominciare a reagire».

La coalizione Una sostanziale ‘benedizione’, pur con qualche paletto e avvertimento, è arrivata anche dai vertici dei tre partiti. Dopo il big bang quirinalizio la coalizione a livello nazionale è liquefatta mentre sui territori è sostanzialmente obbligata a stare insieme dalle leggi elettorali, e dove ciò non è successo (vedi Città di Castello e Spoleto, ma non solo) Lega e soci si sono consegnati alla sconfitta. Il tutto, mentre da due anni e mezzo il rapporto ha vissuto molti bassi e pochi alti tra strappi e infinite discussioni su rimpasti, siluramenti e verifiche di maggioranza. In questo quadro, c’è chi comincia a suonare il campanello d’allarme in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, che culmineranno nel 2024 quando al voto andranno la Regione e oltre 60 Comuni.

I partiti «La vittoria del 2019 è arrivata in condizioni favorevoli – ha ammesso Nevi – e questo impone un di più di attenzione e unità dato che lo scenario sta cambiando. Un’altra gamba al centrodestra serviva». Caparvi ha parlato di «un centrosinistra che sta rialzando la testa. Servono un po’ più di orgoglio dopo le difficoltà. Discutere e criticare è giusto, ma ora bisogna lavorare insieme per raccontare meglio quello che è stato fatto». Dalla sua Zaffini si è detto «un grande fan della rete di sindaci dato che la storia dei partiti a volte può essere un fardello». In questo quadro Civitas «può servire ad aprire le porte» ma bisogna fare attenzione «a sovrapposizioni o invasioni di campo: i partiti – ha detto – hanno un ruolo e un percorso e le civiche un altro; la chiave di volta sta nella concretezza. Dovremo camminare come i binari del treno, senza sovrapporci». Da queste parti, chiaramente, uno dei timori riguarda la possibilità che si peschi nello stesso bacino elettorale. Dove porterà il treno e con quali risultati lo si capirà meglio tra qualche mese: di sicuro l’orizzonte è quello delle regionali 2024.

Twitter @DanieleBovi

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