di Mario Mariano

Teorizzava Annibale Frossi che la partita perfetta era quella che finiva 0 a 0 perché le squadre riuscivano ad annullarsi negli uomini e nel gioco. Due squadre però scontente. La partita perfetta da oggi è quella teorizzata e realizzata dal Perugia di Bisoli. Perché il Perugia annulla l’avversario, ma riesce a colpirlo in maniera letale, riducendolo ai minimi termini grazie a una prestazione tattica e agonistica esemplare. Viva l’emergenza, quella che sicuramente ha messo il peperoncino addosso agli uomini di Bisoli, che riescono a dare tutti il 101 per cento! Tutti al massimo, come a Crotone, anzi di più; una diga davanti a Rosati, dopo che lo stesso portiere si era eretto a protagonista assoluto. Tutti i difensori e qualche volta pure tutti attaccanti. Perugia tarantolato, tatticamente ineccepibile, che ha sudato i 3 punti perché ha lottato su tutti i palloni, con efficacia speciale dopo lo scampato pericolo. Non c’è una grande vittoria senza un grande portiere, e Antonio Rosati ha vissuto una serata tra le più belle della sua carriera: interventi decisivi, con una sicurezza disarmante, tanto da ipnotizzare gli avversari, che dopo una partenza a razzo, si sono spenti, arresi davanti a un uomo-saracinesca capace di volare per difendere la propria porta. Voli che, poeticamente, riescono solo agli angeli.

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LA CRONACA

La partita di Bisoli Tatticamente la partita l’ha vinta Bisoli che è riuscito a trasmettere alla squadra una carica straordinaria in virtù dello stato di emergenza per le tante assenze. Il gioco del calcio sa essere spettacolare anche quando dieci giocatori stanno dietro la linea della palla, capaci però di schizzare in avanti con le idee chiare e con le gambe che girano. Una partita di un calcio che non si vedeva da tempo, che rivaluta il vecchio contropiede, centrocampo rinforzato e la difesa che non sgarra mai. Ovviamente per esaltare la serata e farla diventare storica sono stati necessari anche i colpi di classe e Prcic non si è tirato indietro, ripetendo il suo pezzo migliore: il tiro potente e preciso dalla distanza. Non ce ne voglia Milos se il suo gol non è esemplare, ma del resto il Cagliari era completamente sbilanciato e i fischi dei tifosi penetravano nella pelle dei calciatori. La gioia piuttosto era tutta per quella pattuglia di tifosi del Grifo che si era avventurata al Sant’Elia, ripagata con la corsa della squadra sotto la curva e per qualche fortunato con il cimelio di una maglietta da incorniciare nel salotto buono.

LE INTERVISTE

Rosati: eroe di serata con tre interventi portentosi. Trasmette fiducia ai compagni e finisce per demoralizzare gli avversari Voto 8.5

Belmonte: onora la fascia di capitano sbagliando pochissimo, applicandosi su ogni pallone, senza guardare lo stile. Eppure anche lui quando la squadra riesce a salire non disdegna l’appoggio. Voto 7

Volta: recuperi prodigiosi, chiusure sempre al limite con una concentrazione straordinaria. I meccanismi difensivi funzionano perché c’è, oltre alla concentrazione, uno spirito di gruppo con incoraggiamenti che in certe situazioni portano fieno in cascina. Voto 7+

Mancini: a fine stagione la Fiorentina si ritroverà un difensore rodato. Intanto gli straordinari gli fanno bene perché è perfetto nelle chiusura. Agile anche negli sganciamenti. Voto 7

Rossi: il Cagliari insiste nel primo tempo, e talvolta va in affanno. Ripresa in scioltezza. Voto 6.5

Milos: vivace, intraprendente, diligente. Tre aggettivi pesati su misura per un jolly che si sta rilevando utilissimo. Il gol è un mix di tenacia e fortuna. Voto 7

Prcic: ci mette un po’ ad organizzarsi nel raggio d’azione in cui deve muoversi, ma quando entra nella parte diventa il fulcro del gioco. Lanci al fulmicotone, assist e gol da cineteca. Un Taddei molto più mobile e perciò inamovibile. Voto 8

Rizzo: oltrepassa raramente la metà campo, si mette a inseguire tutti con scelta di tempo esemplare. È deciso nei recuperi. Voto 6.5

Guberti: a tutto campo è sempre a testa alta. Mentre gli avversari corrono lui fa correre il pallone. Tatticamnete utilissimo, comincia a raccogliere i frutti di una preparazione che gli ha riservato qualche sorpresa. Voto 7+ (26′ st Della Rocca: non deve pure sfiancarsi troppo perché il Cagliari nell’ultima mezz’ora è in ginocchio Voto 6+)

Zapata: si esalta nelle praterie che il Cagliari gli lascia perché la squdara di Rastelli è monotona come un disco rotto. Lo trovi dappertutto, e nelle rare sortite è pure pericoloso. Voto 7 ( dal 19′ st Alhassan: cicca il possibile 2 a 0 forse perché non ha ancora il ritmo partita. Voto 6)

Aguirre: partita tatticamente difficile da interpretare, visto che per larghi tratti è isolato. Divora il possibile vantaggio su assist di Prcic, esce stremato. Voto 6.5 (dal 39′ st Fabinho: c’è gloria anche per lui perché rientra dopo la lunga assenza e l’impressione è che nel finale di stagione voglia essere protagonista Voto n.g.)

Bisoli: torna al Sant’Elia con un look nuovo (barba di qualche giorno), ma con le solite idee che stavolta riesce a mettere ben a punto. Si lamenta per l’emergenza, ma non troppo, presagendo di ripetere Crotone. È il tecnico delle emergenze con notevoli capacità di motivatore proprio quando la situazione sembra precipitare. La partita si sviluppa così come lui l’aveva immaginata e preparata. E gli interpreti eseguono alla lettera le sue direttive. Voto 7.5

Twitter @mimar2000

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