di Mario Bravi*
Abbiamo appreso che è stato sottoscritto un accordo tra Regione e Province nel quale, all’interno delle riforme del sistema endoregionale, vengono conferite competenze alle Province con risorse relative a circa 1 milione e 500mila euro.
Se da una parte non possiamo non esprimere soddisfazione per la definizione di un punto di sintesi tra i livelli istituzionali della nostra Regione, dall’altra vorremmo poter essere messi nella condizione di sciogliere i nodi relativi all’esigenza che, accanto alle risorse, alle competenze e alle funzioni, si dia anche su questo versante una risposta adeguata e coerente alla questione lavoro.
Perché tutte le riforme avviate a partire dalla costituzione dell’Azienda Regionale dei Trasporti, hanno dimostrato che una riforma vera è tale se tutela anche le condizioni dei lavoratori interessati.
E nel caso in questione, salvaguardare il lavoro dei dipendenti delle Comunità Montane, con contratto pubblico e con il contratto della forestazione, significa anche salvaguardare i servizi, che nel caso specifico sono a tutela di uno dei beni più preziosi della nostra comunità regionale: il territorio.
In questo senso continueremo a svolgere una funzione propositiva e costruttiva, e per questo nell’incontro che si svolgerà il 15 luglio, chiederemo risposte chiare sui seguenti punti:
Un piano di attività dell’Agenzia Regionale della Forestazione, che sia in grado di dare seguito al lavoro e all’attività di tutti gli operatori delle Comunità Montane;
La definizione e il superamento di tutte le condizioni di lavoro precario;
Una definizione chiara del ruolo e delle funzioni delle Unioni dei Comuni;
Una risposta che dia certezze ai lavoratori di Umbraflor e Umbria natura e dei Consorzi di Bonifica.
Su tutti questi punti pensiamo che il confronto debba essere approfondito e possa dare risposte certe ai lavoratori del settore e a tutta la comunità regionale.
*Segretario generale regionale Cgil Umbria

