Rigenerazione dei borghi per rafforzare l’identità di Terni. La giunta comunale ha approvato la delibera che riguarda il programma strategico comunale “Rete dei borghi e delle comunità di Terni”. L’atto che è stato approvato nasce per permettere al Comune di partecipare ad un bando della Regione Umbria, il Pr Fesr 2021-2027, mirato alla riqualificazione territoriale ai fini culturali, favorendo inclusione, innovazione e sostenibilità
L’ok dell’esecutivo su proposta dall’assessorato ai Lavori Pubblici. «Si tratta di un documento di indirizzo e di rilievo strategico, a contenuto organizzativo – dichiara l’assessore Sergio Anibaldi – che persegue l’obiettivo principale della rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi storici, delle antiche municipalità e dei luoghi identitari del territorio ternano». Entrando nel dettaglio della delibera approvata, il programma punta a realizzare i seguenti obiettivi: rigenerazione sociale e welfare culturale: trasformare gli immobili storici in spazi aperti per attività creative e sociali, abbattendo barriere e usando l’arte per migliorare il benessere di giovani, anziani e fasce vulnerabili; rigenerazione economica: attivare micro-economie locali sostenibili basate sul turismo esperienziale, sul turismo lento e sull’inserimento socio-lavorativo di persone fragili; contrasto allo spopolamento: promuovere nuove opportunità occupazionali e giovanili per favorire la permanenza della popolazione residente nei borghi.
Il programma non si concentra su un singolo bene, ma mappa una rete diffusa di siti giudicati potenzialmente candidabili. Borghi e frazioni: Cesi, Papigno, Marmore, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco, Miranda, Collescipoli, Battiferro, Rocca San Zenone. Patrimonio immobiliare: ex sedi comunali, ex scuole, immobili culturali, spazi civici, patrimonio industriale storico e beni connessi alla Via Flaminia e alla Cascata delle Marmore.
La delibera approva anche la Relazione di Fattibilità e il Manifesto dei Borghi, e demanda alla direzione Governo del Territorio l’emanazione di un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di enti del terzo settore, università, fondazioni e imprese culturali. Viene inoltre prevista la nascita del Laboratorio permanente Rete dei borghi per garantire il confronto continuo e la partecipazione attiva della cittadinanza, in linea con la convenzione di Faro.
Lato fondi regionali, il contributo richiesto per ciascun progetto può variare da 201.000 a 500.000 euro, con una copertura dei costi pari al 100%, ed il progetto di valorizzazione deve avere una durata minima di 15 anni. Al momento dell’adozione, l’atto ha un valore esclusivamente strategico e di indirizzo, non comportando alcun impegno di spesa immediato né variazioni nel bilancio del Comune.
Rispetto al modello giuridico prescelto, infine, l’amministrazione comunale ha privilegiato il partenariato speciale pubblico privato – Pspp – scegliendo così di non adottare i classici modelli concessori o di appalto esternalizzato, ma preferendo puntare sulla sussidiarietà orizzontale e sulla co-progettazione tra pubblico e privato.
