Vincenzo Bianconi

di Chia.Fa.

«Bene la cassa integrazione in deroga concessa dalla Regione, ma serve aiuto anche per la parte contributiva dei salari perché la nostra è un’economia delicata, Norcia non è Capri né Milano». Così Vincenzo Bianconi, a margine dell’assemblea col centinaio di imprenditori di Confcommercio e Federalberghi, riunitisi per fare il punto della situazione a quasi venti giorni dal sisma che, riferisce l’associazione di categoria, ha causato danni a circa il 10 per cento delle attività, tutte le altre invece non hanno avuto problemi con l’immobile né con l’accessibilità «tanto che – dice Bianconi – mi fa piacere ricordare come molti dei negozi di corso Sertorio il 24 agosto alle 11 del mattino erano aperti, anche per dare servizi ai circa diecimila tra turisti e sportivi che erano presenti a Norcia quella notte».

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Confcommercio e Federalberghi Prima della fuga generale: «La categoria è pronta a uno sforzo straordinario, rimboccandosi le maniche come ha sempre fatto, tanto che per giovedì è in programma un nuovo incontro al fine di definire il calendario di iniziative tra novembre e dicembre, pensando anche al Natale e al Capodanno». Tra grandi strutture alberghiere, imponente commercio di salumi e tartufi, ristoranti e agriturismi con la loro filiera, qui nel cuore della Valnerina forza e vitalità non mancano «ma la nostra – dice Bianconi, che è vicepresidente provinciale di Federalberghi – è un’economia delicata, Norcia non è Capri né Milano. Abbiamo una corsa davanti – chiarisce usando una metafora – ma sappiamo che l’acqua nella borraccia finirà a metà percorso». Il traguardo è giugno 2017 quando l’associazione di categoria ipotizza la ripresina commerciale, il percorso sono i mesi bui della bassissima stagione, arrivati con largo anticipo causa sisma, mentre la borraccia è la capacità di tenuta delle aziende.

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Sostegno ai salari Ergo: «La cassa integrazione in deroga della Regione va bene ma non basta perché – dice Bianconi – le attività rimarranno aperte e avranno personale pur non lavorando. L’intervento chiave – va avanti – è un sostegno ai salari che continueremo a pagare, specificatamente per la parte contributiva, ed è questo che chiederemo al commissario Vasco Errani e alla presidente Catiuscia Marini». Nel frattempo si fanno i conti con gli alberghi vuoti: «C’è qualche turista straniero ieri avevo due architetti di San Francisco, quattro australiani e cinque inglesi, certo niente a che vedere coi 500 ospiti della notte del 24 agosto, ma noi siamo pronti a sforzi straordinari, neanche per noi è il primo terremoto, ma ci serve aiuto».

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M5s, utilizzare casette del sisma 1997 Intanto sabato il capogruppo del M5s in consiglio regionale, Andrea Liberati, ha proposto alla «giunta regionale di attivarsi per riutilizzare parte dei prefabbricati impiegati nel post sisma del 1997 in favore degli sfollati del terremoto del 24 agosto.Abbiamo già 730 prefabbricati in legno collocati tra Foligno (354), Nocera Umbra (267), Sellano (99) e Gualdo Tadino (10). Le strutture, ormai affidate ai Comuni, sono largamente disabitate e si trovano per lo più in buone condizioni grazie all’onerosa manutenzione in carico agli enti locali. Per questo un numero cospicuo di professionisti potrebbe effettuare rapidamente lo smontaggio delle casette, il trasferimento e la ricollocazione altrove, dando immediate e concrete risposte ai cittadini non interessati al contributo per l’affitto (autonoma sistemazione), scongiurando così sia le incertezze dovute alla stagione fredda, sia il doloroso allontanamento di famiglie che, invece, non devono in alcun modo essere sradicate dalle proprie comunità, dai propri affetti, dal proprio lavoro»

@chilodice

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