domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:16
1 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:49

Terremoto in Umbria, Ingv: «Piana di Castelluccio si è abbassata anche di 18 centimetri»

Studio sulle deformazioni del suolo prosegue coi satelliti dell'Agenzia spaziale italiana, documentata frana versante Vettore di 10 cm ed emersione faglia che ha prodotto sisma

Terremoto in Umbria, Ingv: «Piana di Castelluccio si è abbassata anche di 18 centimetri»
La mappa prodotta coi satelliti Cosmo-SkyMed

di Chia.Fa.

«La parte occidentale della Piana di Castelluccio ha registrato un abbassamento anche di 18 centimetri». Questo uno dei dati più significativi per l’Umbria riferiti da Stefano Salvi, dirigente tecnologo dell’Istituto di geofisica e vulcanologia-Centro nazionale terremoti (Ingv-Cnt), raggiunto telefonicamente giovedì mattina anche da Umbria24. A rilevarlo sono stati i sofisticati satelliti della costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e del ministero della Difesa che hanno permesso, coi risultati prodotti dai sensori, di arricchire lo studio già in corso sulle deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche legate al terremoto del 24 agosto.

Piana di Castelluccio e Monte Vettore L’analisi è curata da un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche, specificatamente dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Cnr-Irea di Napoli), e dell’Ingv col supporto dell’Asi, che si sono già avvalsi dei dati radar del satellite giapponese Alos2 e dei satelliti europei Sentinel-1. In questo senso il dirigente Salvi ha spiegato: «Secondo la misurazione e la geometria dei satelliti Cosmo-SkyMed, nell’area della Piana di Castelluccio l’abbassamento del terreno è arrivato anche a 18 centimetri, mentre nell’area del Monte Vettore il sisma ha prodotto una frana e i satelliti hanno registrato uno scivolamento del versante del monte di circa 10 centimetri». E poi: «Sullo stesso versante su cui si vede questa frana – prosegue l’esperto – sono state anche riscontrate  fratture che potrebbero indicare l’emersione del piano della faglia che ha prodotto il terremoto». In particolare, come si legge in una nota ufficiale di Ingv, sfruttando la tecnica dell’interferometria Sar differenziale, che è basata sul confronto tra immagini radar acquisite prima del sisma ed immagini successive all’evento, è stato possibile rilevare le deformazioni del suolo con accuratezza centimetrica.

Ingv: «Verifiche continue sul posto» I risultati hanno permesso di generare una mappa di deformazione sismica: «Tali risultati forniscono informazioni sulle deformazioni del suolo con grande dettaglio spaziale, grazie alle elevate risoluzioni del sistema Cosmo-Skymed e possono quindi essere particolarmente rilevanti per lo studio dei processi geologici e geofisici in atto», spiega Riccardo Lanari, direttore del Cnr-Irea. «La migliore risoluzione di misura delle deformazioni fornita dai satelliti consente di individuare effetti localizzati (frane, faglie riattivate) che vengono in continuazione verificati sul campo dalle nostre squadre di emergenza» conclude Salvi dell’Ingv. A conferma di ciò, nella figura è mostrata la mappa di deformazione ottenuta dai dati Cosmo-SkyMed, relativa all’area che si estende dalle zone di Tufo e Pescara del Tronto fino all’area di Castelluccio, che grazie all’alta risoluzione dei dati elaborati evidenzia molto bene una deformazione localizzata (identificata dalla freccia) che è probabilmente legata ad un fenomeno di instabilità di versante. Si tratta di un’area che si estende circa per 800 metri per 600, sul fianco del Monte Vettore.

 @chilodice

 

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