«Chiediamo sia a Nestlé sia a Confindustria di aprirsi al dialogo e al confronto di merito, con la disponibilità a ricercare un punto avanzato di accordo che abbia al centro un vero piano industriale e mostrando di credere al nostro Paese non solo come mercato ma anche come luogo della produzione manifatturiera., fatta anche della qualità professionale dei nostri lavoratori». La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, si rivolge direttamente alla multinazionale e all’associazione degli industriali per trasformare lo spiraglio che si è aperto venerdì tra azienda e sindacati in un corridoio per costruire il futuro della Perugina.
VIDEO – GRECO (CGIL): «RIPRESO IL DIALOGO»
MILLE IN PIAZZA PER LA FABBRICA
Un polo industriale «Nestlé – ricorda Marini in un intervento pubblicato sul Corriere dell’Umbria – ha già fatto accordi di questo tipo in altri Paesi europei ad alta protezione sociale, come la Germania. Se vuole può farlo anche con noi in Italia. Perugia può essere un polo industriale qualificato del cioccolato in Europa ed insieme Governo e Regione possiamo contribuire a potenziare scelte logistiche ed infrastrutturali utili a questa scelta, lavorando da sistema Paese. Noi siamo interessati non solo a rivendicare una storia, seppur prestigiosa, ma a costruire una strategia industriale per il futuro. Questo è il compito delle istituzioni ma anche dell’impresa. Ora sediamoci e lavoriamo insieme per trovare una giusta strada, affinché le persone ed i lavoratori qualificati di Perugina siano una opportunità e non un peso».
FOTOGALLERY: MANIFESTAZIONE A PERUGIA
Domande a Nestlè Un dialogo che, per Marini, «ha bisogno di reciprocità e di chiarezza». Per questo la presidente pone alcune questioni: se Nestlé crede ancora in questa fabbrica ed intende mantenere la proprietà per un lasso di tempo congruo alla realizzazione di un piano industriale; se vengono confermati gli impegni economico-finanziari per realizzare tutti gli investimenti proposti e quali sono le risorse finanziarie su cui contare nei prossimi anni; se è ‘ possibile ipotizzare un piano industriale che rafforzi San Sisto non solo come fabbrica dei baci ma anche come vero e proprio polo europeo del cioccolato nel quale Nestlé prova a concentrare nuove produzioni; se c’è disponibilità a confrontarsi sul piano di riorganizzazione delle fabbriche di Nestlé in Europa e quindi quale sia la visione industriale di medio-lungo periodo per lo stabilimento perugino». In questo ambito «le Istituzioni possono essere parte attiva di un percorso che preveda investimenti in innovazione, ricerca, tecnologie, nuove linee produttive».
NESTLÈ ATTACCA SINDACATI
RSU REGALA BACI A MATTARELLA
Giovani comunisti: «Sciopero» Contro la sospensione dello stato di agitazione, si esprimono i Giovani comunisti. «Non ci risulta, infatti – si legge in una nota – alcun esito positivo, men che meno vincente in merito a questa vertenza per il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici. Pensiamo che sia la strada più sbagliata quella di sospendere ogni forma, seppur minima, di conflittualità, sia per il futuro della vertenza sia per la dignità stessa del lavoro e dei/delle lavoratori/trici. Ci chiediamo se questa scelta infelice non sia diretta conseguenza dell’inizio di Eurochocolate, l’evento cittadino che vede coinvolta anche Nestle. In ogni caso, così, invece di alzare il livello di solidarietà e visibilità si spegne completamente l’attenzione. Senza lotta non si ottiene nulla. Sciopero generale subito».
