lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 05:02

Perugina, riprende il dialogo: sospeso stato agitazione. Polo logistico, Nestlè apre: «Ascoltiamo»

Azienda e Rsu tornano a parlarsi. Stop ai ricollocamenti incentivati «ma esuberi restano». Nuovo incontro il 19

di Iv. Por.

Dopo mesi di burrasca, torna un raggio di luce nel dialogo tra Nestlè e sindacati sul futuro della Perugina. La schiarita, segno evidente di una volontà reciproca di evitare lo scontro frontale, arriva durante il primo degli incontri tecnici tra management e Rsu nella sede di Confindustria, che seguono all’ultimo vertice al Mise e alla manifestazione di sabato scorso. La tensione, tuttavia, resta alta e anche se il confronto tra le parti avviene a muso duro, all’esterno si sceglie di stemperare i toni e rendere pubblico un messaggio di concordia.

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Si torna al piano industriale Chiaro che le cinque ore di discussione serrata nella sala giunta al secondo piano della sede degli industriali in via Palermo non siano riassumibili nelle poche righe della nota congiunta in cui Nestlè e Rsu comunicano che «la ricognizione degli accordi ha permesso la reciproca conferma della validità del piano industriale i cui investimenti proseguiranno secondo le tempistiche convenute sia per gli aspetti commerciali che tecnici».

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Un passo indietro ciascuno Si è convenuto, perciò, che ognuna delle parti compisse un passo indietro. Quindi Nestlè ha deciso di «congelare i percorsi rivolti alla ricollocazione esterna per favorire la ripresa di un percorso comune rivolto a reperire tutte le proposte – anche di carattere industriale – utili alla riduzione dell’impatto occupazionale». A fronte del dialogo ripreso e del nuovo incontro fissato per giovedì 19 ottobre, i sindacati, dal canto loro, dichiarano «sospeso lo stato di agitazione».

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Gli esuberi restano Al di là dei passi formali che segnano una ripresa del dialogo, il nodo del contendere resta tutto sul tavolo. Da Nestlè si fa trapelare la soddisfazione per il fatto che i sindacati abbiano preso atto come il tema degli esuberi sia tutt’altro che superato. Il direttore della Relazioni industriali, Gianluigi Toia, lo ha rimarcato a chiare lettere, durante il vertice, agli interlocutori. Per Nestlè l’aumento eventuale della produzione di cioccolato non smuove di un centimetro nella valutazione strategica di una fabbrica da 600 addetti, che poi altro non è che la dimensione attuale al netto della cassa integrazione.

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Soluzioni industriali: polo logistico? La vera “vittoria” del giorno da parte di Rsu e sindacati, quindi, sta tutta in quella frasetta del comunicato che parla di «ripresa di un percorso comune rivolto a reperire tutte le proposte utili alla riduzione dell’impatto occupazionale». Cosa vuol dire? Che Nestlè, mentre ribadisce che non c’è spazio per trattare su riassorbimento di esuberi nella linea produttiva, è pronta ad ascoltare altre proposte “industriali” da parte dei sindacati che possano produrre occupazione. Tipo l’idea di collocare a San Sisto tutta la logistica del gruppo Nestlè, lanciata da Luca Turcheria della Rsu durante la manifestazione di sabato scorso. Per ora non si è scesi nei dettagli, ma dalla multinazionale non c’è un no preventivo: si fa sapere che il 19 verrà ascoltata questa e le altre proposte con grande attenzione.

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Road map per l’accordo L’obiettivo comune è quello di arrivare il 9 novembre al Mise con una sorta di road map verso una soluzione della vertenza. Per favorirla, Nestlè ha congelato le offerte di ricollocazioni esterne incentivate (60 mila euro al lavoratore e 30 mila all’azienda che lo assume) a cui già avrebbero aderito circa 50 operai. Così come resta la suggestione del parco tematico sul cioccolato. Idee che, in prospettiva, dovrebbero assottigliare quel numero di 364 esuberi. Per il futuro di San Sisto e anche per salvare la faccia di chi siede a un tavolo di trattativa le cui sedie scottano ogni giorno di più.

Renzi incontra i lavoratori In occasione della tappa umbra del treno del Pd, martedì 17 ottobre, il segretario nazionale dei Dem Matteo Renzi incontrerà una delegazione dei lavoratori della Perugina. «Come Pd Umbria ci eravamo presi un impegno in questo senso – sottolinea il segretario regionale Giacomo Leonelli – e anche alla luce dei segnali di ripresa di un dialogo costruttivo, pur nella consapevolezza della complessità delle questioni sul tavolo, siamo e saremo impegnati a sostenere i lavoratori, i loro rappresentanti e le istituzioni perché la vertenza possa risolversi positivamente. Perugina rappresenta un patrimonio strategico per la nostra città e per l’Umbria – conclude Leonelli – e ciascuno dovrà fare la propria parte per scongiurare ridimensionamenti o soluzioni tampone».

 

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