Un Museo del Risorgimento in Umbria, dedicato al periodo compreso tra il 1798 e il 1870, per raccogliere e rendere accessibili documenti, cimeli, fotografie, bandiere, divise e altri reperti conservati negli archivi e negli enti pubblici e privati della regione. È il progetto avviato dall’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, presentato giovedì a Palazzo Cesaroni, a Perugia, insieme a un libro che censisce il patrimonio storico disponibile in otto città umbre.
Il lavoro La ricognizione, avviata nel 2023 e sviluppata nell’arco di due anni, è stata realizzata dall’Istituto guidato da Alberto Stramaccioni in collaborazione con l’Associazione nazionale archivistica italiana. L’indagine ha interessato Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Todi, individuate come i principali centri di riferimento per ricostruire le vicende del movimento risorgimentale regionale. Il lavoro ha portato alla pubblicazione del volume Dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia 1798-1870. Materiali per un Museo del Risorgimento in Umbria, curato da Gianni Bovini e Andrea Gobbini.

Il volume Il libro, di 482 pagine e illustrato a colori, raccoglie le schede dei documenti e dei reperti individuati nelle otto città. La parte documentale è accompagnata, per ciascun centro, da un inquadramento storico e da una cronologia dei principali avvenimenti in Europa, Italia e Umbria. Il censimento segue sei passaggi della storia risorgimentale: le esperienze giacobine del 1798-1799, i moti del 1820-1821, le rivolte del 1830-1831, la Repubblica Romana del 1848-1849, la rivolta di Perugia e la liberazione dell’Umbria del 1859-1860, fino al contributo umbro alla conquista di Roma capitale nel 1870.
I precedenti «Nella nostra regione si sviluppò un movimento risorgimentale importante – ha spiegato Stramaccioni – le cui testimonianze non sono mai state raccolte in un solo luogo e spesso non sono accessibili al pubblico». La ricognizione punta quindi a costruire una base documentaria per un progetto museale unitario, superando la frammentazione dei materiali tra archivi, biblioteche e istituzioni locali. In Umbria erano già stati avviati tre tentativi di realizzare musei dedicati al Risorgimento: a Foligno, a Palazzo Trinci, nel 1904; a Perugia nel 1909 e a Gubbio nel 1936. Le esperienze ebbero una durata limitata, anche per la mancanza di spazi adeguati a esporre documenti e cimeli. «Tre esperienze dalla vita travagliata, con problemi di spazio per l’esposizione di cimeli e documenti», ha ricordato Mario Squadroni, docente di Archivistica all’Università di Perugia ed ex soprintendente archivistico dell’Umbria.

Sede unica I materiali raccolti provengono in larga parte da iniziative promosse in passato dalle singole città, quando le famiglie che avevano partecipato agli avvenimenti risorgimentali donarono lettere, fotografie, dispacci, proclami e altri reperti. Documenti che sono stati successivamente conservati negli archivi comunali e nelle biblioteche. La realizzazione del nuovo museo richiederà ora il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali, chiamate a individuare una sede adeguata per l’esposizione e la consultazione del patrimonio. «Sarebbe necessario individuare una sede unica regionale – ha spiegato Stramaccioni – ma nel frattempo si potrebbero pubblicare online le immagini dei materiali a disposizione».
Archivio In alternativa a un’unica struttura espositiva, il progetto prevede la possibilità di realizzare un percorso tematico e cronologico consultabile online, capace di riunire la documentazione fotografica, cartacea e materiale proveniente dai diversi centri. È inoltre prevista la costituzione di un archivio del museo, con la catalogazione del patrimonio bibliografico e documentale sul Risorgimento presente in regione. Per contribuire alla definizione del progetto, l’Isuc ha già costituito un apposito Comitato, composto da 22 membri e coordinato dalla storica dell’arte Vittoria Garibaldi. Ne fanno parte, tra gli altri, Massimiliano Presciutti, Mario Squadroni e Alberto Stramaccioni. Il gruppo avrà il compito di definire le caratteristiche e l’organizzazione del futuro museo. Alla presentazione è intervenuta anche Vittoria Garibaldi, che ha richiamato il ruolo degli archivi e la consistenza del patrimonio individuato: «Il volume rende l’idea del grande lavoro che è stato svolto e del notevole patrimonio disponibile, tra documenti e reperti dell’epoca».


