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«Il Teatro Mengoni negli anni è diventato parte della vita di Magione, un luogo riconoscibile e condiviso, capace di accompagnare la comunità e di creare nel tempo un rapporto forte con il suo pubblico. Un risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione e alla sensibilità dell’Amministrazione comunale, che continua a credere nel valore del teatro come presidio culturale e luogo di incontro. È da questa relazione che nasce anche la nuova stagione: un cartellone capace di mettere insieme grandi autori, drammaturgia contemporanea, commedia, teatro civile e danza, cercando un equilibrio tra riconoscibilità e scoperta. Pinter, Murgia, Sciascia, Fo e Franca Rame sono alcune delle voci che attraversano una stagione pensata per offrire esperienze diverse e continuare a fare del Mengoni un luogo vivo, aperto e centrale nella vita culturale della città». Così il direttore del TSU Nino Marino presenta la stagione che partirà domenica 8 novembre.

L’assessore alla cultura del Comune di Magione Vanni Ruggeri aggiunge: «Nel corso della stagione teatrale 2026/2027 il Teatro Giuseppe Mengoni di Magione festeggia il trentesimo anniversario della sua riapertura al pubblico, avvenuta il 9 novembre 1996 con lo spettacolo Stanca di guerra, scritto e interpretato da Lella Costa. Quella sera, dopo quasi vent’anni di chiusura, la nostra comunità tornò a prendere posto in una sala che aveva creduto perduta, e riscoprì il teatro non come lusso, ma come necessità. Trent’anni sono il tempo di una generazione. Chi era bambino a quella prima serata oggi accompagna a teatro i propri figli; chi allora era già spettatore ha visto crescere, sulle stesse poltrone, un pubblico nuovo. In questo silenzioso passaggio di consegne sta forse il senso più vero di ciò che il Mengoni ha rappresentato: non un luogo dove si va, ma un luogo a cui si appartiene. Un teatro, in un paese, non è soltanto un edificio destinato allo spettacolo: è una piazza al coperto, uno dei pochi spazi in cui i cittadini siedono fianco a fianco, senza distinzioni, davanti alle stesse parole e alle stesse domande. Qui la comunità esercita, senza accorgersene, una forma autentica di cittadinanza. Da quel momento il nostro teatro non ha mai smesso di far parlare la scena, ha accolto compagnie di rilievo nazionale in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, teatro amatoriale, scuole, associazioni del territorio, diventando un presidio culturale di fondamentale importanza per Magione: lo specchio in cui una comunità si ritrova, si ascolta e si riconosce. Celebrare questi trent’anni non è un semplice omaggio, ma un atto di gratitudine verso chi volle quella rinascita e verso il pubblico che, ogni sera, la rinnova. E insieme un impegno: che il sipario continui ad alzarsi per chi verrà.»

La Stagione 2026/27 del Teatro Mengoni di Magione si apre quindi con Giorgio Marchesi e Simonetta Solder interpreti dello spettacolo L’Amante di Harold Pinter, per la regia di Veronica Cruciani: un brillante e tagliente gioco psicologico incentrato sui ruoli di potere all’interno di un matrimonio borghese. Il testo emblematico del drammaturgo britannico racconta un rapporto di coppia fondato sull’ambiguità, sul potere della parola e sul sottile equilibrio tra controllo e perdita.

Sabato 28 novembre alle 21 in scena Accabadora, l’adattamento teatrale di uno dei romanzi italiani più amati degli ultimi decenni, l’opera di Michela Murgia, vincitrice del Premio Campiello 2010. Con la regia essenziale di Veronica Cruciani e un’intensa interpretazione di Anna Della Rosa, lo spettacolo restituisce tutta la forza del romanzo e invita il pubblico a riflettere sul significato della cura, della maternità, della morte e del perdono.

Sabato 5 dicembre alle 21 in scena Bùbaro dei Bùbari, l’opera dell’autrice umbra Carolina Balucani, diretta da Antonio Latella, interpretata dai bravissimi Chiara Carrera e Luca Ingravalle e prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria: un racconto crudo e poetico su due giovani in fuga, fratello e sorella, uniti da un’appartenenza profonda che si fa identità e destino.

La Stagione prosegue domenica 20 dicembre alle 21 con la commedia cult degli ultimi 20 anni: Minchia Signor Tenente scritta e diretta da Antonio Grosso. Uno spettacolo in cui si parla di mafia, ma in maniera ironica e originale, facendo sì che la risata porti alla riflessione ma soprattutto al modo di porsi verso le ingiustizie.

In occasione del giorno della memoria, venerdì 29 gennaio alle 21, Ciro Masella e Massimiliano Di Giacinto portano in scena una delle più belle storie mai scritte, un classico della nostra letteratura, un racconto magistrale: L’amico ritrovato di Fred Uhlman. La storia di una grande amicizia “del cuore” messa a dura prova dalle leggi razziali, di un’intesa perfetta e magica nell’Austria che assiste all’ascesa inarrestabile di Hitler.

Domenica 21 febbraio alle 21 Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia con Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino per la regia di Antonio Syxty. Il romanzo prende vita in scena rimanendo fedele al testo, ma interpretato da due figure emblematiche: l’Uomo del Nord e l’Uomo del Sud. L’adattamento smonta e ricompone il racconto in una partitura teatrale dialettica che mette in tensione opposti fondamentali: Nord e Sud, verità e menzogna, parola scritta e voce orale, ideologia e disincanto.

Giovedì 4 marzo alle 21 Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari ed Elisabetta Mirra sono gli interpreti di Cena con sorpresa opera scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli; una sagace e divertente commedia che mette in discussione la morale e le aspettative sociali. Come reagiscono le nostre menti benpensanti alle novità che stravolgono i nostri modi di vivere quando una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?

Venerdì 19 marzo alle 21 l’attore, autore e conduttore televisivo Michele La Ginestra porta in scena il suo spettacolo Il piacere dell’attesa, per la regia di Nicola Pistoia. Una riflessione sul “passare del tempo” e sull’importanza del confronto con gli altri, che vuole spingere, tra una risata e un sorriso, a riconsiderare le priorità della nostra vita. Una commedia divertente, garbata ed emozionante.

Giovedì 1 aprile alle 21 Gaia De Laurentiis, Stefano Artissunch e Lorenzo Artissunch sono i protagonisti di Una giornata qualunque di Dario Fo e Franca Rame. Una commedia divertente e vivace che traccia un caustico ritratto delle nevrosi femminili condensando il meglio della comicità di Fo e Rame. «Un inno alla vita – spiega il regista Stefano Artissunch – ché mette in ridicolo il dramma che ciascuno di noi porta dentro, facendoci riflettere sul fatto che tutti abbiamo i nostri guai.»

La Stagione del Mengoni si chiude sabato 17 aprile alle 21 con la danza: in scena lo spettacolo Fio Azul di Collettivo Rosario: un rituale, un viaggio attraverso pattern ritmici e melodici che migrano dal Brasile all’Africa, dal Sudamerica all’Italia. Intessendo brani originali con arrangiamenti di brani dalle radici popolari, lo spettacolo narra in musica e danza le storie legate al mediterraneo e alle sue acque; una preghiera danzata dove coesistono lotta e gioco, forza e gentilezza.