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Le chiavi di una casa

Sotto l’albero di Natale le giovani coppie umbre, single e genitori soli troveranno un bando da 2,5 milioni di euro per l’acquisto dell’agognata prima casa. La misura, chiamata «Un tetto sopra ogni testa» e approvata nelle scorse ore in giunta regionale, approderà giovedì in consiglio per il via libera finale ed è stata presentata mercoledì dal vicepresidente Tommaso Bori e dall’assessore al Welfare Fabio Barcaioli.

Il bando Secondo quanto spiegato in conferenza stampa il contributo, a fondo perduto, potrà coprire fino al 30 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile, per un massimo di 30mila euro. Il bando non si rivolge soltanto alle giovani coppie, ma anche alle famiglie monoparentali e alle persone single. Per le coppie, sposate o conviventi, è richiesto che entrambi i componenti abbiano meno di 40 anni o compiano 40 anni nel corso del 2026. Le famiglie monoparentali devono essere composte da un solo genitore con almeno un figlio a carico; per i single, invece, l’età ammessa va dai 25 ai 40 anni, compiuti entro il 2026. L’accesso ai contributi è subordinato a requisiti economici e territoriali. L’Isee 2026 non dovrà superare i 25mila euro per le coppie e i 23mila euro per le famiglie monoparentali e i single. I richiedenti dovranno inoltre avere già la residenza in Umbria oppure svolgere nella regione un’attività lavorativa stabile, esclusiva o principale.

Tommaso Bori e Fabio Barcaioli nel corso della presentazione della misura

I dettagli L’immobile da acquistare dovrà trovarsi in Umbria, avere una superficie non superiore a 95 metri quadrati ed essere inserito in un edificio con almeno due abitazioni. Saranno ammesse le categorie catastali previste dal bando; esclusi gli acquisti da genitori, nonni o altri parenti ascendenti entro il secondo grado. Il contributo potrà comprendere anche le eventuali pertinenze dell’abitazione e sarà liquidato in un’unica soluzione, dopo la presentazione della documentazione richiesta. Le domande saranno organizzate in tre graduatorie distinte, una per ciascuna categoria di beneficiari. A caratterizzare la misura sono poi criteri di priorità e premialità per chi sceglierà di acquistare casa nei centri storici o nei borghi umbri, in linea con l’obiettivo della Regione di contrastare lo spopolamento e favorire il recupero dei nuclei abitati.

Vincoli e tempi Il sostegno comporta anche una serie di vincoli per chi lo riceverà. La residenza dovrà essere trasferita nell’immobile entro 60 giorni dalla stipula del rogito e mantenuta per almeno cinque anni. Per lo stesso periodo non sarà possibile vendere o affittare la casa, salvo autorizzazioni motivate da gravi e sopravvenute esigenze. Nel caso delle coppie, inoltre, l’abitazione dovrà essere intestata a entrambi i componenti, ciascuno per una quota del 50 per cento. La gestione delle pratiche, dalla verifica delle domande all’erogazione dei contributi, sarà affidata ad Ater e, secondo quanto spiegato mercoledì da Bori e Barcaioli, il bando sarà pubblicato prima di Natale.

Le risorse Assessore e vicepresidente hanno poi ricordato che il piano regionale per le politiche abitative si inserisce nella programmazione 2026-2028, che punta a rafforzare l’intervento diretto di Palazzo Donini in un settore segnato da difficoltà di accesso alla casa e da una progressiva perdita di residenti in diversi centri del territorio. Il bando va ad aggiungersi ai 20 milioni per ristrutturare circa 700 case popolari e, nel complesso, si parla di risorse regionali nel triennio pari al doppio dei fondi destinati dal Governo all’Umbria nell’ambito del piano nazionale.

Bori e Barcaioli Parlando dei 20 milioni di euro oggetto della riprogrammazione dei Fondi UE, Bori ha sottolineato che «non ci sembrava abbastanza; casa e lavoro per noi sono il discrimine tra una vita serena e il guardare al futuro con preoccupazione». «Questi bandi – ha ricordato poi Barcaioli – non si facevano da sei anni. Abbiamo iniziato con i 20 milioni per ristrutturare gli alloggi di Ater e poi siamo riusciti a trovare le risorse per questo bando, cercando di circoscriverlo un po’ ai piccoli borghi e ai centri storici, mettendo insieme anche le politiche per il ripopolamento». Presente alla conferenza stampa anche il presidente della Fondazione Umbria contro l’usura, Fausto Cardella, che ha sottolineato come siano in corso interlocuzioni con Ater «per capire se ci sono spazi di collaborazione».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.