di Chiara Fabrizi
Tre terremoti con magnitudo superiore a 3 (e l’ultimo di 3.9 alle 20.11) nitidamente avvertiti anche a Norcia, mentre vanno avanti le messe in sicurezza dei vigili del fuoco. Sabato, infatti, i pompieri hanno proseguito gli interventi progettati insieme alla Soprintendenza per stabilizzare il campanile di Sant’Antonio, una delle numerose chiese lesionate dal sisma del 24 agosto e dei giorni successivi. Intanto il commissario per la ricostruzione Vasco Errani è tornato in Umbria, precisamente a Cascia, dove insieme alla presidente Catiuscia Marini ha incontrato i sindaci della Valnerina per illustrare le misure contenute nel decreto del governo sulla ricostruzione. Alla vigilia del trasferimento all’istituto superiore Battaglia dei bimbi della scuola elementare, poi, il capogruppo del M5s in Regione, Andrea Liberati, chiede chiarezza sulla faglia che attraversa il piano di fondazione dell’edificio scolastico.
Papa Francesco tra i terremotati: foto e video
Pompieri salvano opere
TUTTO SUL TERREMOTO
Bimbi tornano a scuola ma genitori s’infuriano
Urbanizzazione campi casette in venti giorni
Tre terremoti con magnitudo superiore a 3 Doppia scossa Attimi di apprensione anche a Norcia nel primo pomeriggio di sabato quando, intorno alle 14.20, la terra è tornata a tremare con intensità. I sismografi dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) hanno infatti registrato una scossa di magnitudo 3,5 con epicentro a nove chilometri dalla città di San Benedetto e al di là del confine col Reatino. Al nuovo terremoto ne è seguito nel giro di pochi minuto un secondo di minore entità, ma comunque sempre superiore a 3. Alle 14.40 è stato infatti registrato il secondo evento sismico di rilievo della giornata, con epicentro sempre localizzato nella medesima zona. Poi la più forte, di magnitudo 3.9 con epicentro nel Reatino alle 20.11, quando nonostante la pioggia la gente è uscita in strada. Tutte le scosse sono state nitidamente avvertite dalla popolazione, che ormai da 44 giorni fa i conti con la crisi sismica. Come precisato nel corso delle settimane da più esperti la fase in corso è destinata a protrarsi nel tempo, tanto in Emilia quanto a L’Aquila si sono registrati terremoti per circa quattro mesi.
Via ai lavori sulla strada di Castelluccio
A rischio lo zafferano di Ilaria e Lorenzo
Tutti fuori dalle tende
Pompieri al lavoro sul campanile di Sant’Antonio Mentre la terra continua a tremare va avanti il lavoro dei vigili del fuoco. In particolare, sabato i pompieri hanno accelerato sulla messa in sicurezza del campanile della chiesa di Sant’Antonio, nel centro di Norcia, lesionato dal terremoto. L’intervento risulta in dirittura d’arrivo tanto che a stretto giro si dovrebbe procedere alla riapertura del traffico nella sottostante via della Circonvallazione, che corre intorno alle mura castellane, pure queste danneggiate in più punti. Con una nota il comando regionale dei vigili del fuoco ha spiegato che in considerazione sia dell’imponenza del campanile di Sant’Antonio che della sua posizioe, la messa in sicurezza è rivelata particolarmente complessa, richiedendo un impegno massiccio in termini di uomini, mezzi e attrezzature. L’occasione è anche buona per tirare le fila delle attività svolta dai vigili del fuoco che dallo scorso 24 agosto hanno compiuto oltre 2.600 interventi tra il territorio della Valnerina, dello Spoletino e del Folignate. Lo sforzo dei pompieri, quaranta gli uomini sempre in servizio al campo base di Norcia, continua soprattutto a San Pellegrino dove sono costanti i servizi di assistenza alla popolazione terremotata che richiede quotidianamente di prelevare effetti personali dalle proprie abitazioni. Contestualmente si lavora per ridurre le situazioni di rischio e quindi di pericolo collegate ad alcuni fabbricati. Le puntellature di competenza dei vigili del fuoco sono fondamentali per centrare la riduzione dei perimetri delle tre zone rosse (Castelluccio, San Pellegrino e una piccola porzione del centro di Norcia).
Sindaco di Norcia: «Ecco le sfide che ci aspettano»
Messa in sicurezza del campanile crollato
Appello dalla tenda al ministro Giannini
Marini con Errani incontra i sindaci della Valnerina A Cascia il commissario Errani e la presidente Marini hanno, invece, incontrato i sindaci in vista del decreto per la ricostruzione atteso ormai a giorni: «Questo incontro ha l’obiettivo di condividere le informazioni che ci consentiranno di affrontare nel più breve tempo possibile la fase operativa della ricostruzione del patrimonio pubblico e privato, sui beni culturali, ma anche il sostegno delle attività economiche nell’ambito di una forte collaborazione tra i vari livelli istituzionali e un comitato istituzionale di cui faranno parte sindaci e rappresentanti delle Province per garantire una gestione continuativa della ricostruzione. Tra le novità previste dal decreto anche un unico ufficio per la ricostruzione che non significa centralizzato visto che avrà una sede a Norcia e una a Foligno, garantendo così operatività territoriale». Dopo aver evidenziato come in Umbria la fase di emergenza del terremoto sia stata gestita con «capacità e prontezza» il commissario Errani è tornato su alcuni punti del decreto: dalla unicità della centrale di committenza (Invitalia), alle white list a cui dovranno obbligatoriamente iscriversi le imprese impegnate nella ricostruzione pubblica e privata: «Queste misure consentiranno di semplificare le procedure, ma anche di avere un elemento importante di valutazione delle aziende e di certificazione che va oltre il sistema antimafia e che incrocia quanto previsto dal nuovo codice degli appalti. Allo stesso modo – ha ribadito – si prevede una lista per i professionisti relativa alle capacità professionali e gestionali rispetto al numero di pratiche che possono essere assunte per evitare concentrazioni eccessive che generano lungaggini».
Ordinate novanta casette
In Umbria un sisma ogni dieci anni
Almeno cento messe in sicurezza
Le novità del decreto del governo Fra le novità del decreto anche l’impossibilità di chi ha avuto rapporti con una azienda di ricoprire il ruolo di direttore dei lavori per quella stessa azienda ed il finanziamento, accanto all’adeguamento sismico, del miglioramento sismico con una resistenza al terremoto dell’80 per cento. Verranno finanziate al 100 per cento le prime case e le seconde abitazioni ubicate nelle aree interne, al 50 per cento verrà invece finanziato il recupero delle seconde abitazioni fuori dalle aree interne. «Un impegno forte nel decreto è previsto per l’ economia, in particolare per il settore del turismo e della promo – commercializzazione per sostenere anche le aree attigue a quelle direttamente colpite ma che comunque hanno subito gli effetti del terremoto. Per le imprese danneggiate èad esempio previsto un prestito d’onore di 30 mila euro con preammortamento di 3-5 anni a zero interessi e lunghissimi tempi di rientro così da dare una prima boccata d’ossigeno ed evitare delocalizzazioni». Previsti anche finanziamenti fino a 600 mila euro per progetti di riqualificazione e innovazione per tutti i tipi di imprese, con preammortamento in 3 anni, zero tasso d’ interesse e 15 anni per la restituzione. Individuate anche politiche specifiche per l’agricoltura a sostegno soprattutto delle filiere integrate: «C’è stato – ha detto Errani – uno sforzo straordinario da parte del governo, inedito dal punto di vista finanziario. Il decreto sarà strutturato in modo da rispondere al complesso delle questioni della ricostruzione dando sin dall’inizio certezze sulle risorse necessarie con l’obiettivo di ricostruire in legalità, sperimentando un nuovo modello di crescita economica delle aree interessate per evitarne lo spopolamento, e dando per il futuro un modello efficace da seguire in caso di calamità naturali . In questo quadro – ha concluso Errani – la cooperazione tra i diversi livelli istituzionali riveste una importanza straordinaria. Se sapremo cooperare – ha detto – avremo una accelerazione degli interventi rispetto alle esperienze precedenti».
Spostata massa di 2.500 tonnellate
Massima velocità di scuotimento a Norcia
Shekemap Ingv delle scuosse più forti
«Appennino più largo di 3 cm»
«Così si è rotta la faglia»
«Piana di Castelluccio giù di 18 cm»
Scossa di magnitudo 6: animazione 3D
Liberati calca la mano sulla faglia del Battaglia Nelle ultime ore si registra anche la richiesta del capogruppo Liberati (M5s) che chiede chiarezza sulla faglia che passa sotto l’istituto Battaglia, dove da lunedì rientreranno i bimbi delle scuole elementari, dal 12 settembre scorso alloggiati nelle tende pneumatiche della protezione civile trasformate in aule e nella tensostruttura del consorzio privato Norcia promotion: «Richiederemo – scrive Liberati – l’intervento dell’Ordine dei Geologi per illustrare i possibili rischi di questa scelta su cui la Regione deve fornire le più ampie ed esaustive spiegazioni. Il gruppo M5s ha anche intenzione di richiedere l’audizione in commissione della preside del Battaglia, la prof Rosella Tonti. Attendiamo ancora una risposta proprio su una nostra interrogazione relativa agli immobili pubblici e privati realizzati su faglie attive in Umbria: abbiamo richiesto se ne esista un elenco e perché, pure in tempi recenti, siano stati autorizzati edifici su faglia a dispetto di studi di microzonazione sismica già in possesso della Regione medesima. Come si fa a parlare di mitigazione del rischio, quando si continua a costruire in questo modo?».
Verifiche su 200 beni culturali
Tecnici del Mibac al lavoro nella chiesa di Castelluccio
Danni in 180 chiese
Altra lettera della preside diffuso dal M5s Lo stesso Liberati ha poi diffuso un altro documento firmato dalla dirigente scolastica, risalente alla metà di settembre, in cui si legge: «Il 19 settembre gli studenti delle medie e delle superiori rientreranno nelle rispettive sedi dopo gli interventi resi necessari a seguito del sisma. Nel rispetto degli esperti che dopo i lavori di consolidamento degli edifici li hanno dichiarati agibili, secondo il mio parere è prematuro considerarli tali in quanto con queste scosse continue potrebbero subire nuovi e ulteriori danni. Mi domando: ma questi ragazzi come riusciranno a svolgere le lezioni concentrandosi sugli argomenti proposti se ogni ora circa c’è una nuova scossa (con relativa evacuazione, ndr)? Quale sarà il loro stress psicologico a fronte di dover gestire contemporaneamente il terremoto e la matematica? Molti documenti stanno usufruendo, come previsto dai loro diritti, dei permessi, mentre alla scuola media per mancanza di risorse non è stato possibile attivare l’intervento degli psicologi come fatto per la scuola elementare, nonostante gli studenti delle medie sono quelli che forse ne avrebbero maggior bisogno in considerazione della maggiora consapevolezza. Chiedo quindi una struttura modulare anche per questi alunni (delle scuole medie e superiori, ndr) al fine di permettere ai nostri ragazzi di svolgere in tutta tranquillità i percorsi di crescita e di formazione di cui hanno diritto».
@chilodice
