giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:18
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:02

Sisma, ordinate novanta casette per gli sfollati di Norcia. Ricostruzione, scattano misure antimafia

A quasi un mese dal terremoto del 24 agosto Errani e Curcio fanno il punto con la presidente Marini e i sindaci. Summit in prefettura contro le infiltrazioni criminali negli appalti

Sisma, ordinate novanta casette per gli sfollati di Norcia. Ricostruzione, scattano misure antimafia
Il prototipo delle Sae

di Chiara Fabrizi

A quasi un mese dal terremoto del 24 agosto l’Umbria ha formalmente richiesto la prima fornitura di casette prefabbricate per gli sfollati di Norcia. Novanta le soluzioni abitative emergenziali (sae) già ordinate, ma il fabbisogno sarebbe di poche unità superiore e verrà definitivamente fissato soltanto al termine delle verifiche di agibilità nelle case non ancora terminati. Intanto la terra a Norcia continua a tremare. Nella serata di giovedì poco dopo le 22 i sismografi dell’Istituto di geofisica e vulcanologia hanno registrato due scosse in rapida sequenza, la prima di magnitudo 3,8 e poco dopo di magnitudo 3,3 entrambe con epicentro nel territorio comunale di Norcia a una decina di chilometri dal centro, praticamente a confine tra Umbria e Marche nel territorio comunale di Norcia. Il doppio terremoto è stato nitidamente avvertito anche a Spoleto e Foligno.

Ordinate novanta casette  Il passaggio sui moduli abitativi compiuto da Comune e Regione è emerso giovedì a margine della visita in Umbria del commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo del dipartimento nazionale di protezione civile, l’ingegner Fabrizio Curcio.I due dopo essere tornati a Norcia per fare il punto con la presidente Catiuscia Marini e i sindaci dei comuni coinvolti (per ora nel cratere anche Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto), hanno poi raggiunto nel tardo pomeriggio Perugia per partecipare al summit convocato dal prefetto Raffaele Cannizzaro che con gli amministratori degli enti locali e i vertici territoriali delle forze di polizia ha vagliato le prime misure antimafia da adottare in vista della ricostruzione. Sono quindi novanta i moduli abitativi in acciaio che verranno prodotti a Terni, dove martedì erano già stati Curcio ed Errani per visionare il primo prototipo di sae realizzato dalla Cosp tecno service, associata del Consorzio nazionale servizi (Cns), che due anni fa si è aggiudicato l’appalto. Al Centro operativo comunale (Coc) di Norcia, Curcio ed Errani hanno fatto il punto sui 555 sfollati assistiti nella notte tra mercoledì e giovedì dalla protezione civile. La priorità resta liberare la tende in cui almeno a Norcia alloggerebbero ancora un centinaio di persone, tra il campo di San Pellegrino e le cosiddette tende sparse, che tra la grande paura per le scosse continue e la poca propensione ad allontanarsi dalle abitazioni danneggiate non sono ancora entrati negli alberghi, né hanno richiesto il contributo di 600 euro a famiglia erogato per l’autonoma sistemazione (casa in affitto o altra collocazione).

La partita delle messe in sicurezza Dal Comune di Norcia, a margine del summit con Curcio, Errani e la Marini, filtra un certo malumore per i sopralluoghi una certa insofferenza legata non soltanto alla conclusione delle attività ma anche all’elaborazione dei dati fondamentali per i passi successivi, ossia messe in sicurezza e organizzazione dei campi casette. In questo senso, però, dalla protezione civile regionale viene assicurato che entro lunedì il cerchio intorno alla maxi ricognizione sarà sostanzialmente chiuso. In attesa di conoscere il numero esatto delle persone che non potranno rientrare in casa nel breve periodo, si è proceduto a ordinare le prime novanta casette prefabbricate che verranno montate in due campi, entrambi all’interno del territorio comunale di Norcia, uno nell’area dove vennero già sistemati i moduli abitativi per il sisma del 1979 e l’altro a San Pellegrino, dove invece il campo è da urbanizzare e occorre quindi anche la progettazione per i sottoservizi e le pavimentazioni. Ma l’altra partita cruciale che si è aperta è quella delle messe in sicurezza affidate alle squadre di vigili del fuoco che hanno già compiuto alcuni interventi urgenti, come quello su una parete pericolante a Castelluccio che ha permesso di dare accoglienza alla mezza dozzina di residenti del paese nel vicino agriturismo, ma altre ne dovranno essere compiute. A San Pellegrino, invece, le puntellature risultano programmate ma non ancora iniziate.

Ricostruzione, scattano misure antimafia Gli interventi sono particolarmente importanti perché permettono di restringere il perimetro della zona rossa, permettendo a chi ha l’agibilità di rientrare in casa. Una quantificazione delle messe in sicurezza che dovranno eseguire i pompieri nei quattro comuni, però, non è al momento disponibile. Altri elementi emergeranno sicuramente nella mattinata di oggi quando il presidente del consiglio, Matteo Renzi terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme ai governatori delle quattro Regioni colpite dal sisma. Il prefetto Cannizzaro ieri pomeriggio ha accolto nella sede di piazza Italia gli amministratori locali, dai sindaci alla presidente Marini, il commissario Errani e l’ingegner Curcio, oltre i vertici territoriali delle forze di polizia e dei vigili del fuoco per il primo sulle misure necessarie per tenere alla larga le organizzazioni criminali e mafiose dalla ricostruzione post sisma. «Si è stabilito – ha spiegato nella prima serata una nota della prefettura – di avviare capillari azioni di verifica degli affidamenti e delle forniture disposti con procedure di somma urgenza, ma anche di estendere a una platea di soggetti più ampia il ricorso ai protocolli di legalità» preesistenti.

@chilodice

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