sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 14:06
10 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:23

Terremoto, verifiche su oltre 200 beni culturali: 70 per cento sono chiese, squadre Mibac al lavoro

Pronto intervento per campanile di Castelluccio e portale di Frascaro, poi Sant'Antonio. Finora verifiche esterne, via anche a sopralluoghi interni coi pompieri

Terremoto, verifiche su oltre 200 beni culturali: 70 per cento sono chiese, squadre Mibac al lavoro
Campanile di Castelluccio (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Sono più di duecento i beni culturali umbri su cui dovranno essere compiuti i sopralluoghi speditivi, cioè esterni, e poi quelli di secondo livello che prevedono l’accesso degli esperti del ministero dei Beni e delle attività culturali (Mibac) nei manufatti storici danneggiati dal sisma del 24 agosto, naturalmente accompagnati dai vigili del fuoco.

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Più di 200 beni culturali da controllare Sorvegliati speciali sono naturalmente i campanili delle chiese capaci di causare il cosiddetto danno indotto, vale a dire il cedimento di un’abitazione vicina o comunque rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica. Dopo il crollo del campanile di San Pellegrino all’alba del 25 agosto, è stato disposto il pronto intervento anche per quello gravemente lesionato di Castelluccio dove gli esperti hanno quasi ultimato la cerchiatura. Già sabato mattina dovrebbe scattare la seconda messa in sicurezza che interesserà la chiesa di Frascaro, specificatamente il portale visibilmente compromesso, dopodiché con ogni probabilità si lavorarà al campanile di Sant’Antonio nel centro di Norcia.

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Circa 70 per cento sono chiese, squadre Mibac al lavoro I sopralluoghi speditivi sono in corso e stando a quanto riferito dalla protezione civile regionale, le richieste di messa in sicurezza per evitare il danno indotto in caso di cedimento sarebbero già una decina, mentre sempre da sabato dovrebbero iniziare i sopralluoghi di secondo livello, quelli interni coi pompieri. Delle oltre 200 richieste di sopralluogo circa il 70 per cento è rappresentato da chiese e i beni più colpiti sono quelli dei quattro comuni Norcia, Cascia, Preci e Monteleone, anche se risultano diverse domande anche da Cerreto, Foligno e Spoleto, dove ad esempio è stato chiuso in via precauzionale il Ponte delle Torri.

@chilodice

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