di Enzo Beretta
Il «grido di dolore» di Perugia è stato costante. «I magistrati umbri – dice Luca Forteleoni, presidente della Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura che si occupa della mobilità delle toghe – non hanno mai smesso di segnalare le problematiche di organico e le sofferenze legate soprattutto alla mancanza del personale amministrativo. Il vero problema sono le piante organiche che non vengono aggiornate dagli anni Cinquanta o Sessanta. Nel frattempo è cambiata l’Italia, è cambiato il contesto socioeconomico, sono decuplicati i fascicoli».
E’ doveroso un adeguamento. Perché aspettare tutto questo tempo?
«Attendiamo la riforma da tanti anni, il ministero della Giustizia sta predisponendo le nuove piante. Pensi che in Veneto, ossia una delle aree più industrializzate del nostro Paese, da decenni hanno lo stesso numero di giudici del lavoro. Anche Perugia è rimasta tale e quale, nel frattempo però sono arrivate la competenza territoriale su Roma e una valanga di fascicoli sulla Legge Pinto. Inevitabilmente il sottodimensionamento delle piante organiche si riflette sui cancellieri».
Nel 2015 l’ex presidente della Corte d’appello lamentava un deficit di 139 dipendenti tra amministrativi, funzionari e ufficiali giudiziari, 100 nel 2016, il 19 per cento in meno di quanti ne servirebbero…
«Al ministro Orlando chiediamo concorsi. Vanno indetti con urgenza, a livello nazionale mancano 9.046 persone. Conosco bene la realtà umbra: qui il problema si è leggermente attenuato grazie alla mobilità, per esempio dalle Province, ma 100 unità sono tantissime. Il deficit dell’organico amministrativo rappresenta il problema dei problemi».
E i magistrati?
«Attualmente nel distretto di Perugia la vacanza è quantomeno attenuata ma neppure a pieno organico i problemi verrebbero risolti. Se trenta o quaranta anni fa bastavano quegli organici oggi sono insufficienti perché il contenzioso è aumentato. Attualmente il tribunale penale di Perugia prevede otto unità, ce ne sono sei e presto rimarranno in cinque. L’ultimo bando è deserto, senza aspiranti, nessuna domanda. Se entro la metà di luglio la scopertura risulterà superiore al 20 per cento chiederemo al ministero di far diventare Perugia sede disagiata».
Alla stregua di molti distretti del Sud Italia.
«Può sembrare un paradosso ma non lo è. La scopertura di due o tre unità innegabilmente può far soffrire l’ufficio. Però se non ci sono domande è uno dei pochi modi che ci sono per tentare di colmare il gap».
Cosa cambia per i giudici?
«Benefit nei punteggi professionali e 1.600 euro netti in più al mese».
LA RELAZIONE DEL CSM AL MINISTERO
Perugia, art. 11 su Roma, non è stata inserita nella relazione che il Csm ha inviato in via Arenula. E’ un aspetto che può destare preoccupazione?
«Nemmeno per sogno, l’elencazione è esemplificativa e riguarda tutti gli uffici giudiziari. E’ il momento di invertire la tendenza trasformando il circolo da vizioso in virtuoso: bisogna potenziare subito le strutture della Giustizia e assumere amministrativi qualificati. Solo così, domani, si potrà risparmiare sui risarcimenti per l’irragionevole durata dei processi».
