Un treno regionale in Umbria

I sindacati del settore ferroviario Filt Cgil, Uiltrasporti, Orsa Trasporti e Ugl Ferrovieri chiedono l’introduzione di una legge speciale per l’Umbria e le sue infrastrutture, definita come «una misura straordinaria che garantisca ai treni regionali e interregionali la possibilità concreta di percorrere le tratte dell’Alta velocità». La proposta è emersa lunedì a Perugia durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, convocata per illustrare i gravi disagi causati al territorio dalla ormai nota delibera 49 di quest’anno dell’Autorità di regolazione dei trasporti, già al centro di un’altra conferenza stampa tenuta giorni fa dall’assessore Francesco De Rebotti. Il provvedimento fissa a 250 chilometri orari, a partire dal mese di settembre, la velocità minima per l’accesso a tratte strategiche come la linea Direttissima Roma-Firenze, riducendo lo spazio per il trasporto pubblico locale.

La velocità I segretari regionali Ciro Zeno, Stefano Cecchetti, Luca Taraddei e Paolo Brogi contestano la decisione dell’autorità regolatrice, ritenendola dettata da motivazioni esclusivamente commerciali. Secondo i rappresentanti sindacali, escludere i treni regionali veloci dalla Direttissima significa costringere i convogli sulla linea lenta, allungando i tempi di percorrenza fino a un’ora. Questo accade perché i tagli ai binari effettuati in passato rallentano la marcia dei treni interregionali fino a 30 chilometri orari qualora si trovino dietro a convogli locali soggetti a tutte le fermate intermedie. I sindacati hanno sottolineato l’incoerenza del provvedimento, ricordando che la regione dispone di nuovi mezzi in grado di viaggiare a 200 chilometri orari che rimarranno esclusi dalle linee veloci. Le sigle sindacali sottolineano che «un treno progettato per viaggiare a 200 all’ora, per coprire i circa 50 chilometri della tratta Orte-Roma, impiega appena 3 minuti in più rispetto a un treno che viaggia alla velocità di 250 chilometri orari».

Privatizzazione I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso inoltre una netta contrarietà ai processi di privatizzazione del Gruppo FS, paventando il rischio di un abbandono dei collegamenti locali a favore delle sole tratte di mercato. La situazione attuale, definita dai sindacati come un collasso del servizio, ricade anche sul personale di front office, come capitreno e addetti alle biglietterie, che si trova esposto alle quotidiane proteste dei pendolari per i ritardi e le soppressioni dei convogli. Tutti temi dei quali l’assessore De Rebotti, discuterà lunedì pomeriggio con i sindaci del territorio per coordinare le prossime iniziative e fare pressione sul governo nazionale al fine di mitigare gli effetti del provvedimento dell’Art.

L’audizione Nel frattempo, la Seconda commissione del consiglio regionale ha esaminato il Piano di bacino e il nuovo sistema tariffario regionale, presentato nei giorni scorsi in vista dell’agognata gara. De Rebotti e l’amministratore unico di Umbria Tpl e Mobilità, Emilio Giacchetti, hanno illustrato il piano per uniformare le tariffe di biglietti e abbonamenti sul territorio. Per neutralizzare l’aumento del costo dei biglietti legato al mancato adeguamento Istat degli ultimi anni, l’amministrazione regionale ha previsto una copertura finanziaria di circa due milioni di euro per il secondo semestre del 2028 e di quattro milioni a partire dalle annualità successive, fondi utili anche a garantire le agevolazioni tariffarie per gli studenti. Il monitoraggio del servizio sarà potenziato tramite l’installazione di nuovi sistemi tecnologici a bordo dei mezzi per rilevare in tempo reale il flusso dei passeggeri.

Il Patto avanti Sulla situazione dei trasporti sono intervenuti anche i gruppi di maggioranza, che collegano le attuali criticità a una prolungata assenza di programmazione e alle scelte del ministero delle Infrastrutture. L’alleanza ha espresso sostegno al percorso di riordino avviato dalla giunta regionale, confermando l’impegno a contrastare l’isolamento della regione e a difendere la natura pubblica del servizio di mobilità per i cittadini e i lavoratori umbri.

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