sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 06:55
10 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:42

Giustizia, l’avvocato Falcinelli: «Sproporzione tra numero di pm e giudici del tribunale di Perugia»

Il presidente della Camera penale: 'Insieme a Nicla Restivo se ne vanno esperienza e professionalità. Sempre più spesso suggerisco ai miei clienti la strada del processo civile'

Giustizia, l’avvocato Falcinelli: «Sproporzione tra numero di pm e giudici del tribunale di Perugia»
Francesco Falcinelli, avvocato e presidente della Camera penale di Perugia

di Enzo Beretta

«Tanti pubblici ministeri (14) per troppi pochi giudici (6)». E’ anche per questa «sproporzione», secondo l’avvocato Francesco Falcinelli, che le cose non vanno troppo bene al tribunale penale di via XIV Settembre. Il presidente della Camera Penale di Perugia dice che «la qualità della Giustizia non si misura con i numeri ma con la ponderazione delle decisioni».

E i rinvii? E le prescrizioni?
«In tribunale i processi arrivano a distanza di anni dai fatti, la strategia dell’avvocato difensore non è mai la prescrizione».

Tante volte non vi dispiace neppure…
«Le prescrizioni che innegabilmente maturano eludono la funzione giudiziaria perché il dibattimento è il cuore del processo, il momento in cui si forma la prova utile a valutare l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato. Il processo col fiato sul collo non è un processo di qualità».

Avvocato, ogni giorno assistiamo a rinvii lunghi, quando i dibattimenti arrivano a conclusione sono passati anni rispetto all’inizio dell’istruttoria. Talvolta passano mesi perfino dalla requisitoria alla sentenza. Un fatto di pochi giorni fa: in seguito al fallimento del Perugia Calcio avvenuto nel maggio 2010 l’ex presidente è stato rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta, prima udienza filtro nel febbraio 2018.
«La bancarotta fraudolenta si prescrive in dodici anni e mezzo…».

Di questo passo non sono sicuro che arriveremo in Cassazione entro il 2023. E parliamo di un caso in cui i termini di prescrizione sono molto più lunghi rispetto a tante altre ipotesi di reato. Come spiega ai suoi assistiti, vittime di reati, i tempi di questa giustizia?
«Soffrono i tempi lunghi dei processi, li informiamo e sono costretti a prendere atto di una situazione oggettiva. Quando il processo penale arranca consiglio ai miei clienti il processo civile, l’azione nella sede propria, il risarcimento è più importante…».

Nel migliore dei casi è una giustizia a metà.
«Ho capito, ma dal penale sono partiti alcuni giudici che non sono stati rimpiazzati».

I magistrati si trasferiscono su loro domanda.
«Ora andrà via anche la presidente del secondo collegio, Nicla Restivo. E’ una perdita di esperienza, conoscenza e professionalità. Sono sicuro però che da questa situazione se ne uscirà».

Certamente, bisogna vedere in quale modo. Il grosso problema è la mancanza di cancellieri.
«Ne servirebbero almeno, almeno, quattro o cinque per seguire le udienze. Al momento il personale amministrativo è insufficiente. La situazione è drammatica. Circa un anno fa insieme al presidente del tribunale Aldo Criscuolo e all’allora presidente dell’Ordine degli avvocati Carlo Orlando siamo andati al ministero a rappresentare le criticità della sezione penale al sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, ma nonostante le rassicurazioni non è stato ottenuto il risultato auspicato. Diversamente da altre sedi giudiziarie politicamente più influenti».

Avvocato Falcinelli, Lei esercita la professione forense dal 1988. Il tribunale di Perugia sta vivendo il suo momento più difficile?
«E’ difficile dirlo perché la società cambia e ogni epoca ha fatto registrare criticità diverse. Non credo però sia il momento peggiore, i problemi risalgono comunque nel tempo».

Si commettono più reati rispetto a prima ma alcune piante organiche, una su tutte quella del tribunale penale, non viene adeguata da troppo tempo ormai.
«In via XIV Settembre c’è anche il problema di una struttura insufficiente, l’aula A è risultata inadeguata ma l’apertura di una nuova stanza vicino al Riesame è un segnale positivo. Come è un segnale positivo la possibilità di inviare atti a mezzo Pec per ottemperare alle carenze in cancelleria».

Siamo anche nel 2016…
«Tutto viaggia a mille all’ora ma il Codice è quello del 1988, è come se fosse trascorso un secolo…».

Se i processi si bloccano in primo grado quale futuro vede per la Corte d’appello di Perugia?
«Come Camera penale ci impegneremo ancora affinché venga preservata nella nuova prospettiva di geografia giudiziaria una sede che ha espresso qualità, tradizione e prestigio. Tra Roma e Firenze non ci può essere il deserto».

Purtroppo Perugia è anche collegata male. Arrivare qui in treno è un’odissea.
«Gallerie permettendo in macchina si arriva benino…».

©Riproduzione riservata

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