Espulso il 29enne pericoloso di Fontivegge. In questo ore le forze dell’ordine hanno dato esecuzione al provvedimento del cittadino gambiano che nella serata di mercoledì era stato arrestato per tentato sequestro di una bimba di 5 anni che era con la mamma alla stazione degli autobus di Fontivegge.

L’arresto è stato convalidato ma, a fronte degli elementi emersi nelle ore successive, a cominciare dalle immagini di videosorveglianza, il giudice ha rigettato l’applicazione di altre misure cautelari, perché quanto accaduto alla stazione dei bus di Fontivegge non può essere configurato come tentato sequestro.

Gravato da numerosi precedenti di polizia, irregolare e pericoloso socialmente, sul gambiano è stata attivata la procedura di espulsione coattiva, con scorta internazionale di polizia, per rimpatriarlo. Lunedì mattina il giudice di pace ha convalidato l’accompagnamento coattivo alla frontiera e il 29enne è stato quindi portato a Roma Fiumicino da agenti della questura, che lo scorteranno fino a al suo paese d’origine.

Secondo il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco «il rimpatrio di questo soggetto rappresenta una risposta concreta dello Stato di fronte a un episodio gravissimo che aveva profondamente colpito l’intera comunità perugina, nonostante il tempestivo ed efficace intervento delle forze dell’ordine». «Soggetti che si rendono protagonisti di fatti così gravi – aggiunge – sono incompatibili con la nostra comunità e, quando la legge lo consente, è giusto che vengano allontanati immediatamente dal territorio nazionale». Secondo Prisco poi

In una nota la sindaca Vittoria Ferdinandi a proposito del lavoro fatto dalle autorità competenti parla di «risposta concreta a un episodio che ha profondamente colpito l’opinione pubblica cittadina». «In questi giorni – scrive la sindaca – sono stata in contatto con la mamma per farle sentire la vicinanza mia e dell’intera comunità perugina in un momento di profondo turbamento e grande sofferenza. Oggi desidero ringraziare le forze dell’ordine e le autorità competenti, con le quali ho mantenuto un dialogo continuo per seguire l’evolversi di questa vicenda e garantire la massima collaborazione istituzionale. La tutela dei bambini e delle persone più fragili costituisce una priorità assoluta e questa risposta dimostra quanto sia fondamentale il lavoro coordinato dello Stato sul territorio».

A proposito del rimpatrio il consigliere delegato alla sicurezza, Antonio Donato, parla di «azione istituzionale rapida, coordinata e fondata sul rispetto della legalità». «Quando ciascuna autorità opera nell’ambito delle proprie competenze e in piena collaborazione con le altre – aggiunge – si rafforza concretamente la sicurezza della comunità e si offre ai cittadini una risposta efficace».

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