di Mar. Ros.

Renato Pierdonati e Federico Nannurelli, inutile nasconderlo, per Palazzo Spada rappresentano due pilastri della macchina organizzativa.

INCHIESTA ‘PARALLELA’ SUL PERCOLATO
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Dirigente e funzionari interdetti dal gip L’ingegnere, non solo è dirigente ai lavori pubblici e quindi l’anima operativa dell’assessorato collegato (ora nelle mani della vicesindaco Francesca Malafoglia dopo la l’interdittiva imposta a Stefano Bucari), ma è anche una delle poche figure tecnico-professionali di cui la struttura gode. Il geometra, per dirla con una metafora, detiene le chiavi della città: ha la responsabilità di innumerevoli procedimenti nell’ambito di tanti settori diversi, quindi capacità, professionalità ed esperienza di non poco conto. Per decisione del giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno sono stati sospesi dall’esercizio del pubblico ufficio; l’inchiesta Spada, dunque, oltre a mettere a dura prova la tenuta della maggioranza e il Partito democratico con l’arresto del sindaco, avrà una ripercussione su tutta la macchina municipale, ma intanto già nella giornata di giovedì la Malafoglia ha firmato il decreto che conferisce i poteri dell’ingegner Pierdonati all’architetto Carla Comello, starà a quest’ultima redistribuire anche le funzioni del geometra Nannurelli.

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Malafoglia nomina Comello al posto di Pierdonati Già nel tardo pomeriggio di mercoledì nelle stanze del Comune, si era tenuta una prima riunione tecnico-politica per fare la ricognizione dei profili a disposizione. In questa fase, per vincoli di legge, ma anche per ottimizzare le risorse umane in campo, è spettato alla vicesindaco studiare approfonditamente i curricula di tutti i dirigenti di Palazzo Spada e nel pomeriggio di giovedì ha formalizzato una sostituzione affidando alla Comello le funzioni di Pierdonati. Il meccanismo è un po’ quello delle ‘ferie’, cioè all’architetto sono temporaneamente assegnate le funzioni di Pierdonati, solo che i tempi in questione non sono certo quelli di un week-end al mare, il gip ha disposto la sospensione per sei mesi. A margine dell’operazione la Malafoglia ha commentato: «In linea con la scelta della gestione temporanea – dichiara il vicesindaco Francesca Malafoglia – anche le nomine sostitutive necessarie sono, per carattere, di supplenza. È stata individuata la figura tecnica dirigenziale che meglio può garantire la gestione ordinaria dei servizi dei lavori pubblici e di Protezione civile».

I colleghi al fianco dei due dipendenti comunali A parlare nel primo pomeriggio di giovedì sono stati proprio i colleghi dei due apicali del Comune di Terni interdetti per sei mesi nell’ambito dell’inchiesta Spada sugli appalti pilotati: «Pur rispettando completamente le decisioni assunte dalla magistratura e certi che le pene afflitte si dimostrino quanto prima immotivate, ci sentiamo di esprimere la nostra più forte solidarietà al dirigente Pierdonati e al funzionario Nannurelli, persone, prima che dipendenti dell’ente, dal profondo senso della legalità, della correttezza e della trasparenza. Due persone fulcro dell’attività tecnica del direzione Lavori pubblici che con passione e alta conoscenza della materia, si dedicano alla propria attività istituzionale assicurando servizi e prestazioni alla collettività. Persone che dimostrano costantemente encomiabile moralità e senso di appartenenza all’Ente, fieri di rappresentare il Comune e di costituirne parte imprescindibile ed insostituibile».

L’opposizione si scatena «Assistiamo attoniti all’accanimento terapeutico da parte di questa maggioranza nei confronti della città, un’amministrazione agonizzante, non più in grado di garantire alcun tipo di governabilità sembra voler trascinare con sé nel baratro più profondo l’intera comunità». A parlare in questi termini è la consigliera del M5s Angelica Trenta. «Siamo sconcertati – prosegue -di fronte a tale senso di irresponsabilità. Di certo non ce ne staremo immobili a far in modo che il triste e patetico epilogo del regimetto nostrano si ripercuota drammaticamente sui ternani. Abbiamo appreso con smarrimento della sospensione  per sei mesi del dirigente comunale Renato Pierdonati e del funzionario Federico Nannurelli. L’amministrazione continua a perdere pezzi, l’ultimo spenga la luce». A farle eco è il capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche: «L’interdizione decisa dalla magistratura mette a nudo tutte le debolezze e l’inefficacia delle due riorganizzazioni della macchina comunale, mai è stato gestito il personale in base agli obiettivi da raggiungere e ora gran parte dei dirigenti sono già con un piede fuori nella speranza che il calvario attuale duri meno a lungo possibile. Inutile che il capogruppo Pd Andrea Cavicchioli continui a negarlo, questo trascinarsi in certe condizioni ha un solo nome: ‘accanimento terapeutico’». «La criticità della situazione – scrive il consigliere d’opposizione Paolo Crescimbeni – e il blocco di tutte le attività stanno superando, a Terni, il limite del tollerabile. C’è un clima da ultimi giorni di Pompei. Sindaco, assessori, dirigenti e funzionari fuori uso o storditi dalla bufera giudiziaria che grava sopra le loro teste mentre sui loro tavoli area di crisi complessa, piano di riequilibrio finanziario, bilancio consuntivo, Ast e tutti i lavori pubblici in crisi, dal Verdi a piazza Tacito, dal parco Cardeto alla crisi idrica, ai cumuli di immondizia d’ovunque. Chi segue tutto ciò? L’amministrazione che non c’è? Qualcuno vuole fare un pensiero in ordine alla autosospensione di tutta l’opposizione consiliare? L’importante è ridare la parola ai cittadini per voltare pagina».

@martarosati28

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