«Preferisco tappare le buche piuttosto che assumere insegnanti, brave maestre, per bambini che non sono italiani». Così Stefano Bandecchi mercoledì mattina durante la seconda commissione consiliare ha affrontato il tema della gestione delle strutture per la prima infanzia comunali.
A Palazzo Spada il sindaco ha parlato del calo demografico in città, dicendo: «Spero vi rendiate conto che funzionerà meglio il forno crematorio che gli asili nido». Un riferimento, quello di Bandecchi, all’alto tasso di mortalità nella conca rispetto al numero delle nuove nascite, che a suo dire renderebbe più sensato destinare le risorse al ripristino delle strade piuttosto che alle strutture per l’infanzia. Il sindaco è tornato anche sul tema del personale scolastico: «Vista la scarsa nascita dei bambini, trovo assurdo assumere insegnanti. Anche a livello nazionale l’ultima assunzione degli insegnanti è solo una mancetta di Stato. Che oggi in una scuola elementare ci siano 4 o 5 maestre per me è didatticamente discutibile; se poi dobbiamo continuare a dare le nostre maestre a bambini non italiani, per me questa cosa è deleteria».
Le affermazioni non sono passate inosservate e hanno scatenato una serie di reazioni. Primo fra tutti il consigliere comunale Valdimiro Orsini, che in una nota stampa ha preso le distanze dalle affermazioni di Bandecchi, definendole «dichiarazioni discriminatorie che colpiscono la fascia più vulnerabile della nostra comunità, ovvero i bambini». Per Orsini i servizi educativi «non sono privilegi da concedere o revocare in base alla nazionalità dei genitori ma diritti fondamentali», e l’amministrazione non dovrebbe fare affermazioni «che tendono all’esclusione sociale penalizzando i più piccoli».
Sulla stessa linea anche il Pd e Giovani democratici di Terni, che hanno definito le parole del primo cittadino non solo «razziste e xenofobe», ma anche un mezzo per «distrarre i cittadini dai gravissimi problemi che stanno colpendo le nostre scuole». Continuano: «La realtà dei fatti ci mostra una gestione fallimentare dei servizi educativi comunali. L’ambiente educativo ha bisogno di figure professionali stabili e di riferimento». Da qui la conclusione dei dem: «L’istruzione è un diritto di tutti e per tutti, e non può essere considerata la prima voce di spesa da tagliare».
«Le dichiarazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi – interviene la deputata Emma Pavanelli del M5s – sono gravi, inaccettabili e incompatibili con i principi costituzionali che dovrebbero guidare ogni amministratore pubblico. Quando si parla di bambini non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. La scuola, l’educazione e l’inclusione rappresentano investimenti sul futuro della comunità e non possono essere messe in contrapposizione con altri servizi pubblici né, tantomeno, subordinate alla nazionalità dei minori che ne usufruiscono. Ogni bambino e bambina che cresce, studia e si integra nel nostro Paese contribuisce alla costruzione della società di domani. In un’Italia che affronta una profonda crisi demografica, alimentare divisioni e contrapposizioni sui più piccoli è un errore politico e morale. Le istituzioni hanno il dovere di promuovere coesione sociale, uguaglianza e rispetto della dignità di ogni persona, non di individuare capri espiatori tra chi è più vulnerabile. Prendiamo nettamente le distanze dalle parole di Bandecchi. Difendere il diritto all’istruzione e all’inclusione significa difendere la nostra Costituzione e i valori fondamentali della Repubblica. Nessun bambino o bambina dovrebbe sentirsi meno meritevole di attenzione, cura o opportunità per il solo fatto di essere nato altrove».
«In una città così – fa eco il M5s – ogni posto nido in più è una politica per la natalità. Ogni educatrice assunta è un investimento sul futuro. Ogni famiglia aiutata a crescere un figlio è una battaglia vinta nella guerra per fermare il declino. E invece Terni ha una copertura dei servizi educativi 0-2 anni ferma al 16%, mentre Perugia arriva al 52%. Un divario enorme, che misura quanto la nostra città sia rimasta indietro proprio sul terreno decisivo: aiutare le famiglie giovani a costruire qui il proprio futuro. Le parole del sindaco Bandecchi non sono soltanto offensive; sono la confessione di una visione politica miope, che non comprende che la carenza di posti nei nidi significa madri costrette a rinunciare al lavoro o a chiedere il part-time. Significa famiglie obbligate a pagare servizi privati, se possono permetterselo. Significa disuguaglianza tra chi ha il sostegno dei nonni e chi resta solo. Significa, molto spesso, rinunciare ad avere figli. E in un asilo nido comunale non esistono bambini italiani e bambini stranieri. Esistono bambini. A Terni gli alunni stranieri sono il 14,1% degli studenti e quasi il 70% di loro è nato in Italia. Usarli come argomento per non assumere maestre significa colpire loro, ma anche tutti gli altri bambini e tutte le famiglie ternane.
Il paradosso – proseguono i pentastellati – è che invece di rafforzare un servizio fondamentale come gli asili nido, Bandecchi ha preferito internalizzare l’asfaltatura delle strade: circa un milione di euro per i macchinari tappabuche, oltre venti operai assunti e formati a nostre spese per continuare ad avere strade disastrate e pochi interventi limitati. Tanto che oggi la stessa amministrazione parla di un mutuo da 30 milioni di euro per affidare ai privati l’asfaltatura di quelle strade che, secondo la propaganda, avrebbero dovuto sistemare gli operai comunali. Il Movimento 5 Stelle di Terni propone un piano comunale straordinario per l’infanzia 0-6 fondato su scelte chiare: ritiro definitivo dell’esternalizzazione dei nidi comunali Peter Pan e Asilo Aziendale; assunzione stabile di personale educativo; pieno utilizzo delle risorse regionali, nazionali ed europee disponibili; aumento progressivo dei posti nido; rette più accessibili in base all’ISee; garanzia del nido estivo; rafforzamento del coordinamento pedagogico comunale; qualità educativa come tratto distintivo della città. Il sindaco non dovrebbe solo chiedere scusa, ma soprattutto dovrebbe cambiare politica: le buche vanno tappate. Ma il futuro di Terni si costruisce dagli asili nido».
