di Mar. Ros.
La vendetta dei Cinque stelle sta tutta nella presentazione di 103 emendamenti (più due, uno a firma IlT e uno Fd’I-An) ad un atto d’indirizzo collegato al bilancio (volto a sollecitare l’amministrazione a monitoraggio ed efficientamento delle attività finanziarie dell’ente), una ripicca squisitamente politica che martedì ha annoiato il consiglio, allontanando via via i membri dell’assemblea all’ora di pranzo fin quando è mancato il numero legale per proseguire i lavori: oggi, qua e là sotto i banchi si nota qualche pezzo di pizza. Nelle prime ore della nuova seduta, Thomas De Luca si era anche proposto di porre fine alla bagarre suggerendo alla maggioranza di ritirare quello che è diventato ‘l’atto della discordia’. Il capogruppo Pd Andrea Cavicchioli era pronto a farlo ma la presa di posizione di Enrico Melasecche (IlT) ha reso vano ogni tentativo di superare anche gli ostacoli tecnici: «Sono pronto a fare mio l’atto per mantenerlo in discussione». Il dem Michele Pennoni ne ha approfittato per sottolineare: «Siete in disaccordo, c’è una frattura in minoranza».
Tutti gli interventi sul bilancio
Un atto, 105 emendamenti Ripresa la maratona consiliare a Palazzo Spada, le schermaglie politiche rendono vivace la discussione sul bilancio di previsione, la cui approvazione è già slittata due volte. Il casus belli risale infatti alla seduta di lunedì, la prima dedicata al documento contabile dell’ente comunale di Terni, quando sulla non ammissione di un atto griffato M5s riguardante il futuro di Asm, i grillini si sono indispettiti al punto di caricare una raffica di emendamenti all’atto di maggioranza (accessorio al bilancio) presentato da Cavicchioli: 103 le proposte di modifica, alle quali sono aggiunte quelle di Melasecche (I love Terni) e Marco Cecconi (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale).
Maggioranza accusa M5s di irresponsabilità La ripicca ha infastidito la maggioranza, tanto che dai banchi sinistri dell’aula l’atteggiamento dei Cinque stelle è stato stigmatizzato: «L’evidente intento dei grillini è quello di ritardare i lavori dell’assemblea – hanno dichiarato i capigruppo di maggioranza Cavicchioli, Faliero Chiappini (Terni città aperta), Luigi Bencivenga Progetto Terni) e Silvano Ricci (Sinistra per Terni) – mostrando scarso rispetto per l’istituzione e per gli interessi della collettività. Assicureremo l’approvazione del bilancio». «È legittimo ma state facendo ostruzionismo» ha tuonato il capogruppo dem. Di fatto però è pressoché impossibile che i grillini riescano in questo modo a portare la discussione oltre i termini imposti dalla prefettura per il voto perché, è emerso, l’ultimo consigliere a ricevere la notifica prefettizia è stata Angelica Trenta del M5s lo scorso 26 maggio e quindi l’ultima data utile per l’approvazione è fissata ai successivi 20 giorni a partire da quella.
Maratona consiliare Nel dubbio l’Ufficio di presidenza ha già convocato tre sedute no stop nelle giornate di lunedì 13, martedì 14 e mercoledì 15 giugno e di tempo effettivamente ne serve perché per ogni emendamento, ciascun consigliere ha a disposizione 3 minuti per intervenire e oltre ai 105 presentati all’atto presentato da Cavicchioli, ci sono sempre i 12 (di cui 2 di giunta e10 di maggioranza) pronti a modificare il bilancio vero e proprio. Nel frattempo c’è l’ok all’atto del democratico Francesco Filipponi sull’edilizia scolastica.
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