domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:27
6 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 23:28

Terni, consiglio in tilt sul bilancio: atto del M5s sul futuro di Asm fa saltare il numero legale

Bufera a fine seduta, non ammesso inserimento della proposta grillina e i Cinque stelle minacciano ricorso al Tar, discussione resta aperta: i lavori riprendono martedì

Terni, consiglio in tilt sul bilancio: atto del M5s sul futuro di Asm fa saltare il numero legale
fotogramma streaming

di Marta Rosati

Acque agitate in quel di Palazzo Spada quando la discussione sul bilancio di previsione era ormai conclusa, prima seduta archiviata senza voti. A mandare in panne i lavori del consiglio comunale, un atto del M5s col quale i grillini chiedevano di mantenere Asm nella totale proprietà del Comune di Terni escludendo qualsiasi forma di vendita delle quote societarie della multiutility.

TUTTI GLI INTERVENTI SUL BILANCIO

Il futuro di Asm  L’atto, perfettamente in linea con la discussione (che per forza di cose ha inglobato in sé il tema delle partecipate), è stato presentato dai Cinque stelle poco prima della replica dell’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e prima che il presidente Giuseppe Mascio aprisse la votazione degli altri atti, presentati a inizio seduta da capogruppo Pd Andrea Cavicchioli (una serie di indicazioni politiche ed operative per il sindaco e la giunta sui rapporti con la Regione e con la Fondazione Carit su temi specifici per lo sviluppo locale e per l’assetto della città) e dal dem Francesco Filipponi (sul tema dell’edilizia scolastica e della manutenzione delle scuole). Per questi il consiglio aveva tacitamente accettto l’inserimento all’ordine del giorno, per quello dei pentastellati invece Cavicchioli ha puntato i piedi chiamando in causa il segretario generale Giuseppe Aronica.

Bufera di fine seduta Nella totale agitazione dell’aula, Mascio ha dato voce più volte a maggioranza e opposizione facendo esprimere di volta in volta il segretario per il parere tecnico e convenendo fosse opportuno votare l’inserimento di tutti e tre gli atti complessivamente presentati nel corso della seduta. Risultato: quello dei Cinque stelle non è stato ammesso. Franco Todini di lista civica Il Cammello: «Si tratta di un discrimine politico senza precedenti, capisco l’imbarazzo della maggioranza però basta mandar giù un bicchier d’acqua e quello passa». Thomas De Luca (M5s), furioso: «Questa vicenda ha dell’assurdo, lo faremo presente al Tar».

Discussione no stop Per ‘pareggiare’ i conti con la maggioranza, le colleghe grilline Valentina Pococacio e Angelica Trenta hanno richiesto allora nuovo tempo al presidente Mascio per discutere singolarmente gli atti di Cavicchioli e Filipponi (anche se di fatto già discussi nell’ambito del dibattito generale sul conto previsionale). Per tentare una mediazione è servita la sospensione  dei lavori proposta da Francesco Ferranti di Fi, per riunire i capigruppo. Peccato che al rientro in aula i consiglieri presenti non sono sufficienti per la prosecuzione dei lavori: salta il numero legale, nuova seduta martedì a partire dalle 9.30.

Twitter @martarosati28

 

 

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250