giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:00
6 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:54

Terni, discussione fiume sul bilancio di previsione: prima seduta archiviata senza voto

Sei ore di consiglio comunale non bastano per l'ok al documento contabile

Terni, discussione fiume sul bilancio di previsione: prima seduta archiviata senza voto

di M. R.

«L’Approvazione del documento contabile – ha detto Vittorio Piacenti D’Ubaldi a inizio seduta – è un punto di partenza significativo per uscire dalle condizioni finanziare dell’ente, si tratta di un obiettivo necessario ma non sufficiente». Nella relazione, l’assessore al bilancio non ha fatto che ripetere quanto già espresso in terza commissione. Dalle 15.30 di lunedì i lavori in aula sono terminati, non senza schermaglie, alle 21.40 ma il consiglio non ha ancora dato l’ok nemmeno a uno dei dodici emendamenti presentati al bilancio.

Franco Todini (Il Cammello) «Serve una macchina amministrativa più efficiente, l’atto d’indirizzo della maggioranza – ha detto riferendosi a quello di Cavicchioli sottoscritto anche dai capigruppo Faliero Chiappini, Silvao Ricci e Luigi Bencivenga – è ridicolo perché non fa che riprendere le raccomandazioni dei revisori senza tener conto degli sprechi, ad esempio continuiamo ad affidare servizi secondari ad alto costo»

Enrico Melasecche (I love Terni) «Questa giunta è riuscita a portare tutti progetti al fallimento, Piacenti ha fatto numeri incredibili, gli imprenditori si sbellicano dalle risate quando gli parlo della rinegoziazione dei mutui approvata l’anno scorso, ci sono le buche, si taglia il verde solo per pagare gli amici al quale diamo l’appalto e intanto pensiamo all’Uovo di Ridolfi. Questa è la repubblica delle banane, i politici ogni tanto vanno a cena coi procuratori.

Andrea Cavicchioli (Pd) «Non siamo interessati a tirare a campare né vogliamo tapparvi la bocca, l’opposizione è espressione della democrazia, l’atto da me presentato  fa certo anche tesoro di quello che dicono i revisori ma del resto si può discutere con la politica ma non con la matematica e smettiamola di parlare dell’applicazione di una legge dello Stato come un delitto (la pre Fornero)». Sulle partecipate:  «Asm ha necessità di capacità finanziaria, guarderemo il piano e discuteremo delle strategie. Rispetto all’incontro con Palazzo Donini non facciamo riferimento a vertici rituali ma di condivisione delle scelte e delle strategie da costruire assieme. Rispetto a Università e ricerca – ha aggiunto – prima sciogliamo il nodo politico con Regione e Unipg poi i tavoli tecnici».

Valentina Pococacio (M5s): «Esprimo enorme preoccupazione per l’approvazione di questo bilancio, la maggioranza meglio di noi dovrebbe conoscere le difficoltà finanziarie dell’ente, vi sentite agli sgoccioli e temo per il futuro di Terni. State cannibalizzando la città per salvare voi stessi, impegnando per decenni chi verrà dopo di voi».

Marco Cecconi (Fd’I-An): «Quando uno non ha più quattrini ricorre a prestiti o anticipazioni di cassa, Palazzo Spada entrambi ma neanche con criterio perché per esempio si fa pignorare l’ex foresteria dalla Ternana soccorsi. Bello sentire che non vi piace tirare a campare – ha replicato a Cavicchioli – ma le incapacità a fare bilanci e incassare pongono anche un problema di decenza e di vergogna. Secondo voi basta la pre Fornero per efficientare l’ente? Con la fantasia fate i bilanci sulle spalle della città. Basta considerare quei 9 milioni non reinseriti in bilancio relativi a ex foresteria e caso Telecom».

Faliero Chiappini (Terni città aperta) «Sono d’accordo con Todini sul ruolo della pubblica amministrazione, economicità, efficienza, rapidità, abbiamo bisogno di liberare risorse ma credo nella possibilità di uscire da situazioni difficili».

Paolo Crescimbeni (Gruppo misto) «Un vero e proprio bilancio a ‘tirare a campare’, se la giunta facesse un passo indietro sarebbe un gesto apprezzabile, patriottico, per il bene di Terni»

Patrizia Braghiroli (M5s) «Stamattina i bambini di quinta elementare hanno posto domande semplici ma pungenti, basterebbe che la giunta riuscisse a rispondere concretamente a quelle invece no».

Francesco Filipponi (Pd)  Tutto incentrato sulle scuole l’intervento del democratico che ha chiesto al consiglio di «impegnare il sindaco e la giunta a programmare gli interventi necessari sull’edilizia scolastica e le manutenzioni, considerando le priorità relative alla sicurezza e alla maggiore domanda nei quartieri in espansione; predisporre gli atti necessari alla partecipazione ad eventuali bandi di settore, per l’edilizia scolastica; verificare la fattibilità del nuovo edificio scolastico di Gabelletta-Campomaggiore previsto nel piano triennale delle opere pubbliche 2016/18, anche attraverso la verifica di eventuali manifestazioni di interesse».

Franceco Ferranti (Fi) «In questi due anni non siete riusciti a mettere in campo strategie adeguate per migliorare la situazione, né dal punto di vista finanziario né in termini di efficientamento dell’ente. Lo sportello unico per gli eventi, assessore Armillei, quando pensa di farlo? Dobbiamo uscire da logiche di convenzioni ed esternalizzazioni senza profitto volte solamente a mantenere legami di puro consenso, roba da prima Repubblica».

Angelica Trenta (M5s) Momento epico griffato Sallustio, la pentastellata cita le guerre giugurtine proiettando sulla Conca la decadenza morale e sociale che portò al crollo della res publica romana

Valdimiro Orsini (Pd) Il più incisivo i suo tra gli interventi di maggioranza, il democratico fa un chiaro riferimento al rimpasto: «In questo bilancio non nascondiamo niente, questo conto rappresenta una scommessa che vedremo se riusciremo a vincerla da qui a qualche mese in fase di riequilibrio. I tempi per la pre Fornero non ci sono più, troppe parole e pochi fatti, anche sulle partecipate, gli indirizzi dal consiglio sono arrivati. Gli 8 mln posti a fondo crediti di dubbia esigibilità dimostrano una criticità strutturale ma sia chiaro che a tirare a campare non ci sto neanche io. L’esecutivo va sorvegliato a vista, il sindaco deve avere il coraggio di fotografare la giunta e riconoscere se quella nominata due anni fa è in grado di affrontare questa fase drammatica assumendosi la responsabilità delle scelte».

Silvano Ricci (Sinistra per Terni) «Questo bilancio non esalta ma questo consiglio per esempio è il primo in Europa ad aver approvato la carta contro lo spreco alimentare, peccato che gli indirizzi approvati restano carta straccia. La finanziata fontana di piazza Tacito è ferma, ancora parliamo di manutenzioni e messa in sicurezza delle scuole, ma mai si è stati in grado di istituire una commissione che tenesse insieme urbanistica, lavori pubblici e mobilità».

Federico Pasculli (M5s) «Dal c’era una volta al se sarò eletto. È così che iniziano le favole. Terni non riesce a guadagnare nemmeno sui suoi punti di forza turistici, idroelettrici, cinematografici. Non abbiamo più la possibilità di pensare alle politiche sociali, gravissimo che un governo di sinistra dimentichi di affrontare certi temi. Ormai è evidente che la pre Fornero non sarà applicata e quindi ci rimetterà il sistema delle partecipate. Le casse del Comune di Terni sono vuote così da non poter coprire nemmeno una buca».

 Thomas De Luca (M5s) «Bilancio non emendabile, Orsini propone in un certo senso una proroga, una seconda opportunità a questa giunta, ma se continuiamo a privatizzare beni comuni e su partite delicate come l’ambiente non riusciamo a gestire nulla, quale scommessa pensiamo di poter vincere? I dati sono scioccanti e facciamo finta di niente invece di sbattere i pugni sul tavolo del governo. Il sindaco si è lasciato intimidire dalla paventata fermata di Ast, ma quell’acqua mica è per la produzione». A inizio seduta depositata richiesta di consiglio straordinario sula vicenda dei pozzi Thyssen, come annunciato.

L’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi Nella replica: «Discussione interessante, da una parte noto una certa eccitazione post elettorale e dall’altra una depressione mista alla rassegnazione. Prima dei numeri lasciatemi dire che ho sentito tante considerazioni filosofico-politiche difficili da comprendere. Sul tema delle partecipate abbiamo assunto atto di programmazione generale e stiamo seguendo quello. Va bene criticare l’amministrazione ma alcune scelte spettano al consiglio e deve farle in maniera definitiva. Pre Fornero non Pre Fornero non possiamo pensare che l’alienazione delle partecipate sia la soluzione, gli interventi vanno fatti sulla spesa corrente. Velocità e determinazione da parte della giunta e della struttura tecnica dell’ente sono necessarie».

Twitter @martarosati28

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250