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La discarica di Pietramelina (Foto Troccoli)

di Daniele Bovi

La soluzione trovata nel tardo pomeriggio di sabato si chiama Hera, gigante del settore rifiuti con sede a Bologna. È infatti in uno dei loro impianti emiliani che la Fou, ovvero la Frazione organica umida prodotta nei 24 comuni dell’Ati2 verrà portata nei prossimi giorni, fino a quando l’impianto di compostaggio di Pietramelina non tornerà in funzione dopo gli adeguamenti richiesti dalla Regione. Un adeguamento in teoria previsto per venerdì, ma al momento non ci si sbilancia sulle date. Accanto a questi lavori ci sono anche quelli relativi al cosiddetto «refitting» del bireattore di Borgogiglione; fino a quando queste due opere non verranno terminate, i camion con l’umido prodotto nell’Ati2 verranno portati verso l’Emilia Romagna, mentre venerdì una mano l’hanno data gli impianti di Sei Toscana.

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Verso l’Emilia La soluzione Hera, nome non certo nuovo per chi ha seguito negli ultimi anni la vita di Gesenu (in passato contatti ci sono stati con Hera in vista di un possibile passaggio di mano delle quote in mano ai privati), è stata studiata sabato e intreccia più piani, specialmente quello della politica, dall’Auri presieduto da Cristian Betti al vertice di Tsa (Alessia Dorillo). I cittadini dunque potranno continuare a buttare l’umido nonostante venerdì l’Ati2 in una nota arrivata nel tardo pomeriggio avesse messo in guardia le persone a proposito di possibili disservizi. In questo modo domenica, giorno di raccolta dell’umido ad esempio in tutto il centro storico di Perugia, si potranno mettere i mastelli fuori dalla porta con una novità che riguarda proprio il capoluogo umbro: qui i pannolini andranno buttati, con lo scopo di migliorare la qualità dell’umido prodotto, non più insieme ai rifiuti dell’organico ma nell’indifferenziato, come avviene da qualche mese in centro storico.

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Parla Gest E a proposito della nota di venerdì dell’Ati 2 e di una linea sulla comunicazione evidentemente non condivisa, Gest-Gesenu domenica spiega che non si sono verificati disservizi («la raccolta è stata garantita e non sono stati segnalati disservizi»), che non ce ne saranno e che la società «in questa fase di manutenzione dell’impianto di compostaggio di Pietramelina si è immediatamente attivata, aggiornando costantemente i Comuni serviti e le strutture associative Ati 2, Auri e gli uffici competenti regionali, per consentire il regolare conferimento della raccolta avvalendosi di una rete alternativa di impianti regionali e prevalentemente extraregionali».

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Impianto fermo Lo stop a Pietramelina è stato deciso martedì a causa dei troppi scarti prodotti. Nella sua diffida, scritta dopo i controlli di Arpa e Forestale fatti ad agosto, la Regione a ottobre sottolineava i problemi relativi agli scarti e la necessità di adeguare la struttura. Autorizzato nel 2008, l’impianto di Pietramelina era stato oggetto nel gennaio 2015 di alcune prescrizioni da parte della Provincia, che l’ente aveva comunicato a Gesenu: al massimo 48 mila tonnellate di Fou trattabile e 30 per cento di scarti prima della fine del 2015, mentre dopo agosto 2016 vengono certificate punte anche del 68 per cento. Un impianto che, a causa dell’interdittiva (revocata alcune settimane fa) non ha potuto godere di 2,6 milioni di euro stanziati dalla Regione per la riqualificazione. Sulla questione del blocco e della raccolta dei pannolini interviene anche il Movimento 5 stelle con il capogruppo in consiglio comunale Cristina Rosetti. In un’interrogazione urgente che il M5S vorrebbe discutere lunedì in consiglio Rosetti chiede risposte su quanto fatto dalla giunta negli ultimi due anni per Pietramelina, anche a proposito dell’adeguamento, e sull’sms, giudicato non chiaro da Rosetti, inviato ai cittadini a proposito dei pannolini.

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La Lega A parlare domenica è anche la Lega Nord che interviene sulle dichiarazioni dei giorni dell’assessore regionale Fernanda Cecchini. Parole «fuori dalla realtà» secondo il senatore Stefano Candiani e i consiglieri regionali Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini: «Se i Comuni – scrivono – sono i primi responsabili dei mancati controlli, la Regione è complice della situazione creatasi, sia per aver voluto negare l’evidenza, sia per aver erogato contributi ad Ati e Comuni anche di fronte al palese mancato rispetto delle prescrizioni del Piano regionale dei rifiuti. Per questo, così come già fatto nel caso dei mancati controlli sulle schede O.r.s.o, denunciato dalla Lega oltre un anno fa, chiederemo di verificare la correttezza di tutti i contributi erogati dalla Regione che, qualora non dovuti, costituirebbero un evidente danno erariale». La Lega poi chiede di estendere le indagini a tutti gli Ati, la ripresa dei lavori del tavolo regionale sui rifiuti e promette che approfondirà anche il capitolo dello smaltimento di quelli ospedalieri.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Stop di Pietramelina, tutto l’umido dell’Ati2 verso gli impianti Hera dell’Emilia Romagna”

  1. Una domanda: avete notizia se le indagini su GESENU e sulla “monnezza” di Mafia Capitale (riguardanti la Muraro) siano collegate ???

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