giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 03:01

Inchiesta Gesenu, il «Dominus» Sassaroli quattro ore davanti al pm. Ma non convince

Durante l’interrogatorio in Procura ha fornito spiegazioni considerate evasive dagli inquirenti. L’elenco dei sequestri

L'avvocato David Brunelli e l'indagato Giuseppe Sassaroli vanno in Procura

di Enzo Beretta

E’ durato quattro ore il faccia a faccia tra Giuseppe Sassaroli e il pm Valentina Manuali. Ma il confronto di stamani non ha soddisfatto gli inquirenti. Il direttore operativo di Gesenu, accompagnato dall’avvocato David Brunelli, nel corso dell’interrogatorio avrebbe infatti fornito risposte evasive sulle responsabilità contestate dalla Procura impegnata a ricostruire l’intricata matassa della Rifiutopoli umbra. Il «Dominus», accusato di associazione per delinquere, gestione illecita di rifiuti, falso, truffa e disastro ambientale, come fatto nei giorni precedenti col gip Alberto Avenoso che ha ordinato il suo arresto ha ribadito alcune dichiarazioni, mostrandosi evasivo su alcuni punti ritenuti nodali e scaricando certe contestazioni su altri coindagati. Per il momento nessuna notizia sulla decisione del magistrato sull’istanza di revoca della misura domiciliare.

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Tutti i sequestri In seguito alle richieste del magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Perugia è stato disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca di quasi 1,6 milioni di euro «nella disponibilità di Sassaroli» per «fatture oggettivamente inesistenti» emesse da Gesenu. L’altro sequestro ha riguardato Luciano Sisani: 271 mila euro al responsabile dell’ufficio tecnico-commerciale e poi direttore operativo di Tsa. Il pm, al quale è stata rigettata la richiesta di interdire l’esercizio dell’attività di Gesenu, Trasimeno servizi ambientali e F.lli Baldini (società autorizzata al trasporto e alla gestione di rifiuti non pericolosi) ha ottenuto sequestri milionari contro tre ditte: 20,9 milioni di Gesenu «derivanti dal reato di truffa aggravata a danno degli enti pubblici commesso nel suo interesse e a suo vantaggio da propri dipendenti, anche con funzioni apicali», 4,3 milioni per Tsa e 281 mila euro per il laboratorio Erica Srl «derivante dal reato di traffico illecito di rifiuti commesso da Renato Antonio Presilla nella funzione di socio amministratore e legale rappresentante della società». Disposto, infine, il sequestro preventivo per equivalente di 281 mila euro nei confronti della Baldini Srl (nelle carte si parla di «traffico illecito di rifiuti commesso da Francesco e Furio Baldini, amministratori e legali rappresentanti dell’impresa), valore che rappresenta la differenza tra i proventi stimati dal presunto traffico di rifiuti e i costi di smaltimento.

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Presidente Gesenu: «Decisa riorganizzazione interna» Intanto in una nota il presidente di Gesenu precisa che la società, «adottando il principio della massima prudenza e trasparenza, ha assunto preventivamente provvedimenti cautelari di sospensione di tutti i dipendenti e ha in corso una decisa riorganizzazione interna».

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