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Inchiesta Gesenu, l’azienda: «Sospesi tutti gli indagati e revocate le deleghe a Sassaroli»

La spa dei rifiuti nomina pool di avvocati: «Fatti riguardano precedente assetto societario». La Rsu: «Raccolta rifiuti corretta, lavoratori estranei»

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Inchiesta Gesenu

Gesenu sospende tutti i 14 dipendenti indagati dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto del direttore operativo Giuseppe Sassaroli, al quale sono state revocate le deleghe. L’azienda lo precisa in una nota «al fine di rendere chiarezza in merito alle informazioni diffuse dagli organi di stampa» e lo fa proprio nel giorno in cui è emerso che la Procura è tornata a chiedere l’interdizione dell’esercizio delle attività (o di una parte di queste, alle quali si riferirebbe l’illecito) delle ditte Gesenu e Tsa.

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Indagati sospesi Gesenu comunica di aver «immediatamente revocato le procure e le deleghe all’Ing. Giuseppe Sassaroli il quale, successivamente, ha presentato le proprie dimissioni irrevocabili» e di aver «provveduto a sospendere cautelativamente i propri dipendenti destinatari del provvedimento». Quanto agli indagati di Tsa, invece, l’azienda sta tuttora valutando le decisioni da prendere: lunedì sera ci sarà l’assemblea dei soci, alla quale spetta l’ultima parola, ma con tutta probabilità si andrà verso una decisione simile a quella di Gesenu.

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Pool di legali Inoltre Gesenu, precisando che le indagini e i provvedimenti assunti dall’Autorità giudiziaria riguardano «presunti fatti che si sarebbero verificati in epoca precedente al nuovo ed attuale assetto societario e manageriale», fa sapere di aver «immediatamente provveduto a nominare un pool di legali incaricati a tutelare gli interessi della stessa sotto ogni profilo, ed in particolare, per gli aspetti che riguardano i profili penalistici gli avvocati Dario Buzzelli e Francesco Falcinelli, per gli aspetti civilistici l’avvocato Giuseppe Caforio e per gli aspetti giuslavoristici l’avvocato Rodolfo Valdina».

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Rsu: «Lavoratori preoccupati» Oltre all’azienda, esce allo scoperto anche la Rsu aziendale di Gesenu, attraverso la voce dei suoi coordinatori Nazzareno Cardinali, Pasquale Qualatrucci, Walter Bonomi. «Le recenti vicende giudiziarie che hanno colpito Gesenu, oltre a suscitare sgomento tra i dipendenti, pongono nuovamente forti preoccupazioni circa il futuro dei posti di lavoro e dell’esecuzione dei servizi agli utenti. Auspichiamo che venga fatta luce al più presto, fiduciosi che la magistratura saprà svolgere al meglio il proprio lavoro, togliendo dubbi e facendo chiarezza su tutto».

Raccolta effettuata scrupolosamente Al tempo stesso, la Rappresentanza sindacale unitaria intende «porre all’attenzione di tutti che le contestazioni mosse dalla Procura della Repubblica, e apparse nei media nei giorni scorsi, riguardo questa vicenda interessano lo stato del trattamento dei rifiuti a valle della raccolta differenziata». Attività questa che, secondo i sindacalisti, «i dipendenti svolgono tutti i giorni scrupolosamente, nel pieno rispetto delle norme comunali e regionali in materia raccolta e smaltimento delle varie tipologie di rifiuti. Va esclusa, quindi – aggiungono Cardinali, Qualatrucci e Bonomi – qualsivoglia responsabilità degli stessi operatori, compresi gli addetti agli impianti di lavorazione e smaltimento degli stessi rifiuti, che operano e hanno sempre operato tutti con discrezionalità limitata e su indicazione specifica della stessa azienda Gesenu. Pertanto ogni riferimento nei confronti di chi all’alba di ogni giorno scende in strada per guadagnarsi onestamente da vivere va respinto con forza e fermezza, contro chiunque tentasse di scaricare strumentalmente su questi delle responsabilità».

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