Restituire un baricentro culturale al quartiere, integrare architettonicamente le diverse strutture attraverso percorsi pedonali e aree di aggregazione e sostituire, almeno in parte, la cementificazione diffusa attraverso superfici drenanti e infrastrutture ecologiche. Sono essenzialmente questi gli obiettivi primari del progetto di fattibilità tecnico-economico, approvato nelle scorse ore dal Comune di Perugia, relativo a piazza Martinelli, nel cuore di San Sisto. Un progetto da oltre 3,5 milioni di euro finanziato con fondi europei e inserito nel Piano di sviluppo sostenibile che, tra ciclopedonale, ponte sopra la ferrovia, riqualificazione del Cva, del Teatro Brecht, della biblioteca Sandro Penna e non solo, vale oltre 12 milioni.
I lavori L’intervento su piazza Valentino Martinelli prevede un investimento complessivo di 3.566.578 euro e punta a trasformare un’area oggi caratterizzata in larga parte da parcheggi e superfici asfaltate in uno spazio pubblico multifunzionale destinato alla socialità, alla cultura e al tempo libero. Alla base dell’intervento c’è la volontà di ricucire urbanisticamente una parte di quartiere che negli anni è cresciuta rapidamente senza dotarsi di una vera piazza centrale. Il progetto individua infatti nella vicinanza tra la bibliomediateca Sandro Penna, il Teatro Brecht, l’edificio delle Due Torri e il polo scolastico un patrimonio da collegare e valorizzare attraverso nuovi percorsi e spazi di incontro.
Sette aree La nuova piazza sarà organizzata in sette aree funzionali. Tra gli elementi più caratterizzanti figurano una fascia boscata con anfiteatro naturale destinato a eventi e attività all’aperto, un podio che fungerà da punto di raccordo tra i diversi livelli dell’area e la vera e propria nuova piazza, pensata come spazio centrale flessibile e aperto a diverse modalità di utilizzo. È inoltre prevista un’area giochi dedicata ai bambini e alle famiglie.
I parcheggi Una parte significativa del progetto riguarda anche la riorganizzazione della sosta. I parcheggi esistenti saranno ripensati e redistribuiti attraverso interventi che interesseranno sia le aree immediatamente adiacenti alla piazza sia il parcheggio superiore e gli stalli lungo viale San Sisto. La realizzazione dei nuovi parcheggi rappresenterà il primo passaggio operativo del cantiere, così da garantire posti auto alternativi prima dell’avvio dei lavori nell’area centrale.
L’ambiente Al centro del progetto ovviamente anche gli aspetti ambientali. Il progetto prevede infatti l’utilizzo diffuso di pavimentazioni drenanti e l’inserimento di nuove infrastrutture verdi per favorire l’assorbimento delle acque piovane e ridurre gli effetti delle isole di calore nei mesi estivi. Alberi e arbusti non avranno una funzione esclusivamente estetica, dunque, ma contribuiranno anche a migliorare il comfort climatico e a mitigare l’impatto delle arterie stradali circostanti. Nella relazione progettuale si sottolinea che l’obiettivo è quello di trasformare «un’area di sosta sottoutilizzata» in «uno spazio pubblico polifunzionale di alta qualità architettonica», attraverso un’operazione di collegamento tra le principali realtà culturali e sociali del quartiere.
La storia Quartiere che è uno degli esempi più evidenti della rapida crescita urbana avvenuta nel secondo dopoguerra in città. Nato come piccolo insediamento di origine medievale, il quartiere ha mantenuto fino agli anni Cinquanta una forte vocazione agricola, caratterizzata dalla presenza diffusa di uliveti e terreni coltivati. La svolta è arrivata negli anni Sessanta e Settanta con l’espansione dello stabilimento Perugina e la conseguente crescita edilizia legata all’aumento della popolazione residente. Un processo che ha progressivamente cancellato il paesaggio rurale originario e che, secondo l’analisi storico-critica allegata al progetto, ha portato alla formazione di un tessuto urbano densamente edificato ma privo di una vera piazza centrale. Oggi il quartiere conta circa 15 mila abitanti e il nuovo intervento punta proprio a colmare questa carenza, recuperando anche alcuni elementi della memoria storica locale attraverso la creazione di nuovi corridoi verdi ispirati agli antichi filari di ulivi che caratterizzavano l’area prima dell’urbanizzazione.















